Dazi usa, italia del gusto: “serve una risposta solida per difendere 8 miliardi di export e 10mila posti di lavoro”

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Il Consorzio Italia del Gusto esprime forte preoccupazione per l’impatto che l’introduzione dei nuovi dazi statunitensi potrebbe avere sull’export agroalimentare italiano, un settore che nel 2024 ha registrato risultati da record: +18% di crescita negli Stati Uniti, secondo i dati Nomisma, per un valore complessivo di oltre 7,8 miliardi di euro.

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“Non si tratta solo di numeri o percentuali – ha dichiarato Giacomo Ponti, Presidente di Italia del Gusto e della Ponti Spa – ma della tenuta stessa di una filiera fatta di competenze, persone, territori e marchi che il mondo ci invidia. Colpire l’export agroalimentare italiano significa colpire la filiera della qualità, quella che trasforma materie prime eccellenti in prodotti che portano valore aggiunto al nostro Paese e identità ai nostri marchi nel mondo.”

Secondo alcune stime, l’applicazione di dazi al 20% potrebbe comportare una perdita tra 1,2 e 1,6 miliardi di euro l’anno, con oltre 10.000 posti di lavoro a rischio solo nella filiera direttamente legata all’export USA. Il rischio è sistemico e potrebbe minacciare un comparto in grado di trainare la crescita economica nazionale.

“Il rischio non è solo economico – continua Ponti – ma anche culturale. I dazi aprirebbero la strada all’Italian sounding, mettendo fuori gioco i veri prodotti italiani e favorendo imitazioni prive di controllo e valore. L’esperienza del passato ci ha già insegnato quanto possano essere pesanti gli effetti: nel 2019, i prodotti colpiti da dazio pari al 20%, ridussero le vendite del 40%.”

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Come sottolineato anche da Nomisma, “l’Italia è il Paese che ha fatto registrare la crescita più alta tra i top exporter agroalimentari: +8%, davanti a Spagna, Germania e Cina. Fermare questo slancio per effetto di barriere protezionistiche significherebbe minare un motore strategico del Made in Italy.

“Senza questi prodotti sulle tavole americane – conclude Ponti – non perdiamo solo fatturato: perdiamo un pezzo di identità italiana nel mondo. Chiediamo con forza che il governo italiano apra un confronto diretto e tempestivo con l’amministrazione USA e con Bruxelles per scongiurare un danno enorme al nostro sistema agroalimentare.”

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

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