Etna, degassamento e cenere: attività ancora in corso oggi. Aeroporto di Catania chiuso. Eruzione più violenta per ora improbabile

Nella giornata di oggi, domenica 27 settembre 2026, l’Etna continua a mostrare un’intensa attività di degassamento accompagnata da un’emissione prevalentemente passiva di cenere. Non si tratta, secondo le informazioni disponibili, di una nuova grande eruzione parossistica con fontane di lava, ma neppure del semplice pennacchio bianco di vapore e gas normalmente osservabile sopra i crateri.
L’ultimo avviso ufficiale dell’INGV–Osservatorio Etneo, emesso il 26 settembre alle 6.33 UTC e ancora indicato come vigente, segnala un’emissione di cenere in corso, con una nube alta circa 4.000 metri sul livello del mare e sospinta verso sud. Il codice VONA per l’aviazione rimane rosso. Questo colore indica la presenza di una nube di cenere pericolosa per gli aeromobili, ma non equivale automaticamente al massimo livello di allerta della Protezione civile per la popolazione.
Le osservazioni diffuse oggi parlano di un’emissione passiva e di una ricaduta molto debole nei settori meridionali. Il fenomeno sarebbe alimentato dai gas vulcanici che, risalendo nei condotti, trascinano verso l’esterno materiale incoerente e cenere depositati sulle pareti. Un’emissione di questo tipo può quindi verificarsi anche senza una violenta frammentazione di nuovo magma.
Che cosa indicano i gas
Il bollettino multidisciplinare del 22 settembre descriveva un degassamento variabile dei crateri sommitali, con emissioni di cenere dal Cratere di Nord-Est e da Bocca Nuova. Il flusso di anidride solforosa risultava su livelli medi e in moderato aumento, mentre quello di anidride carbonica dal suolo si manteneva su valori medio-alti. L’ultimo valore disponibile del rapporto isotopico dell’elio era elevato.
Questi parametri indicano che il sistema di alimentazione rimane attivo e continua a trasferire gas dalle profondità verso la superficie. Presi singolarmente, tuttavia, non consentono di prevedere con certezza un’eruzione imminente. Gli esperti li valutano insieme a tremore vulcanico, deformazioni del suolo, sismicità, infrasoni e immagini termiche.
Nel periodo esaminato dal bollettino, la sismicità da fratturazione era bassa, il tremore oscillava fra valori bassi e medi e le reti geodetiche non rilevavano deformazioni significative. Il quadro suggeriva quindi un vulcano dinamico ma senza evidenze, in quel momento, di una rapida pressurizzazione generale dell’edificio.
Aeroporto chiuso per l’intera giornata
La cenere, anche quando emessa passivamente, può danneggiare motori e superfici degli aeromobili. Per la sua presenza nelle rotte di avvicinamento e per la direzionedei venti, la sospensione dei voli in arrivo e in partenza dall’aeroporto di Catania è stata prorogata fino alle 23.59 di oggi, 27 settembre. I passeggeri devono controllare lo stato del volo direttamente con la compagnia prima di raggiungere lo scalo. Per il 28 settembre non ci sono ancora confereme.
Il fenomeno può evolvere rapidamente: l’INGV ricorda che sull’Etna non è possibile escludere improvvise intensificazioni dell’attività esplosiva, con colonne eruttive e ricadute più consistenti. Al momento, però, la criticità principale documentata riguarda la cenere in atmosfera e il traffico aereo, non l’avanzamento di colate verso i centri abitati.
Qui i link al precedente articolo sull’Etna, per maggiori dettagli sui rischi.
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