Pensione a 64 anni, il ricalcolo contributivo può tagliare l’assegno del 10%

La notizia in sintesi
- Lega propone pensione a 64 anni anche per lavoratori del sistema misto.
- Il ricalcolo contributivo ridurrebbe l’assegno medio del 10,6%.
- Servono 25 anni di contributi e una soglia pensionistica elevata.
- Il Tfr può integrare l’assegno, ma riduce la liquidazione disponibile.
Riassunto generato con AI AGENTICA di Datamoney.ch
Pensione a 64 anni e ricalcolo contributivo
La proposta della Lega di estendere l’uscita pensionistica a 64 anni ai lavoratori del sistema misto torna nel confronto sulla prossima legge di Bilancio. La misura riguarda chi ha versato contributi prima del 1996, mentre l’accesso è ora riservato ai contributivi puri. Secondo le simulazioni dell’Osservatorio previdenza della Cgil, aggiornate al 6 settembre, l’anticipo sarebbe possibile accettando il ricalcolo interamente contributivo, con una riduzione media del 10,6% dell’assegno.
Il nodo è la soglia minima: per uscire servono almeno 25 anni di contributi e una pensione pari a tre volte l’assegno sociale, fissato per il 2026 a 1.638,72 euro lordi mensili.
Simulazioni, soglia minima e uso del Tfr
Il ricalcolo pesa soprattutto sulle quote maturate con il sistema retributivo. Nei tre profili elaborati dall’Osservatorio previdenza della Cgil, tutti con 64 anni, 40 anni di versamenti e nove antecedenti al 1996, la perdita mensile va da 183 a 366 euro lordi. Con retribuzioni finali annue di 35mila, 50mila e 70mila euro, l’assegno scende rispettivamente da 1.726 a 1.543, da 2.466 a 2.205 e da 3.452 a 3.087 euro mensili.

Nel primo caso, però, la pensione ricalcolata non raggiunge il minimo richiesto. Il lavoratore dovrebbe convertire in rendita circa 24.360 euro del Tfr gestito dall’Inps, ottenendo 95 euro mensili aggiuntivi. Per chi ha 25 anni di contributi, le stime indicano 730 euro con 20mila euro di retribuzione annua, 1.094 con 30mila e 1.824 con 50mila: soltanto l’ultimo supera la soglia.
La ricostruzione riportata da Valentina Conte evidenzia quindi un accesso selettivo: carriere discontinue, part-time o segnate dal lavoro di cura rischiano di restare fuori. La Cgil stima inoltre minori importi cumulati di 55mila, 79mila e oltre 110mila euro lungo la speranza di vita residua.
Requisiti più rigidi dal 2027
Dal 2027 l’età minima prevista salirebbe a 64 anni e un mese, fino a 64 anni e tre mesi dal 2028. Questo irrigidimento si sommerebbe alla soglia economica e al ricalcolo totale, restringendo la platea effettiva. L’uso del Tfr offre una via per integrare l’assegno, ma nel caso simulato da 35mila euro comporta l’impiego della liquidazione oltre al taglio della pensione.
La misura favorirebbe dunque chi dispone di carriere lunghe e redditi capaci di superare il requisito.
FAQ
Qual è la soglia pensionistica richiesta nel 2026?
Nel 2026 l’importo richiesto è 1.638,72 euro lordi mensili, equivalente a tre volte l’assegno sociale indicato dalla Cgil.
Come cambierebbe l’età pensionabile dal 2027?
Dal 2027 il requisito anagrafico passerebbe a 64 anni e un mese, raggiungendo 64 anni e tre mesi dal 2028.
Quanto Tfr serve nel profilo da 35mila euro?
Nel profilo con retribuzione finale di 35mila euro, servono circa 24.360 euro per ottenere 95 euro mensili integrativi di rendita.
Chi potrebbe beneficiare della proposta?
L’ipotesi può interessare chi ha poche quote retributive, supera già 1.639 euro mensili e privilegia l’uscita anticipata rispetto all’importo finale permanente.
Quali fonti hanno sostenuto l’analisi?
Il testo nasce dal confronto accurato tra fonti stampa ufficiali, comprese Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, e giornalismo qualificato; la Redazione ha rielaborato i dati con intervento e supervisione umana.
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