Alta Velocità Napoli-Bari, 20 misure cautelari per corruzione

La notizia in sintesi
- Venti misure cautelari nell’inchiesta sui cantieri dell’Alta Velocità Napoli-Bari.
- Le accuse riguardano presunta corruzione, caporalato, fatture inesistenti e materiali di qualità inferiore.
- Dieci indagati sono agli arresti domiciliari, mentre altri ricevono obblighi e sospensioni.
- L’indagine coinvolge lavori finanziati anche con risorse del Pnrr.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Inchiesta sui cantieri dell’Alta Velocità Napoli-Bari
La Guardia di Finanza di Napoli, coordinata dalla Procura guidata da Nicola Gratteri, ha eseguito 20 misure cautelari nell’inchiesta sui lavori della linea Alta Velocità Napoli-Bari, infrastruttura dal valore di circa 5,8 miliardi di euro finanziata anche con risorse del Pnrr. L’indagine riguarda imprenditori, pubblici ufficiali e soggetti della filiera operanti nelle province di Napoli, Caserta, Avellino e Benevento, accusati a vario titolo di corruzione, intermediazione illecita, sfruttamento del lavoro e fatture per operazioni inesistenti.
Secondo l’accusa, favori e affidamenti sarebbero stati ottenuti mediante denaro, beni di lusso, vacanze e altri vantaggi. Le verifiche hanno interessato appalti, subappalti, pagamenti, controlli di cantiere, materiali di scavo, calcestruzzo e noleggio di mezzi, ricostruendo un presunto sistema di condizionamento delle commesse pubbliche.
Misure, presunti favori e filiera dei subappalti
Dieci persone sono finite ai domiciliari: Dante Salzillo, Raffaele Salzillo, Alessio De Luca, Alessandro Stabile, Gianfranco Fontana, Angelo Salzillo, Alberto Sannino, Domenico Di Lillo, Salah Ali Abdelati e Aristodemo Busillo. Obbligo di dimora e presentazione alla polizia giudiziaria sono stati disposti per Maurizio Di Prima, Salvatore Francesco Caruso, Antonio Donadio, Giandomenico Colella e Maurizio Ferroni; analoghe misure, con sospensione dal pubblico servizio, riguardano Vincenzo Moriello e Costantino Guidubaldi.
La sospensione dal pubblico servizio è stata applicata anche a Piero Centonze, Alessandro Cupellini e Francesco Cosentino, mentre per Antonio Amato il gip Federica Girardi non ha ravvisato esigenze cautelari. L’ordinanza descrive presunti pagamenti nascosti in regali natalizi, orologi, telefoni, soggiorni e utilizzo di un’auto di lusso, oltre a informazioni su offerte concorrenti e corsie preferenziali nei pagamenti.
L’inchiesta, condotta dai pm Sergio Ferrigno e Henry John Woodcock con il Nucleo Pef diretto dal colonnello Paolo Consiglio, riguarda anche le società Areco S.r.l. e Gentile Ambiente E S.p.A.. Le contestazioni non investono la stazione appaltante Rete Ferroviaria Italiana, mentre Italferr svolge funzioni tecniche di progettazione, direzione, supervisione e controllo.
Lavoratori sfruttati e verifiche sul calcestruzzo
Un filone dell’indagine riguarda il presunto sfruttamento di manodopera, in particolare lavoratori egiziani impiegati nei cantieri con turni fino a 20 ore, riposi violati, paghe sotto i minimi contrattuali e condizioni abitative, igieniche e di sicurezza ritenute inadeguate. A Grottaminarda sono stati individuati 34 operai egiziani.
Gli inquirenti segnalano inoltre verifiche sulla qualità del calcestruzzo utilizzato in una tratta, ritenuta inferiore agli standard previsti. Per Gratteri, la frammentazione dei subappalti può favorire passaggi opachi e ridurre i margini destinati alla corretta esecuzione delle opere.
FAQ
Quante misure cautelari sono state eseguite?
Le misure cautelari sono 20: comprendono dieci arresti domiciliari, obblighi di dimora e presentazione, oltre a sospensioni dall’esercizio pubblico.
Quali tratti ferroviari sono coinvolti nell’indagine?
Le verifiche hanno riguardato soprattutto le tratte Napoli-Cancello, Apice-Hirpinia e Frasso Telesino-Telese-San Lorenzo-Vitulano della linea Alta Velocità Napoli-Bari.
Quali vantaggi sarebbero stati usati come tangenti?
Gli inquirenti indicano contanti, orologi, telefoni, vacanze, utilizzo di auto di lusso, assunzioni di parenti e versamenti collegati all’acquisto di case.
Che cosa contestano gli inquirenti sul lavoro?
L’accusa ipotizza caporalato e sfruttamento di lavoratori egiziani, con turni fino a venti ore, riposi insufficienti e retribuzioni inferiori ai minimi.
Quali fonti hanno sostenuto questa ricostruzione?
La Redazione ha rielaborato con verifica e supervisione umana informazioni confrontate tra fonti ufficiali e stampa qualificata.
Le notizie più lette su LaMiaFinanza












VIDEO INTERVISTE
Motori
REAL ESTATE
LMF crypto
LMF food
LMF private markets
LMF arte
Legal
LMF green