Elezioni italiane: pochi rischi all’orizzonte

James de Bunsen -

Riteniamo che i rischi intorno alle elezioni italiane si siano dissipati in modo significativo, in seguito alla dichiarazione del leader del Movimento Cinque Stelle Luigi di Maio secondo il quale “per l’Italia non è più il momento di uscire dall’euro”.

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Il Movimento Cinque Stelle è apparso in testa agli ultimi sondaggi, e sebbene la possibilità che il partito riesca ad ottenere la maggioranza sia remota, c’è il rischio che un partito euroscettico finisca per rivestire un ruolo chiave nella politica italiana. Qualora questa eventualità si concretizzasse, la sopravvivenza dell’unione monetaria nel lungo termine verrebbe ancora una volta messa in discussione.

Lo scenario attuale presuppone due rischi principali: da un lato esiste la possibilità che non si formi un governo stabile (o a seguito di un voto inconcludente o come diretta conseguenza dell’incapacità di uno dei partiti leader di formare una coalizione), dall’altro che, in una coalizione governativa, primeggi la Lega Nord, un partito più controverso e apparentemente orientato verso l’estrema destra.

Crediamo che il primo scenario non avrà un impatto significativo sui mercati, in quanto si tratta di un esito piuttosto “standard” delle elezioni italiane e dal momento che, recentemente, molti altri Paesi europei hanno funzionato perfettamente in mancanza di un governo, anche per lunghi periodi (tra questi la Germania, il Belgio e i Paesi Bassi ). Per quanto riguarda il secondo scenario, si tratta piuttosto di un’incognita. Tuttavia, nonostante una crescente propaganda elettorale nel sud del Paese, la base di consenso della Lega Nord resta abbastanza localizzata e riteniamo che il partito avrebbe solo un’influenza limitata all’interno di un’eventuale coalizione di destra.

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A nostro avviso, i rischi reali per l’Italia sono incentrati sul rapporto tra il debito cronico e il PIL del Paese, su un’economia stagnante e su un settore bancario ancora instabile. La mancanza di un esecutivo forte – esito potenzialmente derivante da un risultato elettorale inconcludente- rende ancora meno probabile che tali questioni saranno affrontate con fermezza. Ad ogni modo, non crediamo che il risultato elettorale in sé e per sé farà precipitare i mercati, quanto più riteniamo che si registrerà una piccola ondata di volatilità a livello regionale.


James de Bunsen – Portfolio Manager, Multi Asset Team – Janus Henderson Investors

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