Taxi e Ncc chiedono carburante professionale. Se non interviene il Governo, sulle corse spunta il rischio di un extra
Un fronte comune contro i rincari
Taxi e noleggio con conducente, spesso divisi sulla riforma del settore, fanno fronte comune contro il caro carburanti. Le principali organizzazioni del trasporto pubblico non di linea hanno scritto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai ministri Giancarlo Giorgetti e Matteo Salvini, chiedendo un incontro urgente.

La lettera porta, tra le altre, le firme di Andrea Romano per Federazione MuoverSì, Mauro Ferri per Anitrav, Francesco Artusa per Sistema Trasporti, Roberto Massullo per l’Unione Radiotaxi d’Italia e Loreno Bittarelli per il Consorzio itTaxi. Le sigle sostengono di rappresentare circa l’80% degli operatori del settore.
Il problema riguarda in particolare taxi e Ncc effettuati con autovetture. Il decreto legge 17 settembre 2026 ha prorogato il credito d’imposta per l’autotrasporto merci, il trasporto passeggeri con autobus e il noleggio di autobus con conducente, lasciando invece escluse le auto disciplinate dalla legge 21 del 1992.
Secondo CNA Fita, sono rimasti senza il sostegno straordinario oltre 24mila titolari di licenze taxi e più di 17mila operatori Ncc.
Cosa significa “carburante professionale”
La prima richiesta è consentire agli operatori di acquistare il carburante con una riduzione della componente fiscale, attraverso una carta collegata a licenza, targa e veicolo oppure mediante un meccanismo di rimborso delle accise.
La seconda proposta è un credito d’imposta calcolato sulla spesa effettivamente sostenuta e documentata tra marzo e ottobre 2026, prendendo come riferimento i prezzi del febbraio precedente. In questo modo il beneficio sarebbe proporzionato ai consumi professionali e non riconosciuto indiscriminatamente a tutti gli automobilisti.
CNA Fita propone anche un contributo una tantum e il rinnovo dell’ecobonus per sostituire i mezzi con veicoli elettrici, ibridi o a basse emissioni. I presidenti nazionali Riccardo Carboni, per i taxi, e Simone Magellano, per gli Ncc, chiedono «misure temporanee, selettive e proporzionate all’effettivo impiego professionale del carburante».
Bittarelli: “Siamo in estrema difficoltà”
A rendere esplicita la tensione è Loreno Bittarelli, presidente del Consorzio itTaxi: «Il carburante è una delle voci di spesa principali della nostra attività e siamo in estrema difficoltà».
Bittarelli chiede al Governo il carburante professionale e ai sindaci un supplemento temporaneo sulle corse. Avverte inoltre che, senza risposte, i tassisti potrebbero «spegnere i motori». Il presidente di itTaxi lega il problema anche alla congestione urbana: nel traffico il passeggero paga di più, mentre il tassista compie meno corse durante il turno.
L’Unione Radiotaxi d’Italia ha avanzato per Roma una proposta più precisa: un supplemento straordinario di 5 euro per corsa, limitato alla durata dell’emergenza. Si tratta, tuttavia, di una richiesta della categoria e non di un aumento già autorizzato.
Sul fronte Ncc, Mauro Ferri, presidente di Anitrav, sottolinea la disparità tra il noleggio con autobus, ammesso agli aiuti, e quello con autovettura, ancora escluso. Nella nota firmata da Ferri si osserva che riconoscere il sostegno significherebbe evitare che migliaia di imprese sopportino da sole costi eccezionali non dipendenti dalle loro scelte.
L’extra può davvero arrivare sulle corse?
Per i taxi il rincaro non può essere applicato autonomamente dal conducente. Le tariffe sono amministrate dai Comuni e qualsiasi supplemento deve essere approvato dall’ente locale e inserito formalmente nel sistema tariffario. Al momento, quindi, non esiste un extra nazionale automatico.
Il rischio di un aumento per i clienti è comunque concreto se i Comuni accogliessero la proposta. Un supplemento fisso di 5 euro avrebbe un’incidenza particolarmente elevata sui tragitti brevi e potrebbe ridurre la domanda.
Per gli Ncc la situazione è diversa: il prezzo viene concordato al momento della prenotazione. Le imprese possono trasferire parte dei maggiori costi sui nuovi preventivi, mentre incontrano maggiori difficoltà per servizi e contratti stipulati prima dell’impennata dei carburanti.
Aiuti oppure rincari
Il confronto si gioca dunque tra due soluzioni. Se Governo e Parlamento estenderanno crediti d’imposta e agevolazioni fiscali alle autovetture taxi e Ncc, la pressione per aumentare i prezzi potrebbe ridursi. Se invece gli operatori continueranno a rimanere esclusi, crescerà la richiesta di adeguamenti tariffari e clausole carburante.
Il carburante professionale potrebbe quindi servire non soltanto a proteggere i margini delle imprese, ma anche a evitare che il costo della crisi venga trasferito direttamente sui passeggeri. Resta però necessario legare gli aiuti ai consumi documentati, ai veicoli autorizzati e alla durata effettiva dell’emergenza, per impedire che un sostegno temporaneo si trasformi in un sussidio permanente.
Le notizie più lette su LaMiaFinanza












VIDEO INTERVISTE
Motori
REAL ESTATE
LMF crypto
LMF food
LMF private markets
LMF arte
Legal
LMF green