Iren vara un piano da 10,4 miliardi con 2.800 assunzioni

La notizia in sintesi
- Iren approva il Piano 2026-2035: investimenti per 10,4 miliardi di euro, metà destinati a idrico, distribuzione elettrica e termovalorizzatori.
- Al 2035 gli obiettivi sono 1,95 miliardi di EBITDA e circa 550 milioni di utile netto.
- Confermata la crescita del dividendo: 8% annuo fino al 2027 e 6% dal 2028 al 2030.
- Il programma prevede 2.800 assunzioni e interventi per ridurre perdite idriche e durata delle interruzioni elettriche.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Il consiglio di amministrazione di Iren ha approvato il 27 ottobre 2026 l’aggiornamento del Piano industriale 2026-2035: prevede investimenti per 10,4 miliardi di euro, destinati per circa metà al servizio idrico, alla distribuzione elettrica e ai termovalorizzatori. Per gli utenti, gli obiettivi comprendono meno perdite d’acqua, interruzioni elettriche più brevi e una maggiore capacità di trattamento dei rifiuti.
Il gruppo punta a raggiungere nel 2035 un margine operativo lordo, o EBITDA, di circa 1,95 miliardi di euro e un utile netto di circa 550 milioni. La crescita media annua prevista è rispettivamente del 4% e del 6%. Sono traguardi del piano, il cui raggiungimento dipenderà dagli investimenti e dal recupero di efficienza.
Luca Dal Fabbro, presidente esecutivo del Gruppo Iren, dichiara:
“Con il Piano Industriale al 203 5 confermiamo la nostra capacità di coniugare ambizione industriale, crescita sostenibile e disciplina finanziaria contribuendo allo sviluppo delle infrastrutture strategiche del Paese.”
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“Gli investimenti previsti sosterranno una crescita dell’EBITDA fino a circa 1,95 miliardi di euro al 2035, rafforzando ulteriormente il peso delle attività regolate e semi-regolate che raggiungeranno l’80%. Il tutto mantenendo una solida disciplina finanziaria, con un rapporto IFN/EBITDA in progressiva riduzione fino a 2,8x a fine Piano , nel pieno rispetto delle soglie fissate per il mantenimento degli attuali livelli di rating . Tale struttura finanziaria ci permette, inoltre, di confermare la dividend policy, offrendo ai nostri azionisti visibilità, stabilità e una remunerazione sostenibile nel lungo termine.”
Gli interventi su acqua, elettricità e rifiuti
Al ciclo idrico andranno 2,4 miliardi: sono previste la sostituzione di circa 1.700 chilometri di rete e nuove strutture di depurazione, con l’obiettivo di portare le perdite al 26%. Per la distribuzione elettrica sono stanziati 1,4 miliardi, con sei nuove cabine primarie e il potenziamento di due esistenti. Il risultato atteso è un aumento del 60% della potenza disponibile e il dimezzamento della durata media delle interruzioni.
Ai termovalorizzatori sono destinati 1,2 miliardi. Gli interventi comprendono due nuovi impianti e il rinnovamento di TRM e Poggibonsi. Sul fronte della raccolta, il gruppo punta al 75% di differenziata. Per il teleriscaldamento sono previsti 700 milioni, soprattutto per l’estensione delle reti nell’area torinese e una nuova centrale ad Alba.
Gianluca Bufo, amministratore delegato del Gruppo Iren, dichiara:
“Con 10,4 miliardi di euro di investimenti, di cui circa la metà destinata alle infrastrutture strategiche del ciclo idrico, della distribuzione elettrica e dei termovalorizzatori, il Piano rafforza il posizionamento di Iren nei business in cui esprimiamo competenze distintive e un solido vantaggio competitivo”
“Accanto alla crescita infrastrutturale, abbiamo avviato un importante percorso di trasformazione del Gruppo fondato su sinergie, digitalizzazione, intelligenza artificiale e semplificazione organizzativa, con l’obiettivo di incrementare il ROI fino al 10% al 2035. Queste iniziative ci consentiranno di migliorare ulteriormente la qualità dei servizi, rafforzare la competitività del Gruppo e sostenere una crescita media annua dell’EBITDA del 4% e dell’utile netto del 6%. Infine, la flessibilità finanziaria preservata dal Piano ci consente una più forte capacità di investimento per cogliere ulteriori opportunità strategiche.”
Debito, dividendi e andamento delle attività
Il rapporto tra indebitamento finanziario netto ed EBITDA è previsto in calo da 3,1 volte nel 2025 a 2,8 nel 2035. Il debito netto, in valore assoluto, salirebbe invece da 4,2 a 5,4 miliardi. Confermata la politica dei dividendi, con incrementi annui dell’8% fino al 2027 e del 6% dal 2028 al 2030.
Non tutte le attività contribuiranno alla crescita dei margini: l’EBITDA della divisione Mercato è atteso a circa 235 milioni nel 2035, contro 269 milioni nel 2025, per la normalizzazione del business gas. Il gruppo intende mantenere una base di circa 2,3 milioni di clienti.
Sostenibilità e ricambio del personale
Il piano comprende 2.800 assunzioni e incorpora il programma di sostenibilità e transizione con orizzonte al 2040. A quest’ultimo sono associati circa 7,6 miliardi di investimenti; il 62% degli investimenti complessivi è indicato come ammissibile alla Tassonomia europea.
Moris Ferretti, vicepresidente esecutivo del Gruppo Iren, dichiara:
“Il Piano Industriale è accompagnato da un aggiornamento del nostro Piano di sostenibilità e transizione. Oltre il 73% degli investimenti previsti, pari a circa 7,6 miliardi di euro, è destinato a progetti che contribuiscono concretamente alla transizione sostenibile, con un focus particolare sulle risorse idriche, sulle città resilienti, sull’economia circolare e sulla decarbonizzazione. Al fine di raggiungere gli obiettivi economici del Piano, tutto il management sarà inoltre impegnato a concorrere al programma di razionalizzazione societaria ed organizzativa iniziat o nel 2026. Parallelamente, continuiamo a investire nelle persone, consapevoli che competenze, innovazione, sicurezza e capacità di adattamento rappresentano un fattore abilitante imprescindibile per realizzare con successo gli obiettivi del Piano e per prepararci ad affrontare il ricambio generazionale e manageriale, sia attraverso l’assunzione di 2.800 persone sia tramite la valorizzazione e la crescita delle persone che già lavorano con noi.”
L’attuazione del programma affiancherà quindi i cantieri alla riorganizzazione interna. Il 55% degli investimenti servirà a mantenere e rinnovare gli impianti e le reti esistenti, mentre il 45% finanzierà lo sviluppo delle attività.
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