Cybersecurity. PMI nel mirino, danni per 183 milioni lo scorso anno. Attacchi sempre più numerosi e più gravi

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Cresce il cyber-crime, aumentano i costi diretti e reputazionali

Il Rapporto CLUSIT 2025, presentato a Milano già il marzo scorso, offriva un quadro netto: la sicurezza informatica in Italia resta un punto debole. Nel 2024 gli attacchi gravi sono cresciuti del 15,2% rispetto all’anno precedente, portando il nostro Paese a rappresentare il 10,1% degli incidenti globali. A livello mondiale, l’aumento è stato del 27,4%, con il cyber-crime come matrice prevalente.

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Attacchi sempre più numerosi e più gravi

Il Rapporto segnala non solo la crescita quantitativa, ma anche l’elevata gravità degli incidenti, spesso classificati come critici. Tra le tipologie più diffuse figurano ransomware, phishing mirato e compromissioni della supply chain.

La stima delle perdite dichiarate per gli incidenti segnalati in Italia ammonta a 183 milioni di euro nel 2024. Una cifra significativa, ma che secondo gli autori del rapporto rappresenta solo la “punta dell’iceberg”: i costi indiretti — perdita di dati, fermo attività, danni reputazionali — restano molto più elevati e difficili da quantificare.

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Le PMI italiane, anello debole della catena

Particolarmente preoccupante il dato sulle micro, piccole e medie imprese. Molte, come emerge dalla survey condotta con DINTEC, ENEA, CNR e Camere di Commercio, hanno subito almeno un attacco, pur non disponendo di personale dedicato né di budget adeguati alla protezione IT.

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In assenza di misure strutturate, le PMI diventano terreno fertile per i cyber-criminali. Il rischio maggiore è che un attacco a un piccolo fornitore possa compromettere l’intera catena di fornitura.

Sanità e finanza sotto pressione

Tra i settori più esposti emerge la sanità, già nel mirino negli ultimi anni per la grande mole di dati sensibili trattati e la complessità delle infrastrutture digitali ospedaliere. Anche la finanza resta un target privilegiato: nel capitolo dedicato, realizzato con IBM, il Rapporto richiamava l’urgenza di rafforzare la resilienza digitale dei servizi finanziari europei.

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Governance, formazione e tecnologie emergenti

Il CLUSIT indica sei direttrici prioritarie:

  1. Collaborazione pubblico-privato per condividere standard e competenze.

  2. Modelli di sicurezza accessibili per realtà a basso budget, come “security as a service”.

  3. Formazione e cultura interna: l’errore umano resta uno dei principali vettori di attacco.

  4. Approccio proattivo basato su threat intelligence.

  5. Adeguamento normativo, con l’entrata in vigore della direttiva europea NIS2 che attribuisce responsabilità diretta al management.

  6. Investimenti in AI e crittografia avanzata, indispensabili anche in prospettiva post-quantum.

Ci sono anche segnali positivi di reazione. Cresce l’attenzione delle istituzioni, si rafforza il ruolo dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, e il tessuto imprenditoriale inizia a percepire la sicurezza digitale come fattore competitivo. Ma la strada è lunga. In un Paese in cui oltre il 90% del tessuto produttivo è costituito da PMI, la resilienza complessiva dipenderà dalla capacità di estendere gli strumenti di protezione anche alle realtà più piccole e meno strutturate.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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Gli articoli pubblicati su questa testata rispettano la normativa europea (AI Act) e i principi deontologici dell’Ordine dei Giornalisti. L’utilizzo costante dell’intelligenza artificiale permette la corretta verifica delle fonti e la creazione di una traccia che tenga conto dei temi più significativi. Nessun articolo può essere pubblicato autonomamente dall’intelligenza artificiale: ogni autore interviene personalmente non solo nella fase della scrittura dell’articolo, ma anche nella verifica della veridicità di notizie e dati riportati.

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