L’economia dell’UE e i rischi dei mercati finanziari. Eurofi ed ESA a confronto

Ecco un rapido sguardo a due rapporti molto interessanti: Eurofi Macroeconomic Scoreboard e ESAs Risks And Vulnerabilities.
“Insieme, queste relazioni offrono una visione completa della posta in gioco per l’UE sia a breve, sia a lungo termine” commenta Giedrius Steponkus (nella foto) founder and chairman of the Lithuanian Shareholders Association.

Eurofi si concentra sulle sfide a lungo termine, evidenziando le disparità di crescita regionali, con l’Europa centrale e orientale in ritardo rispetto alle economie occidentali. Sottolinea inoltre la necessità di una migliore integrazione nel mercato della finanza digitale e della sostenibilità.
Per Eurofi la lotta all’inflazione deve rimanere la priorità delle banche centrali, nonostante le vulnerabilità che hanno creato nel decennio precedente. Mantenere tassi di interesse reali positivi è necessario per raggiungere la stabilità dei prezzi e incoraggiare risparmi a lungo termine per investimenti produttivi. Il “Quantitative tightening” deve essere attuato con fermezza e intelligenza. Ogni vittoria sull’inflazione ha un prezzo: crescita inferiore e meno posti di lavoro. Se non accettiamo questo prezzo, è probabile che lo spettro della stagflazione ritorni.

Il rapporto dell’ESA mette in guardia dai rischi immediati, in particolare dal rischio di credito con l’aumento dei livelli di debito societario e il persistere delle tensioni geopolitiche. Chiede una maggiore vigilanza per salvaguardare la stabilità finanziaria.
Verso la fine del 2023 e l’inizio del 2024, il continuo calo dell’inflazione ha portato le banche centrali ad avviare il passaggio a una politica monetaria più accomodante, con i mercati finanziari che hanno registrato ottime performance in previsione di tagli dei tassi e di un miglioramento delle prospettive macroeconomiche, fino al breve ma brusco calo dei prezzi azionari di agosto. Rimangono comunque notevoli incertezze sul futuro percorso delle economie a livello globale, sull’inflazione e sulla politica monetaria e su come queste si svilupperanno nelle diverse giurisdizioni. Mentre si prevede che i tassi di interesse scenderanno, questi probabilmente rimarranno “più alti per più tempo” rispetto ai livelli pre-pandemia.
Nel contesto di continui eventi geopolitici come l’aggressione russa contro l’Ucraina, la guerra in Medio Oriente, le tensioni militari tra Cina e Taiwan e le elezioni nell’UE e negli Stati Uniti, c’è il potenziale per improvvisi cambiamenti nelle prospettive economiche e nelle aspettative del mercato. Più di recente, i risultati delle elezioni del Parlamento europeo e gli sviluppi conseguenti, ad esempio annunci di elezioni anticipate, hanno portato alla conseguente volatilità iniziale del mercato e hanno dimostrato l’impatto dell’incertezza geopolitica sui mercati finanziari. In sintesi, l’attuale contesto altamente incerto continua a presentare una stabilità finanziaria sostanziale e rischi operativi che richiedono vigilanza da parte di tutti i partecipanti al mercato finanziario.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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