Obbligazionario, combattere la volatilità con la liquidità dei CDS

Christel Rendu de Lint -

Come nel 2018, anche quest’anno è probabile che la crescita economica mondiale continui, tornando a livelli normali. In media, le indagini PMI globali stanno tornando sui valori degli ultimi sei anni – tra 50 e 53 – l’unica eccezione è stata il 2017 con la cifra di 55.

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La crescita globale del PIL dovrebbe essere del 3,4% quest’anno, anch’essa vicina alla media degli ultimi anni. In questa fase escludiamo una recessione per il 2019. È più probabile un soft landing tipico di un regime in cui la crescita si sta stabilizzando.

Questo “ritorno alla normalità” a livello economico è stato accompagnato, nelle ultime settimane, da un vero e proprio cambiamento di politica monetaria da parte delle banche centrali. La Fed e la BCE hanno effettuato un cambio di direzione rapido e sincronizzato, adottando un atteggiamento molto più accomodante e prendendo le distanze dai precedenti inasprimenti monetari. Inoltre, la Fed ha subordinato la sua politica monetaria all’inflazione, bloccando di fatto gli aumenti, dato che l’inflazione core statunitense è ancora ben lungi dall’aver raggiunto l’obiettivo del 2%. Secondo le proiezioni, e senza un’accelerazione di fondo, l’inflazione core potrebbe scendere all’1,6% entro la fine di quest’anno.

Le prospettive macroeconomiche sono globalmente positive, ma è improbabile che ciò risparmi i mercati finanziari da picchi di volatilità sempre più frequenti. Negli ultimi trimestri, le tensioni di mercato sono diventate eccezionalmente frequenti e gravi, simili agli shock osservati nel 2008. Questi picchi di volatilità sono il risultato di incertezze geopolitiche e politiche, tra cui il conflitto commerciale Cina-USA, le turbolenze politiche in Italia e la saga Brexit in corso. Esse sono causate anche da una crescente carenza di liquidità, che svolge un ruolo chiave dal punto di vista tecnico e strutturale nei movimenti di mercato.

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In considerazione del contesto economico, della fine della stretta monetaria delle banche centrali e della ripresa della volatilità, la gestione delle obbligazioni potrebbe beneficiare di tre approcci principali: assumere un maggior rischio di credito, aumentare la duration e ricorrere a strumenti di debito liquidi. L’improvviso cambiamento di politica delle banche centrali e gli interessanti livelli di valutazione in seguito alla correzione di dicembre hanno favorito il graduale aumento dell’esposizione creditizia. Allo stesso tempo, con la fine della stretta monetaria, sta diventando interessante aumentare nuovamente l’esposizione ai tassi di interesse e quindi costruire portafogli più equilibrati. A fine febbraio i rendimenti dei titoli di Stato americani a cinque anni erano vicini al 2,5%, superiori alla media degli ultimi cinque anni. Infine, la liquidità rimane fondamentale. Per raggiungere questo obiettivo, consigliamo di utilizzare indici CDS, che a dicembre hanno dimostrato ancora una volta la loro solida liquidità e hanno sovraperformato le corrispondenti obbligazioni tradizionali. In un contesto di maggiore volatilità, gli investitori dovrebbero concentrarsi su strumenti di credito liquidi, che ottengono risultati migliori in tempi di crisi.


Christel Rendu de Lint – Head of Fixed Income – Union Bancaire Privée (UBP) 

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