Un inizio d’anno dominato da metalli, politica e volatilità

François Rimeu, Senior Strategist di Crédit Mutuel AM -

L’inizio del 2026 è stato intenso per i mercati finanziari, con Donald Trump ancora una volta al centro di tutte le controversie. Il risultato di questo caos più o meno orchestrato è un’accelerazione delle principali tendenze del 2025 e alcuni movimenti piuttosto eccezionali su certi asset.

È impossibile ignorare quello che sta accadendo attualmente sul mercato delle materie prime, in particolare nel comparto dei metalli rari e industriali. Con le tensioni tra Unione Europea e Stati Uniti sulla Groenlandia, le minacce di dazi al 100% sul Canada, l’estromissione di Maduro in Venezuela e le minacce nei confronti dell’Iran, gli investitori hanno avuto diverse ragioni per aumentare le loro allocazioni in oro o argento. A questo si aggiunge un contesto macroeconomico piuttosto favorevole alla crescita e politiche fiscali espansive; non sorprende quindi che anche i metalli industriali siano entrati nella dinamica, soprattutto in un contesto di significativo deficit di offerta per il rame, ad esempio.

Le condizioni erano favorevoli a un continuo rialzo dei metalli rari e industriali e manteniamo una prospettiva positiva nel medio periodo. Tuttavia, non va sottovalutata la componente speculativa degli ultimi movimenti: non è né normale né sostenibile vedere il rame apprezzarsi del 10% in un solo giorno o l’argento crescere di oltre il 30% in un mese. Nel breve termine, quindi, è consigliabile cautela.

Infine, un altro shutdown del governo negli Stati Uniti potrebbe portare a un nuovo periodo di incertezza sui dati economici, dato che i mercati non hanno ancora assorbito completamente le conseguenze dell’ultimo shutdown.

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Parallelamente, l’Unione Europea ha firmato due importanti accordi commerciali. Il primo con i Paesi del Mercosur e il secondo con l’India. In entrambi i casi, questi accordi sono ancora soggetti ad approvazione e richiederanno tempo prima di essere implementati. È una buona notizia per l’Unione Europea, che sta diversificando i propri scambi commerciali per ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti e dalla Cina. È una buona notizia anche per il futuro approvvigionamento di materie prime necessarie alla transizione ecologica e digitale, dato che l’America Latina è il principale esportatore di alluminio e litio. La Commissione Europea stima un impatto positivo sulla crescita pari a +0,1% in entrambi i casi. Si prevede che alcuni settori ne beneficeranno in modo significativo, come quello automobilistico, chimico e vinicolo. 

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La fine di gennaio ha segnato anche l’inizio della stagione degli utili del quarto trimestre. Il calo del dollaro nelle ultime settimane rappresenta un rischio per le prospettive sugli utili in Europa, il che non è positivo dopo tre anni di crescita zero. Per quanto riguarda le prospettive macroeconomiche, non prevediamo grandi cambiamenti. I consumi rimangono piuttosto robusti sia negli Stati Uniti sia in Europa, sostenendo la crescita in entrambe le aree geografiche. Il rischio di inflazione rimane sotto controllo per il momento, sebbene non sia scomparso.

Tuttavia, se il recente aumento dei prezzi delle materie prime energetiche dovesse persistere, questo scenario potrebbe essere messo in discussione. Infatti, le nostre prospettive, che rimangono piuttosto positive per gli asset rischiosi nonostante i rischi citati, andrebbero riviste se i prezzi del petrolio rimanessero a livelli di 75-80 dollari per un periodo prolungato. Ciò porterebbe a una ripresa del rischio inflattivo, a un impatto negativo sui consumi e a un probabile irrigidimento della politica delle banche centrali. Tuttavia, non siamo ancora a questo punto e la nostra ipotesi principale rimane invariata: il petrolio oscillerà tra i 55 e i 70 dollari nel corso dell’anno grazie al significativo eccesso di capacità produttiva nei Paesi dell’OPEC.

Sul fronte obbligazionario, manteniamo una preferenza per gli asset europei, dove il rischio inflattivo ci sembra limitato, e il recente rialzo dell’euro dovrebbe essere piuttosto positivo in questo ambito. I segmenti a lungo termine della curva appaiono ancora rischiosi: i deficit di bilancio dovrebbero rimanere molto elevati nel 2026, con un rischio aggiuntivo negli Stati Uniti dovuto alle elezioni di metà mandato. Inoltre, le turbolenze sul mercato obbligazionario giapponese (un movimento di sei deviazioni standard sul bond giapponese a 40 anni registrato il 20 gennaio) potrebbero continuare a seguito delle elezioni in Giappone dell’8 febbraio. Sul mercato del credito le prospettive rimangono leggermente positive per approfittare della domanda ancora molto forte.

Per concludere, a gennaio il rischio è aumentato a seguito dei vari sconvolgimenti all’interno dell’amministrazione statunitense. È probabile che nelle prossime settimane la volatilità rimanga leggermente più elevata del solito. Tuttavia, manteniamo un outlook piuttosto ottimista per l’azionario nel medio periodo, legato a politiche fiscali espansive.

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Caterina Chiarelli

Content Editor Bachelor’s Degree, Master’s Degree,Postgraduate Master

Caterina Chiarelli, professionista della comunicazione e dell'editoria con una formazione accademica che include una Laurea Magistrale in Comunicazione, Informazione ed Editoria e un Master in digitalizzazione, AI e big data. Il suo percorso coniuga rigore metodologico e creatività, maturati attraverso esperienze in ambito editoriale, giornalistico e digitale. Ha collaborato con realtà editoriali e di comunicazione occupandosi di redazione, pianificazione editoriale, social media management e ufficio stampa, lavorando su contenuti sia web sia cartacei. Negli ultimi anni ha approfondito il rapporto tra comunicazione e innovazione tecnologica, sviluppando un approccio orientato all'utilizzo consapevole dell'intelligenza artificiale e degli strumenti digitali a supporto della qualità dei contenuti. Si distingue per una curiosità profonda verso le persone, le idee e i linguaggi attraverso cui la realtà prende forma, con la convinzione che il dialogo, quando è guidato da ascolto, spirito critico ed empatia, sia capace di generare valore e connessione reale.

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