USA e Cina salgono ancora sul ring

Matt Miller -

Gli Stati Uniti e la Cina, le due principali economie a livello globale, sembrano entrare in una nuova era per quanto riguarda le relazioni economiche e commerciali.

L'impresa potenziata - evento Datamoney 25 novembre 2026, iscriviti, ingresso gratuito + 2 biglietti concerto in regalo

Con l’annuncio delle tariffe previste sulle importazioni di acciaio e alluminio, il 1° marzo, i funzionari statunitensi hanno effettuato il primo passo in quelle che saranno senza dubbio trattative controverse. Sebbene queste tariffe specifiche coinvolgano molti paesi, tra cui alleati quali Canada ed Europa, gli investitori dovrebbero concentrarsi sulla Cina, che nei mesi successivi rappresenterà la fonte maggiore di controversie.

Si tratta di una fase sostanzialmente nuova degli scambi commerciali Usa – Cina, tuttavia non bisogna dare per scontato che lo stile di negoziazione insolito e aggressivo del presidente preceda un’impetuosa guerra commerciale che sarebbe dannosa per entrambe le parti. Gli eventi che si stanno verificando non precludono infatti la possibilità di un nuovo equilibrio commerciale nei prossimi anni. Tuttavia, mentre ciascuna delle parti studia l’altra e ne mette alla prova la tempra e i veri obiettivi, è probabile che attraverseremo un periodo destabilizzante con uno “scambio di fendenti” che potrebbe innervosire i mercati e le società coinvolte nel fuoco incrociato. La Cina cercherà di offrire il minor numero possibile di concessioni che agevolino il presidente, mentre l’ultima parola di Trump sembra al momento (di proposito) incerta.

capital usa e cina salgono ancora sul ring

L’obiettivo di queste tariffe globali è la nota sovrapproduzione d’acciaio cinese; tuttavia, è quasi certo che l’amministrazione adotterà ulteriori misure per puntare più direttamente, nei prossimi mesi, alle pratiche cinesi, sia commerciali che di altro tipo. Tali misure comprendono la presentazione di nuovi casi presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio, l’imposizione di ulteriori tariffe, l’istituzione di nuovi requisiti sulla
reciprocità in materia di investimenti e/o l’emanazione di nuove restrizioni ai visti.

Non perdere le notizie che contano

Le notizie piu' importanti di finanza, economia e mercati, dritte nella tua inbox.

Offerte imperdibili dai partner di lamiafinanza
Paolo Borzacchiello, Usa il cervello, mercoledì 11 novembre 2026 ore 20.30 a Lugano: acquista il biglietto su biglietteria.ch

È fondamentale seguire la cosiddetta indagine “Section 301” riguardante il furto di proprietà intellettuale da parte della Cina, che porterà il presidente a brandire le stime principali che arrivano fino a “$1.000 miliardi” negli ultimi dieci anni circa e a imporre una serie di provvedimenti ancora da definirsi. Come reagirà la Cina? Nessuno può saperlo con certezza, tuttavia riteniamo che la Cina risponderà in modo adeguato e politicamente accorto, puntando su misure di ritorsione per colpire le autorità e i collegi influenti di interesse dell’amministrazione. La strategia a lungo termine della Cina consiste nella creazione di un’economia più bilanciata e autonoma che dipenda meno dalle industrie straniere nei settori chiave. Desidera inoltre competere in modo diretto in una serie di settori chiave futuri e questa ambizione contribuisce alla rinnovata percezione della sfida cinese da parte di Washington. Ad esempio, la Cina sta investendo enormemente nello sviluppo della sua industria dei semiconduttori e nell’intelligenza artificiale. Sebbene questa mossa richiederà del tempo, viene percepita come una minaccia e aumenta i timori dei responsabili politici e dei leader d’affari statunitensi.

Le società cinesi si sono inoltre rivelate attive sul fronte delle acquisizioni globali, acquistando attività o creando joint venture nella speranza di guadagnare proprietà intellettuale chiave. I governi occidentali hanno recentemente dato segnali di resistenza, ostacolando proposte commerciali da parte di società cinesi e in molti casi segnalando problemi relativi alla sicurezza nazionale.

Forum Retail 2026, Milano, SuperStudio Piu, 11-12 novembre 2026

Quali sono alcune implicazioni per gli investimenti? Tra le maggiori esportazioni statunitensi in Cina sono presenti i velivoli, i prodotti agricoli e i componenti per semiconduttori utilizzati nei dispositivi elettronici; questi potrebbero diventare gli obiettivi delle misure di ritorsione di Pechino, almeno nel breve termine. Potrebbero inoltre essere presi di mira i produttori di macchinari industriali e le case automobilistiche. Non stupisce il fatto che le azioni industriali e delle società nel settore dei trasporti si siano indebolite in seguito all’annuncio. Inoltre, potrebbero essere chiamati in causa anche i produttori statunitensi di soia e prodotti agricoli correlati, che al momento sono tra i principali esportatori in Cina. Per gli Stati Uniti, è probabile che il commercio, a seguito degli sgravi fiscali, rappresenti una priorità per l’attuale amministrazione.

Nei prossimi mesi del 2018, una politica più severa sulla Cina riceverà probabilmente un sostegno più bipartisan di quanto non sia ampiamente riconosciuto. Inoltre, è importante seguire la crescente scuola di pensiero di Washington che sostiene che il livello odierno di integrazione economica con la Cina sia sfavorevole agli interessi economici e in materia di sicurezza statunitensi del lungo periodo. Sebbene qualsiasi “decoupling” delle due economie sia ancora lontano, emerge un vasto consenso che ritiene sia giunto il momento di sfidare le politiche mercantilistiche della Cina.


Matt Miller – Economista politico – Capital Group

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Le notizie più lette su LaMiaFinanza

#1
LMF PREVIDENZA
Pensione a 64 anni con 36 di contributi, cosa c’è davvero nella manovra: chi può uscire e quando si saprà
di Caterina Chiarelli • 3 nov
#2
LMF PREVIDENZA
Pensioni 2027, la manovra cambia la rivalutazione: quanto aumenteranno gli assegni da gennaio fascia per fascia
di Caterina Chiarelli • 2 nov
#3
LMF PREVIDENZA
Pensioni, nel 2027 milioni di pensionati perderanno fino a 1300 euro all’anno con la rivalutazione
di Carolina Bergamaschi • 4 nov
#4
NEWS
Carta dedicata a te 2026, da domani i 500 euro: dove usarla, lo sconto del 15% e cosa fare entro il 16 dicembre
di Caterina Chiarelli • 3 nov
#5
LMF PREVIDENZA
Rivalutazione pensioni 2027, emendamenti entro il 17 novembre: cosa può cambiare sopra i 2.447 euro
di Caterina Chiarelli • 5 nov
Le altre notizie più lette
Datamoney✨ Classifica generata dalla Agentic AI (REDAZIONE AI) di Datamoney.ch