“Digital Nomad Visa”. Risiedere in Italia: introdotto un visto per nomadi digitali di Paesi terzi

Digital Nomad Visa
A partire dal 4 aprile 2024, il governo italiano ha introdotto un visto per nomadi digitali che consente ai cittadini stranieri di Paesi terzi di risiedere in Italia e svolgere lavori altamente qualificati come libero professionista o per un datore di lavoro fuori dall’Italia per un massimo di 12 mesi (rinnovabile). .
Per presentare domanda, i candidati idonei devono possedere un reddito superiore a tre volte il livello minimo richiesto per l’esenzione dalle spese di partecipazione all’assistenza sanitaria, un’assicurazione sanitaria che copra l’intero periodo di soggiorno, prova di alloggio in Italia e almeno sei mesi di esperienza lavorativa come nomade digitale o lavoratore remoto.

Aggiornamento al 30 maggio 2024

Secondo i chiarimenti del governo, i seguenti sono criteri aggiuntivi:
elevate competenze professionali equivalenti a quelle richieste per il rilascio della Carta Blu UE;
E un titolo di istruzione superiore di livello terziario o una qualifica professionale di livello post-secondario della durata di almeno tre anni, ovvero una qualifica professionale superiore attestata da almeno cinque anni di esperienza professionale.

Questa nuova categoria fornisce un percorso di immigrazione per i lavoratori a distanza, che in precedenza non era disponibile.

Iter di candidatura

I cittadini stranieri devono presentare la domanda di visto al consolato italiano nel paese di residenza. Una volta approvato, quando il cittadino straniero entra in Italia deve richiedere il permesso di soggiorno entro otto giorni dall’ingresso.
Documentazione necessaria. I cittadini stranieri che lavorano per un datore di lavoro straniero devono presentare una dichiarazione firmata da questo datore di lavoro. Devono inoltre presentare un casellario giudiziario ufficiale che attesti che non hanno alcuna condanna penale.
Le persone a carico (tipicamente coniugi e figli sotto i 18 anni) dei titolari di visto Nomad Digital possono richiedere permessi di soggiorno familiare in Italia. I coniugi possono lavorare in loco sulla base del permesso di soggiorno familiare.
Non è ancora chiaro se i cittadini stranieri possano anche svolgere lavori locali in Italia con un visto per nomadi digitali.

Storia legislativa

Il governo italiano aveva introdotto la legislazione quadro per il visto per nomadi digitali nel marzo del 2022; tuttavia, il processo legislativo ha richiesto più tempo del previsto per attuare la procedura.
Sebbene i visti e i permessi per i nomadi digitali non vengano introdotti con la stessa rapidità con cui la tendenza è iniziata, negli ultimi mesi vediamo ancora l’introduzione di status di nomade digitale su misura, con altri in via di realizzazione.
Nei Paesi in cui il lavoro a distanza non è regolamentato, lavoratori e datori di lavoro possono inconsapevolmente esporsi al rischio di non conformità con molti aspetti della legge, esponendosi a possibili multe o altre sanzioni, a seconda del Paese. È importante sottolineare che il mancato rispetto delle normative potrebbe far sì che i datori di lavoro perdano il diritto di assumere manodopera straniera. Inoltre, questo tipo di accordo di lavoro può avere impatti sul diritto occupazionale o fiscale. Diventerà sempre più importante a mano a mano che tali politiche verranno sviluppate (e in molti Paesi in cui il lavoro a distanza non è regolamentato) che i datori di lavoro analizzino le strategie e valutino i rischi associati all’attuazione e/o al proseguimento delle politiche di lavoro a distanza con un partner di fiducia per l’immigrazione.

Fonte: Fragomen

Fondata nel 1951, Fragomen è cresciuta da un rispettato studio di diritto dell’immigrazione nazionale degli Stati Uniti a un’organizzazione veramente globale.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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Gli articoli pubblicati su questa testata rispettano la normativa europea (AI Act) e i principi deontologici dell’Ordine dei Giornalisti. L’utilizzo costante dell’intelligenza artificiale permette la corretta verifica delle fonti e la creazione di una traccia che tenga conto dei temi più significativi. Nessun articolo può essere pubblicato autonomamente dall’intelligenza artificiale: ogni autore interviene personalmente non solo nella fase della scrittura dell’articolo, ma anche nella verifica della veridicità di notizie e dati riportati.

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