Dobbiamo imparare a convivere con le guerre commerciali?

Olivier De Berranger -

Gli investitori stanno forse iniziando a considerare la guerra commerciale alla stregua del nuovo paradigma con il quale imparare a convivere? Oppure rifiutano in massa l’ipotesi, tuttavia reale, di un’escalation?

Questa è la domanda che sorge spontanea ripensando al comportamento compiacente dei mercati azionari la scorsa settimana.

I grandi indici, in Asia in particolare, hanno registrato un forte rimbalzo all’inizio della scorsa settimana nonostante il via ufficiale ai dazi negli Stati Uniti e in Cina destinati a colpire 34 miliardi di importazioni da entrambe le parti. Alcuni investitori ipotizzavano che a seguito dell’ufficializzazione dei dazi americani avremmo potuto assistere a una reazione da parte dei cinesi o ad altri annunci di Donald Trump. Nondimeno, questa dinamica ha segnato una battuta d’arresto mercoledì con la pubblicazione di un nuovo elenco di prodotti cinesi, corrispondenti a 200 miliardi di dollari di importazioni assoggettabili a dazi del 10% a decorrere dal mese di settembre. L’elenco era sicuramente atteso dato che Donald Trump lo aveva varie volte richiesto al suo Rappresentante al Commercio. Seguirà una consultazione pubblica di due mesi, il tempo necessario per implementare i negoziati.

I mercati sono quindi ripartiti velocemente al rialzo. Per vari motivi: innanzitutto, le dichiarazioni estremamente positive del presidente americano durante il vertice NATO (anche se è lecito dubitare del loro impatto economico); le voci, poi, di una ripresa dei negoziati sino-americani che continuano ad alimentare la possibilità di un accordo costruttivo e infine la speranza che i risultati aziendali siano superiori alle attese negli Stati Uniti, nel caso in particolare dei titoli tecnologici.

Quest’ultimo punto assume una particolare rilevanza. Benché sia difficile anticipare i possibili sviluppi della guerra commerciale e le dichiarazioni di D. Trump, riteniamo che i principali driver di mercato nelle prossime settimane potrebbero essere le pubblicazioni dei risultati societari. La stagione delle trimestrali, che è iniziata negli Stati Uniti con i dati di PepsiCo, è entrata nel vivo venerdì con le grandi banche e proseguirà con i titoli tecnologici. Considerati i grandi vincenti di questo primo semestre questi titoli andranno seguiti con particolare attenzione. Se i risultati saranno soddisfacenti l’ottimismo dimostrato dai mercati la scorsa settimana sarà confermato. Potremmo assistere ad alcune prese di profitto che non rimetteranno però in questione la recente dinamica del rimbalzo azionario. In cambio, se i risultati dovessero essere deludenti, date le valutazioni e la concentrazione massiccia degli asset su questi titoli, l’effetto potrebbe esse violento.

Indipendentemente dal lato verso cui penderà la bilancia tutto quanto avrà almeno un esito positivo: potremo tornare a concentrarci sui fondamentali delle aziende.


Olivier De Berranger – Chief Investment Officer – La Financière de l’Echiquier

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