Milano, due tassisti aggrediti in due settimane: cresce l’allarme sicurezza
Un conducente ha riportato gravi ferite al volto; un collega del Radiotaxi 8585 ha scelto l’anonimato. Due episodi distinti che riaprono il tema della protezione di chi lavora solo, anche nelle ore notturne
Due tassisti aggrediti nell’arco di appena due settimane. Episodi distinti, che da soli non consentono di parlare di un aumento statistico della criminalità, ma che riportano in primo piano la vulnerabilità di una categoria quotidianamente esposta al contatto con sconosciuti.

Nel primo caso, un conducente di 57 anni sarebbe stato colpito mentre si trovava ancora bloccato dalla cintura di sicurezza. L’aggressione gli avrebbe provocato gravi ferite al volto, curate con una trentina di punti di sutura, oltre a una prognosi di almeno due settimane. A denunciare pubblicamente l’episodio è stata T.assotaxi Milano, esprimendo solidarietà al collega e chiedendo maggiore attenzione per la sicurezza degli operatori.
Il secondo episodio ha coinvolto un tassista aderente al Radiotaxi 8585. Il conducente ha preferito non rendere pubblica la propria identità: una scelta che merita rispetto e che lascia intravedere anche il peso psicologico dell’accaduto. Dopo un’aggressione, infatti, alle conseguenze fisiche possono aggiungersi paura, difficoltà a riprendere il servizio e timore di esporsi mediaticamente.
L’abitacolo di un taxi è un luogo di lavoro particolare. Il conducente opera spesso da solo, di notte, con persone delle quali non conosce identità e intenzioni. La posizione di guida, la cintura allacciata e la presenza del passeggero alle spalle possono ridurre drasticamente la possibilità di difendersi o allontanarsi. Pagamenti elettronici e riduzione del contante limitano il rischio di rapina, ma non impediscono aggressioni originate da alterazioni, rifiuto di pagare o comportamenti imprevedibili.
Servono misure coordinate
Pulsanti di emergenza collegati alle centrali radiotaxi, localizzazione in tempo reale, protocolli rapidi con le forze dell’ordine e telecamere installate nel rispetto della normativa sulla privacy. Particolare attenzione dovrebbe essere riservata alle corse notturne e alle aree più isolate, senza però trasformare ogni passeggero in un sospetto.
I due casi pongono infine un problema che riguarda tutta Milano. La sicurezza dei tassisti non è una rivendicazione corporativa: significa tutelare un servizio pubblico essenziale e persone che, ogni giorno, accompagnano cittadini, lavoratori, anziani e turisti. La risposta non può ridursi all’indignazione successiva all’aggressione. Occorrono prevenzione, assistenza alle vittime e strumenti capaci di far arrivare aiuto nei minuti in cui un conducente, chiuso nel proprio abitacolo, è maggiormente indifeso.
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