Credito al consumo, la soglia delle tutele sale da 75mila a 100mila euro

La notizia in sintesi
- Il decreto Cicr amplia le tutele del credito al consumo fino a 100.000 euro.
- Buy now, pay later e rateizzazioni entrano in gran parte nelle regole del credito.
- Le pubblicità dovranno avvertire in modo visibile che prendere denaro in prestito costa.
- Rafforzati controlli sul rimborso, recesso e diritti nei finanziamenti anticipatamente estinti.
Riassunto generato con AI AGENTICA di Datamoney.ch
Credito al consumo, le nuove regole del Cicr
Il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (Cicr) ha ridefinito le regole applicabili a banche, società finanziarie, intermediari ed esercenti che propongono pagamenti dilazionati, con un decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 17 agosto. Il provvedimento attua la riforma del credito al consumo e recepisce l’impostazione della direttiva Ue 2023/2225, estendendo le garanzie previste per chi chiede finanziamenti come persona fisica e per finalità estranee a un’attività imprenditoriale o professionale. La soglia massima dei prestiti interessati dalla disciplina passa da 75.000 a 100.000 euro.
La riforma riguarda sia i prestiti personali sia le rateizzazioni offerte in negozio o durante gli acquisti online, comprese alcune formule di buy now, pay later. L’obiettivo indicato dalle nuove disposizioni è rendere più trasparenti costi e condizioni, rafforzare la verifica della sostenibilità del debito e ridurre il rischio di concessioni irresponsabili. Il cambiamento incide quindi sull’intero percorso del credito: pubblicità, valutazione della capacità di rimborso, informazioni contrattuali, recesso e rimborso anticipato.
Rateizzazioni, pubblicità e merito creditizio
Con l’innalzamento della soglia a 100.000 euro, una fascia più ampia di finanziamenti rientra nel perimetro del credito al consumo tutelato. Banche e intermediari finanziari devono rispettare standard più rigorosi di trasparenza prima della firma e durante l’esecuzione del contratto. Per i prestiti di importo medio-alto, la disciplina richiede inoltre una verifica più strutturata della capacità del cliente di sostenere le rate, con la finalità di prevenire il sovraindebitamento.
Il decreto interviene anche sulle dilazioni di pagamento, spesso utilizzate per acquistare immediatamente un bene e pagarlo in rate successive. Quando la rateizzazione è collegata a una società finanziaria esterna che acquista il credito, l’operazione viene qualificata come prestito offerto da un terzo e si applicano integralmente le regole del credito ai consumatori. La novità supera i precedenti margini di esclusione e porta molte soluzioni digitali di pagamento differito in un quadro di maggiore sorveglianza.
Per i finanziamenti inferiori a 200 euro viene introdotta una clausola anti-frazionamento. Se una singola operazione economica viene suddivisa in più contratti, gli importi devono essere sommati e trattati come un unico credito. La previsione mira a impedire che il frazionamento artificiale consenta di sottrarsi alle regole previste per importi superiori.
Restano escluse alcune dilazioni specifiche: quelle concesse direttamente dal venditore, senza costi, con pagamento entro cinquanta giorni dalla consegna e senza l’intervento di un soggetto terzo che eroghi il credito. Sono inoltre previste esclusioni per determinate formule dell’e-commerce entro quattordici giorni, per le carte di debito differito rimborsabili entro quaranta giorni senza interessi o spese e per alcuni finanziamenti concessi dal datore di lavoro ai dipendenti. Le eccezioni sono dunque delimitate da condizioni puntuali su durata, costi e soggetti coinvolti.
Cambiano anche le comunicazioni commerciali. Gli annunci relativi a contratti di credito dovranno riportare un’avvertenza chiara e visibile sul costo dell’indebitamento: “Attenzione! Prendere in prestito denaro costa denaro”, oppure una formula equivalente. Le informazioni dovranno essere in primo piano e accompagnate da un esempio rappresentativo coerente con il finanziamento pubblicizzato.
La disciplina vieta messaggi che possano suggerire che il finanziamento migliori la situazione finanziaria del consumatore o che minimizzino prestiti già in corso e segnalazioni nelle banche dati. Non sarà inoltre consentito presentare il credito come un mezzo per aumentare le risorse disponibili, sostituire il risparmio o migliorare il tenore di vita. Il criterio centrale è evitare pubblicità potenzialmente fuorviante, soprattutto quando il messaggio mette in evidenza la liquidità immediata senza rendere altrettanto percepibile il costo complessivo.
Più diritti in caso di informazioni incomplete
Il rafforzamento del merito creditizio attribuisce un rilievo maggiore alla valutazione effettuata dal finanziatore prima della concessione. Il credito dovrebbe essere accordato soltanto quando l’analisi indica che il consumatore sarà verosimilmente in grado di rispettare gli obblighi previsti dal contratto. Nella raccolta e nell’uso delle informazioni, è vietato trattare dati ottenuti dai social network e categorie particolari di dati personali disciplinate dal regolamento europeo sulla protezione dei dati.
Quando il merito creditizio viene valutato anche in parte attraverso trattamenti automatizzati di dati personali, il consumatore può chiedere l’intervento umano. Se mancano le condizioni contrattuali o le informazioni previste dalla legge, il termine per il recesso può arrivare fino a dodici mesi e quattordici giorni dalla conclusione del contratto. In caso di estinzione anticipata, il cliente ha diritto a una riduzione proporzionata del costo totale del credito per la durata residua, escluse imposte e spese pagate direttamente a terzi.
FAQ
Qual è la nuova soglia del credito al consumo?
La soglia sale da 75.000 a 100.000 euro per i finanziamenti richiesti da persone fisiche per scopi estranei ad attività imprenditoriali o professionali.
Il buy now, pay later rientra nelle nuove regole?
Le dilazioni digitali vengono sottoposte a maggiore sorveglianza; se interviene una finanziaria esterna che acquista il credito, si applicano le regole del credito al consumo.
Come funziona la clausola anti-frazionamento?
I crediti sotto 200 euro collegati a un’unica operazione economica vengono sommati, evitando che più contratti separati aggirino la disciplina applicabile al finanziamento complessivo.
Quale avvertenza devono contenere gli annunci?
La pubblicità deve mostrare chiaramente la formula “Attenzione! Prendere in prestito denaro costa denaro” oppure un’espressione equivalente, insieme a un esempio rappresentativo.
Quanto può durare il termine di recesso?
Il recesso può essere esercitato fino a dodici mesi e quattordici giorni dalla conclusione del contratto se non sono state consegnate informazioni e condizioni previste dalla legge.
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