Ebury: Il dollaro si stabilizza, i mercati provano a focalizzarsi sulla politica monetaria

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La liquidazione delle posizioni lunghe sul dollaro nelle ultime settimane potrebbe aver permesso alla valuta di stabilizzarsi dopo il brusco sell off di Marzo. Questa stabilità è sopraggiunta in un momento in cui le politiche di Trump sui dazi hanno spinto al ribasso i mercati azionari e obbligazionari americani generando nel contempo crescenti paure di una recessione. Le valute latinoamericane sono state le migliori della settimana, con il peso messicano in testa grazie alle relazioni positive tra Trump e la presidente Sheinbaum, che potrebbero scongiurare l’imposizione di dazi.

È possibile che i riflettori si spostino dalle politiche di Trump alla politica monetaria, data la serie di riunioni delle banche centrali in programma questa settimana. Nell’arco di meno di 24 ore, da mercoledì a giovedì, si riuniranno la Federal Reserve, la Banca del Giappone, la Banca Nazionale Svizzera, la Riksbank e la Banca d’Inghilterra. Di queste, solo la BNS dovrebbe tagliare i tassi, ma i mercati seguiranno da vicino la reazione della Fed e della BoE all’apparente rallentamento sperimentato da entrambe le economie.

GBP
La Banca d’Inghilterra dovrebbe mantenere i tassi al livello relativamente alto del 4,5% nella riunione di giovedì. Più imprevedibile sarà la reale divisione dei voti all’interno del MPC. Prima della riunione, tuttavia, verranno pubblicati alcuni dati cruciali sul mercato del lavoro per gennaio e febbraio. Il più importante sarà la crescita dei salari a gennaio, che dovrebbe rimanere intorno al 6%, certamente un livello incompatibile con un ritorno agli obiettivi di inflazione (da qui la cautela della Banca d’Inghilterra).

EUR
L’euro continua a cavalcare l’onda dell’ottimismo intorno all’enorme allentamento fiscale tedesco e alla rimozione del freno al debito, approvato dal Bundestag la scorsa settimana. Ci sono stati anche alcuni segnali di riallocazione di capitali dalle azioni statunitensi a quelle europee, più economiche, una possibilità supportata dalla sovraperformance di queste ultime nel 2025. Con poche novità dall’Eurozona, i dazi saranno il fattore chiave per l’euro questa settimana.

USD
La paura di una recessione negli Stati Uniti, innescata dalle decisioni economiche di Trump, ha causato un ribasso di azioni e dollaro. A differenza delle aspettative, i rendimenti dei titoli di stato sono rimasti stabili. Mentre il mercato del lavoro non mostra segni di debolezza, gli investitori attendono di vedere come la Fed valuterà il rischio di rallentamento, e osservano con attenzione i prossimi dati su vendite al dettaglio e attività economica.

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