Commento BCE e le possibili implicazioni per il mercato

Matthias Scheiber, Head Multi-Asset Solutions di Allspring Global Investments -

“Prevediamo che la BCE manterrà invariati i tassi nella sua prossima riunione. Proprio come a settembre, i dati in arrivo sembrano indicare il raggiungimento di un buon equilibrio monetario con rischi limitati in termini di inflazione. Il consiglio direttivo dovrebbe mantenere un atteggiamento prudente sul futuro e sottolineare l’importanza dei dati. Ciò è perfettamente in linea con le aspettative del mercato, che suggeriscono che la BCE manterrà i tassi invariati nel prossimo futuro – il prezzo dello swap a settembre 2026 è pari a un tasso implicito dell’1,8%, rispetto al 2,0% odierno. Vale la pena notare che all’interno del consiglio direttivo esistono due schieramenti ben definiti: il primo ritiene che la politica monetaria non necessiti di aggiustamenti in caso di fluttuazioni “moderate” dell’inflazione, il secondo preferisce una risposta più proattiva e ciclica. Questo è fondamentale per le prospettive: riteniamo che la BCE rimarrà in attesa nel breve termine, ma vediamo rischi equilibrati sia per la crescita che per l’inflazione.

Forum Retail 2026, Milano, SuperStudio Piu, 11-12 novembre 2026

“L’ottimismo riguardo alla crescita tedesca dovrebbe migliorare nel corso del trimestre, poiché i policy maker e gli operatori di mercato iniziano a riconsiderare l’impatto dei consistenti pacchetti fiscali annunciati all’inizio dell’anno e i tempi in cui tali fondi inizieranno a circolare nel sistema. A nostro avviso, i mercati azionari in particolare hanno già scontato gran parte di questa narrativa e la spesa fiscale sarà molto più lenta rispetto alle attuali aspettative. Ciò peserà sulle previsioni di crescita per il 2026, ma se la spesa dovesse effettivamente concretizzarsi, potrebbe essere leggermente inflazionistica attraverso il canale della domanda, il che rende complesso formulare previsioni direzionali in questo ambito.

“Da un punto di vista più strutturale, l’Eurozona si trova in difficoltà, dovendo affrontare un altro impulso disinflazionistico ma con significativi rischi al rialzo determinati principalmente dall’energia, mentre ci avviciniamo ancora una volta alla stagione invernale. La resilienza della crescita nell’area è stata messa alla prova e, sebbene i paesi periferici dell’Eurozona, ovvero Spagna e Italia, abbiano registrato performance superiori a tutti gli indicatori, la loro base e il loro peso non sono sufficienti a influenzare i dati aggregati, dato che sia la Germania che la Francia stanno affrontando un periodo di incertezza in termini di crescita. La Germania ha ancora molta strada da fare per risanare o sostituire il proprio settore manifatturiero. Si tratta di sfide strutturali che non possono essere risolte dall’oggi al domani.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

“Gli ultimi dati disponibili, come l’Indice dei Responsabili degli Acquisti (PMI), mostrano effettivamente un leggero impulso di crescita; tuttavia, proprio come negli Stati Uniti, riteniamo che i tassi d’interesse siano nel complesso correttamente valutati nella maggior parte dell’area. Continuiamo ad apprezzare la convergenza della zona periferica verso quella centrale (Italia/Spagna rispetto alla Germania), ma di recente abbiamo ridotto la nostra posizione rialzista a favore dell’inclinazione della curva dei rendimenti in Germania, che avevamo mantenuto negli ultimi dodici mesi. Riteniamo che l’euro presenti maggiori rischi al ribasso, poiché i flussi che gli avevano dato un tale impulso nel primo trimestre del 2025 hanno iniziato a esaurirsi; la valuta europea appare inoltre leggermente più cara rispetto a quanto suggeriscono i nostri modelli. Negli ultimi due trimestri abbiamo ridotto il nostro sovrappeso sulle azioni europee”.

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