Rimborso 730/2026: quando arriva davvero? Ecco chi riceverà il credito a luglio e chi dovrà attendere
Molti contribuenti si aspettano di ricevere il rimborso del Modello 730 già nel mese di luglio, ma in realtà non esiste una data uguale per tutti. I tempi di accredito dipendono da diversi fattori, tra cui la data di presentazione della dichiarazione, la presenza del sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) e l’eventuale avvio di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Presentare la dichiarazione con largo anticipo aumenta le possibilità di ottenere il rimborso nei primi mesi utili, mentre un invio effettuato a ridosso della scadenza del 30 settembre può far slittare il pagamento fino all’autunno o, in alcuni casi, anche oltre.
Rimborso 730: perché alcuni lo ricevono a luglio e altri no
Per i lavoratori dipendenti il rimborso IRPEF viene normalmente erogato direttamente in busta paga dal datore di lavoro, che agisce come sostituto d’imposta.
Se il Modello 730 viene trasmesso entro i primi mesi della campagna dichiarativa, il conguaglio può comparire già nello stipendio di luglio. Chi, invece, presenta la dichiarazione a giugno, luglio o nei mesi successivi potrebbe ricevere il rimborso tra agosto e novembre, in base ai tempi di elaborazione della pratica.
In altre parole, non conta soltanto il diritto al rimborso, ma soprattutto quando la dichiarazione viene acquisita ed elaborata.
Pensionati: accredito generalmente da agosto
Per i pensionati il calendario segue tempistiche leggermente diverse.
In questo caso il sostituto d’imposta è l’INPS (o l’ente pensionistico competente), che effettua i conguagli con un mese circa di ritardo rispetto ai datori di lavoro.
Di conseguenza, chi presenta il 730 nelle prime finestre temporali può vedere il rimborso sul cedolino pensione a partire da agosto, mentre gli invii più tardivi comportano pagamenti nei mesi successivi.
Se manca il sostituto d’imposta paga l’Agenzia delle Entrate
Chi presenta il Modello 730 senza sostituto d’imposta non riceve il rimborso in busta paga o sulla pensione.
In questi casi sarà direttamente l’Agenzia delle Entrate ad effettuare il pagamento dopo i controlli previsti dalla normativa.
Per velocizzare l’accredito è consigliabile comunicare il proprio IBAN all’Agenzia delle Entrate. In questo modo il rimborso viene versato direttamente sul conto corrente.
Se invece non risultano coordinate bancarie registrate, il pagamento può avvenire tramite assegno vidimato, soluzione che richiede generalmente tempi più lunghi.
Attenzione ai controlli preventivi
I tempi possono allungarsi anche quando la dichiarazione viene selezionata per i controlli preventivi.
La normativa consente all’Agenzia delle Entrate di effettuare verifiche prima di autorizzare il rimborso quando emergono elementi di incoerenza oppure quando il credito richiesto supera i 4.000 euro. In questi casi il rimborso viene sospeso fino al termine delle verifiche, che possono richiedere diversi mesi. La legge prevede che i controlli siano effettuati entro quattro mesi e che il pagamento avvenga entro il sesto mese successivo alla scadenza prevista per la trasmissione della dichiarazione o dalla data di invio, se successiva.
Va ricordato che un rimborso superiore a 4.000 euro non comporta automaticamente il blocco del pagamento, ma rappresenta uno degli elementi che possono determinare la selezione della dichiarazione per ulteriori verifiche.
La scadenza del 30 settembre non significa rimborso immediato
Il termine del 30 settembre rappresenta la scadenza ordinaria per l’invio del Modello 730/2026, ma non coincide con la data del pagamento.
Chi presenta la dichiarazione negli ultimi giorni utili potrebbe ricevere il rimborso soltanto tra ottobre e dicembre oppure, nei casi soggetti a controlli o senza sostituto d’imposta, anche nei mesi successivi.
Per questo motivo, trasmettere la dichiarazione il prima possibile resta la soluzione migliore per ridurre i tempi di attesa.
In sintesi
- I lavoratori dipendenti possono ricevere il rimborso già da luglio se il 730 è stato presentato tempestivamente.
- Per i pensionati gli accrediti iniziano generalmente da agosto.
- Senza sostituto d’imposta il pagamento viene effettuato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.
- Comunicare l’IBAN permette di ricevere il rimborso più velocemente rispetto all’assegno cartaceo.
- I controlli preventivi e i rimborsi superiori a 4.000 euro possono determinare tempi di pagamento più lunghi.
- Presentare il Modello 730 in anticipo è il modo più efficace per ottenere il rimborso nei primi mesi disponibili.





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