Generali chiude il 2025 con utili recor: Donnet rafforza la strategia sull’Asset Management
Generali chiude il 2025 con utili record e conferma il piano 2027
Generali ha chiuso il 2025 con utili e risultati operativi record, confermando integralmente il piano strategico al 2027. A Milano, nel quartier generale del gruppo, il Group Ceo Philippe Donnet e il Group Cfo Cristiano Borean hanno illustrato i numeri chiave e le prospettive future.
Nel 2025 l’utile netto normalizzato è salito a 4,3 miliardi, con dividendo proposto di 1,64 euro per azione e un riacquisto azionario previsto da 500 milioni nel 2026.
Nonostante l’incertezza geopolitica e i rischi legati alla guerra in Iran, il gruppo mantiene invariati target e traiettoria di crescita, puntando sulla creazione di una piattaforma europea di Asset Management in grado di competere con i colossi statunitensi.
In sintesi:
- Utile netto normalizzato 2025 a 4,3 miliardi, risultato operativo record a 8 miliardi.
- Dividendo proposto di 1,64 euro per azione e buyback da 500 milioni nel 2026.
- Confermati tutti i target del piano strategico al 2027, nonostante le tensioni geopolitiche.
- Focus su crescita nell’Asset Management e possibili nuove partnership bancarie.
Risultati, dividendi e tenuta agli shock macro-geopolitici
L’utile per azione normalizzato di Generali è salito a 2,85 euro (+16,2%), mentre il risultato operativo ha raggiunto 8 miliardi (+9,7%), definito dal gruppo “il migliore di sempre”, con il contributo positivo di tutti i segmenti.
Il consiglio di amministrazione proporrà all’assemblea del 23 aprile, convocata da remoto con il sistema del Rappresentante designato, un dividendo di 1,64 euro per azione (+14,7%). È confermata inoltre l’intenzione di avviare nel 2026 un programma di riacquisto di azioni proprie da 500 milioni di euro.
Sui rischi macro e geopolitici, Cristiano Borean ha spiegato che *“rispetto agli stress test interni del 2018 abbiamo dimezzato la nostra sensitivity a scenari avversi”*, escludendo cambiamenti di guidance.
Philippe Donnet ha richiamato la resilienza dimostrata dal gruppo: *“Abbiamo già vissuto la Brexit, il Covid, Russia-Ucraina, Israele-Gaza e adesso c’è un’altra guerra che può diventare anche importante, ma il nostro ruolo è navigare bene nella tempesta e in questi 10 anni abbiamo dimostrato che siamo in grado di farlo”*.
Nel 2025 i premi lordi sono saliti a 98,1 miliardi (+3,6%): Danni a 36,2 miliardi (+7,6%), Vita a 61,9 miliardi (+1,4%). Il Combined Ratio è migliorato a 92,6% (-1,4 p.p.).
Il Solvency ratio è pari al 219% a fine 2025 (210% nel 2024) e al 214% al 10 marzo 2026, con cinque punti di variazione spiegati da fattori tecnici e sensitività di mercato.
Strategia Asset Management e nuove alleanze bancarie possibili
Sfumata l’ipotesi di alleanza con i francesi di Natixis, Generali continua a lavorare a una piattaforma globale di Asset Management. *“Vogliamo creare una piattaforma globale e far crescere le nostre masse gestite, che hanno toccato per la prima volta i 900 miliardi di euro”*, ha spiegato Donnet.
Il manager ha chiarito che ogni eventuale acquisizione sarà valutata rispetto alla remunerazione per gli azionisti e al confronto con lo share buyback, che resta priorità finanziaria.
Sul fronte partnership, Generali si candida potenzialmente a subentrare ad Axa in Mps nella bancassurance dal 2027: *“Forse saremo un candidato per sostituire Axa e se possiamo rimpatriare il risparmio italiano in Italia saremmo felici di farlo”*.
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L’apertura alla crescita tramite accordi riguarda anche UniCredit: *“Abbiamo già un accordo di bancassicurazione con UniCredit in Europa Centrale e dell’Est. Se c’è la possibilità di ampliare questa collaborazione la nostra disponibilità c’è”*, ha indicato Donnet.
Il Ceo ha però denunciato gli ostacoli politici alle aggregazioni cross-border nel risparmio gestito europeo: *“È importante creare a livello europeo grandi società di Asset Management che possano competere con gli Usa”*, ma i nazionalismi, l’assenza di un quadro politico comune e la mancata integrazione dei fondi pensione ostacolano il processo.
Sui rapporti azionari, Donnet ha ribadito che *“il nostro primo azionista è Mediobanca”* e che Generali mantiene relazioni “positive e istituzionali” con tutti gli azionisti.
FAQ
Qual è stato l’utile netto normalizzato 2025 di Generali?
L’utile netto normalizzato 2025 di Generali è stato pari a 4,3 miliardi di euro, in crescita del 14,5% rispetto all’anno precedente.
Quanto dividendo per azione verrà proposto agli azionisti Generali?
Il consiglio di amministrazione proporrà un dividendo di 1,64 euro per azione, in aumento del 14,7% rispetto all’esercizio precedente.
Quando partirà il programma di buyback da 500 milioni di Generali?
Il programma di riacquisto di azioni proprie da 500 milioni di euro è confermato e dovrebbe essere avviato nel corso del 2026.
Qual è il livello di Solvency ratio di Generali dopo il 2025?
Il Solvency ratio di Generali è pari al 219% a fine 2025 e al 214% al 10 marzo 2026, indicando una solida posizione patrimoniale.
Quali sono le fonti originarie delle informazioni su Generali in questo articolo?
La Redazione ha rielaborato con verifica e supervisione umana informazioni confrontate tra fonti ufficiali e stampa qualificata.
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