Intelligenza Artificiale: irrobustire la produttività con le nuove tecnologie

— di Francesco Megna —
Dai portatili GSM a ChatGPT, dalla interconnessione sempre più veloce a traduttori in contemporanea, così l’intelligenza artificiale si sta espandendo a macchia d’olio, pronta a cambiare le nostre abitudini. Si tratta di un coinvolgimento  giustificato o si sta enfatizzando questa nuova moda?
Dopo il lancio di ChatGPT nell’autunno dello scorso anno, l’attenzione generale si è focalizzata sull’intelligenza artificiale (AI), dandole un impulso imprevisto. A giugno di quest’anno, la piattaforma ha toccato la cifra record di 1,6 mld di navigatori. Il fenomeno ChatGPT è palese su tutti gli aspetti: non solo l’intelligenza artificiale è improvvisamente divenuta di interesse basilare, surclassando pesantemente anche quello per il metaverso, ma tutti e tre i settori dell’indice tecnologico dell’S&P 500 hanno ottenuto risultati sopra le aspettative dalla sua introduzione.
Discutere di intelligenza artificiale ad oggi è facile, ma solamente 30 anni fa si trattava di una rappresentazione inconcepibile per i più. In quegli anni si era iniziato a ipotizzare un computer in condizione di ottenere in modo indipendente risultati da nozioni e principi, quello che ad oggi viene definita conoscenza automatica.
Ci sono voluti anni per arrivare al cosiddetto deep learning cioè un metodo di intelligenza artificiale che insegna al computer a elaborare i dati in modo che si ispira al cervello umano. I modelli di deep learning sono in grado di riconoscere pattern complessi in immagini, testo, suoni e altri dati per produrre informazioni e previsioni accurate. Dalle procedure per il riconoscimento facciale, agli esami di immagine mediche, attraverso software capaci di sviluppare concetti in lingue diverse in modo sempre più efficace.
Sono solo alcune modalità  per spiegare come l’intelligenza artificiale oramai coinvolge le nostre vite. Il settore dell’Intelligenza Artificiale include occasioni e opportunità che gli utenti dovrebbero saper cogliere. Soprattutto le aziende che partecipano direttamente al progresso ed alla repentina divulgazione dell’intelligenza artificiale. Questo comporta robusti database visto che i dati sono la componente principale per l’apprendimento dei computer, ma anche solidi hardware, in grado di migliorare milioni di parametri in diretta, modalità di archiviazione e rapide connessioni.
Un esempio per tutti: il comparto dei software sta crescendo a ritmi vertiginosi, con un tasso di crescita previsto del 20% circa. Si tratta di un vero e proprio processo in grado di produrre cambiamento a livello globale sul lungo periodo. L’uso delle nuove tecnologie consentirà infatti di irrobustire la produttività nei prossimi anni, modellando così l’economia del futuro.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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Gli articoli pubblicati su questa testata rispettano la normativa europea (AI Act) e i principi deontologici dell’Ordine dei Giornalisti. L’utilizzo costante dell’intelligenza artificiale permette la corretta verifica delle fonti e la creazione di una traccia che tenga conto dei temi più significativi. Nessun articolo può essere pubblicato autonomamente dall’intelligenza artificiale: ogni autore interviene personalmente non solo nella fase della scrittura dell’articolo, ma anche nella verifica della veridicità di notizie e dati riportati.

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