Fintech, la startup Viceversa chiude un round da 23 milioni di euro per sviluppare in Italia il modello “Revenue Based Financing”

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Rinnovare il panorama europeo degli investimenti attraverso un nuovo sistema basato sulla trasparenza e sulla tecnologia per sostenere le aziende in un percorso di crescita etica e sostenibile, grazie alla possibilità di accedere a opzioni di capitale libere da vincoli e garanzie personali. Questo l’obiettivo alla base di Viceversa, startup fondata a fine 2020 da Matteo Masserdotti, Pietro Pogliani, Pedro Salvi e Patrick David, che di recente ha chiuso un round di finanziamento da 23 milioni di euro, tra equity e debito, che saranno utilizzati per sviluppare in Italia un modello di investimento che sta riscuotendo grande successo in altri Paesi europei ed extraeuropei: il Revenue Based Financing.

Forum Retail 2026, Milano, SuperStudio Piu, 11-12 novembre 2026

A dirigere Viceversa è Matteo Masserdotti, nome già noto nella comunità startup e che già in passato ha contribuito a portare in Italia il modello del Crowdfunding fondando la piattaforma Two Hundred:

“A differenza degli investimenti classici in startup – spiega Masserdotti – il modello Revenue Based Financing si basa sull’analisi quantitativa dei dati operativi delle società, non su valori intangibili.  Il modello che adottiamo, diversamente alle opzioni di raccolta di equity o debito, allinea gli interessi perché consente a Viceversa di crescere parallelamente al successo delle aziende in cui investiamo e con le quali condividiamo gioie e dolori. A queste ultime, infine, permette di contare su risorse immediate utili a far scalare velocemente il proprio business” – spiega Masserdotti.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

Tra gli investitori che hanno dato fiducia al progetto Viceversa figurano Fasanara Capital Limited, hedge fund inglese specializzato nella gestione del credito alternativo, Digital Magics, acceleratore e investitore di startup che fa parte di Viceversa dall’inizio, Fabrick, realtà del gruppo Banca Sella che opera anche a livello internazionale per promuovere l’Open Finance Roberto Ferrari, ex Managing Director di CheBanca! ed Enrico Pandian, CEO di Startup Gym.

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“Il Revenue Based Financing è un modello innovativo, fatto su misura per le esigenze specifiche di una vasta gamma di piccole imprese. Siamo entusiasti di sostenere il team di Viceversa nella sua introduzione all’interno del mercato italiano e di aiutarlo a migliorare le opzioni di finanziamento per l’ecosistema delle startup” – ha spiegato Francesco Filia, CEO di Fasanara.

“Siamo estremamente orgogliosi dei progressi che l’azienda ha raggiunto in così poco tempo. Lavorandoci assieme sin dall’inizio, crediamo nel grande potenziale che ha sul mercato e abbiamo lavorato a stretto contatto per completare questo round di finanziamento. Non vediamo l’ora di continuare a collaborare con loro in questo percorso di crescita” – ha commentato Maria Imbesi, Portfolio Manager di Digital Magics.

“Siamo molto felici di poter collaborare con Viceversa nella sua mission di consentire alle aziende di crescere dando accesso a nuove opzioni di finanziamento. Come Fabrick, crediamo fortemente che sia importante sbloccare la crescita delle aziende sfruttando le applicazioni di open finance, vedendo un enorme potenziale nel modello del Revenue Based Financing” – ha commentato Alberto Mussinatto, Head of Platform Business Development di Fabrick – “Siamo fiduciosi del fatto che il nostro ecosistema e la nostra tecnologia possano amplificare nuove opportunità per Viceversa ed è per questo che stiamo sostenendo il team nel suo percorso di crescita”.

L’opportunità di investimento offerta da Viceversa è rivolta ad un’ampia varietà di business, purché digitali: dai marketplace, agli e-commerce di brand che vendono direttamente online, fino ad arrivare ai servizi basati su sistemi di abbonamento.

Per poter accedere ai capitali, che possono variare da un minimo di 10mila euro fino a un massimo di 1 milione di euro, le aziende devono dimostrare un track record di almeno sei mesi di vendite e investimenti in marketing, oltre ad avere almeno 10mila euro di ricavi mensili.

A queste condizioni, Viceversa offre ai propri partner risorse utili a far crescere il fatturato senza l’obbligo di cedere il controllo del business o di rilasciare garanzie. Un investimento di marketing a cui accedere periodicamente, alternativo al Venture Capital o ad altri strumenti, che la società rimborsa in base alla crescita delle sue entrate.

Il modello di applicazione è semplice e intuitivo: una volta compilato il questionario sul sito web e dopo aver collegato alla piattaforma di Viceversa i propri account di digital advertising, il potenziale cliente riceve entro tre giorni una proposta con tre diverse soluzioni di intervento. La relazione diretta con le performance di digital advertising, fa sì che il modello si presti molto bene anche ad intercettare l’interesse delle società e le agenzie che erogano servizi di marketing.

Una volta individuata quella più idonea, l’azienda ottiene il budget necessario entro solo tre giorni. Nella proposta vengono elencati l’ammontare dell’importo, il multiplo dell’investimento e la percentuale di condivisione ricavi (RSP), che deve essere sostenibile e va dall’1% al 20%. I dati forniti dall’azienda vengono utilizzati interamente a scopo decisionale interno e non venduti a terze parti.

Nell’ambito del proprio servizio, inoltre, Viceversa offre una dashboard completa di informazioni utili alla società per comprendere l’andamento delle proprie attività di digital marketing.

“Nel mondo dell’accesso al capitale, l’equity rappresenta la forma più costosa per sostenere costi ripetitivi che producono ricavi prevedibili, come quelli in digital advertising. Tuttavia, diverse imprese nella loro fase iniziale non possono fare altro che rivolgersi a questo sistema per via della mancanza di garanzie. Noi abbiamo deciso di portare sul mercato un’alternativa equa e flessibile, allineata alla velocità di crescita dell’azienda – aggiunge Masserdotti – In soli 10 mesi abbiamo chiuso oltre 10 investimenti e l’ultimo round renderà ancora più solida la nostra presenza sul mercato”.

La società – che impiega attualmente ingegneri specializzati in finanza e information technology – ha sviluppato modelli di investimento basati sull’analisi dei dati e sta investendo nell’ampliamento del suo team ricercando nuove risorse sia nell’ambito della data science che dello sviluppo software.

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