Ebury: Lo shutdown USA non scuote il dollaro

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Il blocco della maggior parte delle funzioni federali statunitensi, causato dal mancato accordo del Congresso sui disegni di legge, necessario per mantenere in funzione il governo, ha causato il rinvio della pubblicazione del dato economico più importante al mondo, il rapporto sui Non-Farm Payrolls. I mercati hanno reagito alla notizia con calma, tuttavia, con i titoli azionari che hanno continuato a segnare massimi record e i tassi sui Treasury e il dollaro USA (USD) che sono rimasti stabili contro la maggior parte delle altre valute principali. I mercati valutari, di fatto, hanno negoziato in alcuni dei range più ristretti che abbiamo osservato quest’anno. Il movimento più significativo nel G10 è stato lo Yen (JPY), che ha subito un netto sell-off nel corso del weekend sulla notizia della vittoria di Takaichi, candidata dell’ala destra e favorevole a politiche di stimolo, nell’elezione per la leadership del partito di governo giapponese.

Con i Democratici e i Repubblicani apparentemente arroccati sulle proprie posizioni, la domanda principale che si pone ai mercati è quanto a lungo possa protrarsi lo shutdown in America, prima di iniziare a causare un danno economico reale, sia attraverso gli effetti economici diretti, sia tramite il ritardo dei rapporti economici chiave e la conseguente incertezza. Finora, i mercati rimangono ottimisti. Il calendario delle pubblicazioni economiche di questa settimana sarebbe insolitamente scarno anche senza lo shutdown, pertanto i mercati valutari avranno pochi elementi su cui basarsi oltre al monitoraggio dei headline sui negoziati per il bilancio USA.

GBP

Gli indici PMI di settembre sull’attività economica si sono rivelati più deboli del previsto, suggerendo che l’economia britannica sta crescendo a un tasso debole, inferiore all’1%, con l’inflazione che rimane bloccata intorno al 4%. Descriveremmo questa situazione come una forma leggera di stagflazione: un’economia caratterizzata da bassa crescita, alta inflazione ma anche bassa disoccupazione. Questo contesto è coerente con gli attuali livelli della sterlina, ma il tail risk (rischio estremo) rimane un bilancio che possa innescare un’ulteriore flessione del mercato dei Gilt (titoli di Stato britannici). Per ora, i tassi rimangono alti ma relativamente stabili, così come la sterlina.EUR

L’inflazione flash per settembre ha registrato un 2,2% sull’indice complessivo e un 2,3% sull’indice core, quest’ultimo valore è rimasto stabile negli ultimi 5 mesi. Con questi numeri e gli indici PMI coerenti con un’espansione costante ma lenta, a nostro avviso la BCE può permettersi di mantenere i tassi al 2% per il prossimo futuro. I rendimenti dei titoli di stato francesi si sono stabilizzati per il momento, ma in assenza di significative pubblicazioni economiche o notizie di politica monetaria, la politica francese rimarrà al centro dell’attenzione per la moneta comune questa settimana.USD

Lo shutdown del governo statunitense ha privato i mercati di informazioni critiche sullo stato dell’economia statunitense, costringendoci a fare affidamento su dati generati privatamente e meno conclusivi. In particolare, la misura privata di creazione di posti di lavoro ADP per settembre è stata cupa, suggerendo una modesta distruzione netta di posti di lavoro. Tuttavia, questa misura ha spesso deviato dal più influente dato BLS (Bureau of Labor Statistics) sui Non-Farm Payrolls, e i mercati hanno scelto in gran parte di ignorarla. La previsione in tempo reale della Atlanta Fed per il terzo trimestre fa presagire una crescita robusta vicina al 4%, nonostante l’innegabile rallentamento nella creazione di posti di lavoro, suggerendo che quest’ultimo sia dovuto a una riduzione dell’offerta di lavoro piuttosto che a un crollo della domanda di lavoratori.

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