Cathie Wood lega i tassi alti alla crescita sostenuta dalla tecnologia

La notizia in sintesi
- Cathie Wood ritiene compatibili rendimenti dei Treasury superiori al 5% e ulteriori rialzi delle azioni.
- La CEO di ARK Invest collega tassi più elevati alla crescita sostenuta dalla tecnologia.
- Le sue previsioni indicano rendimenti a lungo termine tra il 5% e il 6%.
- Altri operatori temono che una stretta della Fed possa penalizzare gli investimenti più rischiosi.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Cathie Wood: Treasury sopra il 5% e azioni possono salire insieme
Cathie Wood, CEO di ARK Invest, sostiene che negli Stati Uniti le azioni possano continuare a salire anche con rendimenti dei Treasury decennali superiori al 5%. La posizione è riportata da Phil Haunhorst su BeInCrypto nell’articolo del 30 settembre 2026. Il suo intervento su X segue la pubblicazione di un grafico di Frank Downing, di ARK, che confronta rendimenti e S&P 500 dal 1980.
Nel grafico, il decennale è al 5,18% e l’indice vicino a 7.743 punti. Per Wood, tassi elevati non impediscono necessariamente guadagni azionari: indicano un mercato meno condizionato dalla Federal Reserve, mentre la tecnologia può sostenere produttività e crescita.
Le previsioni di ARK Invest su tassi, inflazione e portafogli
Nella lettera agli investitori del 22 settembre, Cathie Wood fonda la propria lettura su 230 anni di dati: considera eccezionale la discesa dei tassi dal 1981 al 2021 e ricorda che, prima della Grande Depressione, rendimenti del 5-6% erano normali. Prevede quindi rendimenti a lungo termine tra il 5% e il 6% e tassi a breve tra il 6% e l’8%, accompagnati dalla crescita nominale. A sostegno della compatibilità tra rialzi dei tassi e azioni, richiama il 2017, quando, secondo la sua ricostruzione, i titoli a lunga durata crebbero nonostante gli aumenti della Fed.
Wood interpreta inoltre l’intervallo dei rendimenti tra lo 0,5% e il 2% come una fase dominata dalla banca centrale, anziché dal mercato. Sul fronte dei prezzi cita Truflation, rilevatore indipendente con aggiornamenti quotidiani: a luglio l’inflazione complessiva risultava al 2,5%, contro il 3,7% dell’indice governativo PCE, un confronto che utilizza per sostenere la propria lettura dell’inflazione. Da questa analisi deriva la proposta di aumentare il peso azionario rispetto al portafoglio 60/40; Anshul Sehgal, di Goldman Sachs, esprime una preferenza simile, privilegiando l’intelligenza artificiale sulle obbligazioni.
Utili e costo del capitale mettono alla prova la tesi
Michael Contopoulos, responsabile macro di Janus Henderson, propone una lettura opposta: il mercato si avvicinerebbe a un massimo mentre l’inasprimento della Fed spinge i rendimenti verso l’alto. I trader valutano anche una possibile stretta a ottobre, con rischi per gli asset più esposti, incluso Bitcoin. Il confronto tra queste posizioni dipende soprattutto dalla capacità degli utili di crescere più dei costi di finanziamento: è questa condizione, non il solo livello dei Treasury, a sostenere la scommessa di Wood.
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