Italiani, oltre uno su quattro spende soprattutto dopo lo stipendio

La notizia in sintesi
- Il 26,2% degli italiani concentra la maggior parte del budget subito dopo l’accredito dello stipendio.
- A fine mese aumenta il valore medio dei pagamenti per alimentari e ristorazione, mentre diminuisce per libri e hobby.
- Tra gli under 45, circa il 32% concentra le spese dopo lo stipendio; tra gli over 55 il 21,6%.
- I pagamenti inferiori a 50 euro rappresentano tra l’87% e l’89% delle transazioni digitali analizzate.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Oltre un italiano su quattro concentra la maggior parte del proprio budget subito dopo l’arrivo dello stipendio. Il dato emerge dall’Osservatorio PayDay Effect di SumUp, che ha esaminato i pagamenti senza contanti tra gennaio e settembre 2026 e affiancato all’analisi una rilevazione sulle abitudini dei consumatori. Nel corso del mese cambia soprattutto la destinazione della spesa: negli ultimi giorni aumentano gli importi medi per alimentari e ristorazione, mentre diminuiscono quelli per libri, hobby e intrattenimento.
La quota di chi dichiara di spendere prevalentemente dopo l’accredito è del 26,2%. La differenza tra generazioni è netta: il comportamento riguarda circa il 32% degli under 45, contro il 21,6% degli over 55. I risultati descrivono quindi sia il ritmo degli acquisti digitali sia il modo in cui gli intervistati dichiarano di organizzare le proprie disponibilità.

Alimentari e ristorazione crescono nelle ultime settimane
Nel confronto tra inizio e fine mese, il valore medio dei pagamenti nei negozi alimentari sale del 14,7%. Per caffè e ristoranti l’incremento è del 9,2%. L’analisi rileva aumenti anche nei mercati all’aperto, pari all’11,5%, nei bar e club, con il 10,4%, nei fast food, con il 6,7%, e nei food truck, con il 5,4%.
La crescita interessa inoltre l’abbigliamento, con un aumento del 5,3%, e parrucchieri e barbieri, con il 5,2%. Più contenuti gli incrementi per fitness e benessere, al 3,1%, e per i negozi di cosmetici, al 2,4%. Si tratta di variazioni del valore medio dei pagamenti: non indicano, da sole, un aumento del numero degli acquisti.
Le notizie piu' importanti di finanza, economia e mercati, dritte nella tua inbox.
La direzione si inverte per le attività legate agli interessi personali. Nei negozi di hobby e giocattoli l’importo medio diminuisce dell’11,2%, nelle librerie del 10,8%. Il calo riguarda anche musica, concerti e cinema, con una flessione del 6,3%, e l’intrattenimento, con il 3,7%.
Umberto Zola, Direttore Performance Marketing di SumUp, commenta: “Il rapporto degli italiani con il denaro passa anche dalle scelte condotte tra uno stipendio e l’altro: sostenere le spese quotidiane, programmare un acquisto o trovare spazio per i propri interessi?”.
Le differenze di età nella gestione del budget
La maggiore concentrazione degli acquisti dopo lo stipendio si accompagna, tra i più giovani, a difficoltà nel tenere sotto controllo le uscite. Oltre un quarto degli intervistati con meno di 45 anni dichiara di faticare a monitorare il budget per effetto di spese impreviste o non programmate. Tra gli over 55 la quota è del 14,9%.
Le risposte sulle abitudini generazionali provengono da un’indagine commissionata da SumUp a YouGov Plc su un campione italiano di 1.049 adulti. Questa componente va distinta dall’analisi delle transazioni, che misura invece gli importi effettivamente pagati senza contanti.
Zola aggiunge:
“Dall’analisi del nostro Osservatorio emerge un calendario dei consumi articolato: con l’avvicinarsi della fine del mese, si osserva una progressiva riduzione delle spese legate alla socialità, alla cura di sé e agli interessi personali; con l’accredito dello stipendio, però, si torna a dedicarsi a hobby e divertimenti. Sono soprattutto i giovani a mostrarsi particolarmente disciplinati nell’attendere il giorno di paga. Per SumUp, comprendere questi cambiamenti significa essere ancora più vicina alle esigenze dei consumatori, offrendo strumenti che rendano più semplice gestire il denaro e avere una visione chiara delle proprie spese”.
Importi medi in aumento in 14 regioni
Sul territorio, il valore medio dei pagamenti digitali a fine mese aumenta in 14 regioni su 20. Gli incrementi maggiori riguardano Campania, con il 5,7%, Sardegna, con il 4,2%, e Calabria, con il 3,1%. Le flessioni più consistenti si registrano invece in Umbria, dove il calo è del 5,3%, Valle d’Aosta, con il 4,7%, e Trentino-Alto Adige, con il 3,5%.
A prevalere sono comunque i piccoli importi: le operazioni inferiori a 50 euro costituiscono tra l’87% e l’89% delle transazioni analizzate. La loro incidenza aumenta ulteriormente nelle ultime settimane del mese, mentre si riduce quella dei pagamenti superiori a questa soglia.
Il confronto considera le operazioni effettuate dal 1° gennaio al 30 settembre 2026, mettendo a paragone i giorni dall’1 al 7 con quelli dal 20 al 31 di ciascun mese. La scelta tiene conto dell’accredito degli stipendi, collocato prevalentemente tra il 27 e il 30. Il risultato è una fotografia della diversa composizione dei pagamenti digitali tra le due finestre temporali, distinta dalle dichiarazioni degli intervistati sulla gestione del denaro.
Le notizie più lette su LaMiaFinanza













VIDEO INTERVISTE
Motori
REAL ESTATE
LMF crypto
LMF food
LMF private markets
LMF arte
Legal
LMF green