Binance, attacco record da 6,3 miliardi: Bitcoin ai minimi da sei settimane
Richard Teng assicura che i clienti non subiranno perdite, ma il maxi-furto riapre il problema della sicurezza degli exchange. La stampa finanziaria chiede maggiore trasparenza; Pechino conferma la linea proibizionista sulle criptovalute
Binance è stata colpita da quello che potrebbe risultare il più grande furto di criptovalute mai registrato. Il 29 ottobre alcuni hacker hanno sottratto asset per circa 6,3 miliardi di dollari dagli hot wallet utilizzati dalla maggiore piattaforma mondiale di criptovalute. L’operazione si sarebbe concentrata in poche decine di minuti e avrebbe interessato Bitcoin, Ether, stablecoin e altri token distribuiti su più blockchain.
L’indagine preliminare di Binance ha individuato come possibile punto d’ingresso il computer compromesso di un ingegnere DevOps, attraverso il quale gli attaccanti sarebbero riusciti ad autorizzare prelievi irregolari. La società ha successivamente ammesso di avere scoperto ulteriori punti di compromissione, mentre non sarebbero emerse prove della sottrazione delle chiavi private dei wallet.
Binance: «I vostri asset sono al sicuro»

Richard Teng, oggi co-amministratore delegato insieme a Yi He, è intervenuto su X per rassicurare i clienti: «Your assets are safe». Binance si è impegnata ad assorbire interamente le perdite attraverso risorse proprie e il Secure Asset Fund for Users, il fondo costituito per affrontare emergenze di sicurezza.
L’exchange sostiene di avere accantonato oltre 6,34 miliardi di dollari, dei quali circa 5 miliardi già disponibili negli stessi token sottratti. Nel frattempo, grazie alla collaborazione con emittenti di stablecoin, società di analisi blockchain e autorità investigative, sarebbero stati congelati circa 3 miliardi di asset. I prelievi sono stati temporaneamente sospesi, mentre depositi e servizi non coinvolti risultano operativi.
Le notizie piu' importanti di finanza, economia e mercati, dritte nella tua inbox.
La promessa non chiude tuttavia il problema della trasparenza. Binance non pubblica bilanci completi sottoposti agli stessi controlli delle società quotate. Il Financial Times osserva pertanto che è difficile verificare autonomamente l’affermazione secondo cui i ricavi e le riserve aziendali sarebbero sufficienti ad assorbire una perdita di questa portata.
Un’ulteriore questione è stata sollevata da CoinDesk: alcuni wallet colpiti comparivano nella precedente prova delle riserve come asset destinati a garantire i saldi della clientela. Questo non dimostra che i conti degli utenti siano stati direttamente svuotati, ma rende indispensabile la pubblicazione di una nuova e verificabile Proof of Reserves.
Bitcoin sotto pressione
Il Bitcoin è sceso fino all’area di 76.000-77.000 dollari, toccando il livello più basso da circa sei settimane. Ether ha raggiunto i minimi da due mesi, mentre BNB ha perso oltre l’8% nelle prime fasi della crisi. Anche Coinbase e Strategy hanno risentito dell’aumento dell’avversione al rischio secondo quanto pubblicato su reuters.com
Il movimento non è interamente attribuibile all’attacco: il mercato era già indebolito dalle vendite sui titoli tecnologici, dall’incertezza sui tassi statunitensi e da una generale riduzione dell’esposizione agli asset rischiosi. Il caso Binance ha però agito da acceleratore, ampliando gli spread e riducendo temporaneamente la liquidità.
I valori del grafico sono indicativi: 23 e 29 ottobre provengono dai dati storici CoinGecko

Le letture della stampa finanziaria
Il Wall Street Journal definisce l’episodio il maggiore furto di valute digitali mai avvenuto e pone l’accento sull’eventuale coinvolgimento del gruppo nordcoreano TraderTraitor, ipotesi avanzata dalle società di intelligence TRM Labs ed Elliptic ma non ancora definitivamente provata dalle autorità
Bloomberg sottolinea una vulnerabilità strutturale: anche l’operatore più grande e dotato di maggiori risorse può essere violato attraverso la compromissione delle infrastrutture operative e delle persone che le gestiscono. Il problema, quindi, non riguarderebbe la blockchain in sé, ma la custodia centralizzata degli asset e i sistemi che autorizzano i trasferimenti.
Il quotidiano tedesco Handelsblatt concentra l’attenzione sul minimo a sei settimane del Bitcoin e sul divario fra l’entità del furto e il fondo SAFU, normalmente mantenuto intorno al miliardo di dollari. Evidenzia inoltre il rischio che il riacquisto dei token mancanti richieda tempo, soprattutto per gli asset meno liquidi.
La posizione della Cina
Al momento non risulta una dichiarazione specifica del governo cinese sull’attacco a Binance. La posizione di Pechino sulle criptovalute è però particolarmente netta. Nel febbraio 2026 la People’s Bank of China, la Commissione di vigilanza sui mercati e altri organismi statali hanno ribadito che Bitcoin, Ether e stablecoin non possiedono lo status di moneta legale.
La compravendita, l’intermediazione e la prestazione di servizi legati alle valute virtuali sono considerate attività finanziarie illegali. Il divieto riguarda anche le piattaforme estere che offrono servizi a soggetti residenti nella Cina.
Il caso Binance offre così a Pechino un argomento coerente con la propria impostazione: la necessità di proteggere stabilità finanziaria, risparmiatori e sovranità monetaria dai rischi di mercati digitali globali difficili da controllare. Questa è però un’inferenza politica fondata sulla normativa vigente, non una reazione ufficiale cinese al singolo attacco.
Le notizie più lette su LaMiaFinanza













VIDEO INTERVISTE
Motori
REAL ESTATE
LMF crypto
LMF food
LMF private markets
LMF arte
Legal
LMF green