Scoperti 200mila evasori totali, in arrivo 2,4 milioni di lettere

Redazione junior -

“L’anno scorso abbiamo intercettato più di 200mila evasori totali tra persone fisiche e imprese: il 57%, il 60% di questi non avevano proprio presentato la dichiarazione dei redditi, mentre il restante 40%, addirittura erano soggetti completamente sconosciuti al fisco”. Lo ha dichiarato il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, intervenendo all’evento del Sole 24 Ore, ‘Telefisco 2026’.

Secondo il Corriere della Sera: “sono gli «inermi invisibili» del sistema tributario: contribuenti che non solo non pagano, ma in molti casi non esistono neppure per l’anagrafe del Fisco.”

“Quest’anno invieremo oltre 2 milioni e 400 mila lettere di compliance, il più delle volte le possiamo individuare come dei reminder”, ha spiegato Carbone.
 “Una tranche di queste lettere magari vengono indirizzate a coloro che hanno dimenticato di presentare la dichiarazione”.

Fuori da ogni radar amministrativo

Ma il dato che più colpisce sono gli 86 mila soggetti completamente sconosciuti al Fisco, responsabaili di attività in nero puro, fuori da ogni radar amministrativo.

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A partire dal 2026, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione utilizzerà i dati della fatturazione elettronica per facilitare e velocizzare i pignoramenti presso terzi e potenziare la riscossione, ha annunciato Carbone.

Sono 2,4 milioni le lettere di “compliance” pronte per essere spedite nel 2026. All’interno delle lettere ci saranno non avvisi di accertamento, ma richiami. Promemoria per segnalare incongruenze, dichiarazioni mancanti, anomalie sull’Iva a fronte di fatture emesse e corrispettivi registrati. Un tentativo di spingere il contribuente a correggersi prima che scatti il controllo vero e proprio.

Per fare ciò non sono stati utilizzati strumenti di intelligenza artificiale, ma le analisi che individuano i casi più critici, e in seguito entra in gioco la valutazione umana. Un filtro che serve a evitare controlli a pioggia e a concentrare le risorse dove il rischio è più alto.

Un vero e proprio spaccato su due Italie fiscali. La prima è quella di chi «dimentica», omette, rinvia. La seconda è quella sommersa, che lavora e incassa senza mai entrare in relazione con lo Stato.

Stando al dato politico ed economico, duecentomila evasori totali in un solo anno non sono una fisiologia, ma una patologia strutturale. Indicano che il sommerso non è un residuo marginale, bensì una componente ancora robusta del sistema produttivo.

Fonti: Il Corriere della Sera,l’Agi

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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