Mercati globali in crescita se non fosse per shock esterni

Mike Biggs -

Gli ultimi mesi sono stati un periodo interessante per gli asset di rischio. Un flusso di notizie materialmente negativo – come la controversia commerciale tra Stati Uniti e Cina – ha messo sotto pressione le attività di rischio, ma il rally si riprende immediatamente non appena tali problemi si quietano.

Tale tendenza si può particolarmente notare nei mercati emergenti, i quali sono molto sensibili all’andamento del dollaro USA e vengono influenzati negativamente dalla sua forza.

Prevedere le oscillazioni del dollaro americano è ostico, ma l’Economic Surprise Index può essere un buon indicatore e gli USA hanno sorpreso al ribasso di recente – come testimoniato anche dall’indice manifatturiero (ISM) sceso a maggio da 52,8 a 52,1. Questo si è riflesso in una forte svendita del dollaro statunitense nel corso del mese di maggio, che ha fatto da volano per le azioni dei mercati emergenti. Nonostante questo rallentamento, è difficile credere che gli Stati Uniti vivranno una debolezza economica sostenuta, dato che i nuovi prestiti sono ancora bassi ed è quindi improbabile che siano suscettibili al calo della concessione di finanziamenti che hanno preceduto le recessioni passate.

L’Europa ha goduto di un rimbalzo della crescita nel primo trimestre grazie al rilassamento di una serie di shock idiosincratici avvenuti nell’ultimo trimestre del 2018. Questo impulso si è ora concluso e potremmo assistere ad una stagnazione della crescita nel secondo trimestre, ma i fondamentali sottostanti sono più incoraggianti, quindi crediamo che la crescita si manterrà in linea anche nella seconda metà dell’anno.

I fondamentali cinesi hanno iniziato l’anno in buona salute sull’onda di una ripresa del commercio globale. Tuttavia, il rallentamento di aprile ha suggerito un ulteriore indebolimento del commercio mondiale gravato dal riemergere delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti. Ci aspettiamo che le autorità cinesi proteggano la crescita avviando una nuova tranche di stimoli fiscali interni per stimolare la spesa e incrementare le importazioni, compensando così l’impatto negativo dello shock commerciale. Nonostante tali stimoli aggiuntivi potrebbero peggiorare la bilancia dei pagamenti del paese, crediamo che essa possa tollerare tale pressione grazie alla bilancia delle partite correnti che rimane, al momento, in territorio positivo e dal calo dei prezzi del petrolio.


Mike Biggs – Investment manager delle strategie obbligazionarie Local Emerging Market – GAM Investments

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