Caro carburanti, Confesercenti stima un aggravio estivo da 1,8 miliardi

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Il dato del comunicato di Confesercenti richiede una precisazione importante: 1,8 miliardi è una stima della maggiore spesa complessiva per i rifornimenti in luglio-agosto, a consumi invariati, non il costo isolabile dei soli viaggi di vacanza.

L’associazione accoglie favorevolmente la proroga dello sconto sul diesel, ma chiede una revisione strutturale della fiscalità energetica.

Il caro carburanti avrebbe imposto agli automobilisti italiani un aggravio fino a 1,8 miliardi di euro nei mesi di luglio e agosto 2026. La stima è contenuta in una nota dell’Ufficio economico di Confesercenti, elaborata sulla base delle rilevazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e pubblicata integralmente dall’Agenzia giornalistica Opinione. La cifra in realtà indica la maggiore spesa complessiva per i rifornimenti, non soltanto quella sostenuta durante i viaggi di vacanza.

Gli 1,8 miliardi non rappresentano una misurazione della sola spesa sostenuta dagli italiani per raggiungere le località di villeggiatura, ma la differenza stimata tra il costo complessivo dei rifornimenti di luglio-agosto 2026 e quello degli stessi mesi del 2025, ipotizzando consumi invariati. Il collegamento con le vacanze deriva dal fatto che l’aumento si è concentrato nel periodo di maggiore mobilità turistica e ha quindi sottratto risorse potenzialmente destinabili ad alberghi, ristorazione, commercio e servizi.

Secondo il comunicato, la spesa per benzina e gasolio sarebbe aumentata del 21% rispetto all’estate precedente. Nel 2025 la benzina costava mediamente circa 1,70 euro al litro e il diesel 1,63 euro; la rilevazione Mimit del 23 agosto 2026 indicava invece, sulla rete ordinaria e in modalità self-service, 2,010 euro per la benzina e 2,130 euro per il gasolio. Per un pieno da 50 litri, la differenza corrisponde a circa 14 euro in più per un’auto a benzina e a oltre 20 euro per una diesel.

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Confesercenti distingue inoltre l’intero rincaro su base annua dall’aumento verificatosi dopo il 4 luglio, quando era terminato un precedente intervento sulle accise. Da quella data la benzina sarebbe salita del 10,8% e il gasolio del 12,4%. Il costo attribuibile a questa accelerazione viene stimato dall’associazione in circa 780 milioni nei due mesi.

Il beneficio dello sconto fiscale

L’intervento pubblico ha attenuato, senza eliminarlo, l’aumento. Confesercenti calcola che il taglio applicato al gasolio abbia prodotto per gli automobilisti un risparmio complessivo di circa 300 milioni di euro tra luglio e agosto. Per un pieno da 50 litri il beneficio è stato di circa 8,50 euro.

Tecnicamente, la riduzione dell’accisa è stata di circa 14 centesimi al litro; considerando anche la minore Iva applicata, lo sconto complessivo alla pompa è arrivato a circa 17 centesimi. La benzina, invece, non è stata inclusa nell’ultima fase dell’agevolazione.

Il decreto firmato dai ministri Giancarlo Giorgetti e Gilberto Pichetto Fratin ha mantenuto per il 25 e 26 agosto l’accisa sul gasolio a 532,90 euro per mille litri. La mini-proroga, finanziata con 20,8 milioni del maggiore gettito Iva generato a luglio, ha utilizzato il meccanismo delle cosiddette “accise mobili”. La successione dei provvedimenti e le relative coperture sono ricostruite da Sky TG24.

Il 26 agosto Palazzo Chigi ha inoltre indicato l’intenzione di prorogare ancora per alcuni giorni le misure vigenti, in attesa di un sostegno più selettivo, concentrato sulle fasce di reddito maggiormente esposte. Al momento dell’annuncio, tuttavia, i contenuti definitivi, la durata e le coperture del nuovo provvedimento non erano ancora stati formalizzati. RaiNews

Perché Confesercenti chiede una riforma strutturale

Per il presidente Nico Gronchi, il caro carburanti non può essere gestito soltanto attraverso misure «di breve durata e a efficacia limitata». Il timore è che prezzi elevati e instabili penalizzino anche il turismo di settembre, quando sono attesi almeno 15 milioni di visitatori e si trasferiscano progressivamente ai costi di trasporto e distribuzione, alimentando l’inflazione.

Un intervento strutturale potrebbe comprendere un meccanismo automatico e trasparente di compensazione tra maggior gettito Iva e accise, sostegni mirati alle famiglie vulnerabili e alle imprese ad alta intensità di trasporto, oltre a politiche per ridurre la dipendenza dagli shock petroliferi internazionali. Una riduzione generalizzata e permanente delle accise avrebbe infatti costi rilevanti per il bilancio pubblico e finirebbe per beneficiare anche i consumatori con redditi più elevati.

La richiesta di Confesercenti segnala quindi un problema più ampio del costo delle vacanze. Il carburante rappresenta una voce difficilmente comprimibile e un rincaro prolungato si trasmette lungo l’intera filiera economica. Il dato di 1,8 miliardi resta una stima associativa basata sull’ipotesi di consumi costanti, non una rendicontazione ufficiale della spesa turistica; offre però una misura attendibile dell’ordine di grandezza dello shock subito dagli automobilisti durante l’estate.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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Gli articoli pubblicati su questa testata rispettano la normativa europea (AI Act) e i principi deontologici dell’Ordine dei Giornalisti. L’utilizzo costante dell’intelligenza artificiale permette la corretta verifica delle fonti e la creazione di una traccia che tenga conto dei temi più significativi. Nessun articolo può essere pubblicato autonomamente dall’intelligenza artificiale: ogni autore interviene personalmente non solo nella fase della scrittura dell’articolo, ma anche nella verifica della veridicità di notizie e dati riportati.

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