PwC abbraccia la criptovaluta: svolta strategica tra regolatori USA più favorevoli e domanda instituzionale

Redazione -

La storica reticenza delle grandi società di consulenza verso il mondo delle criptovalute sembra aver subito una svolta significativa. Come riporta il Financial Times, PwC, uno dei principali network di revisione e consulenza a livello globale, ha deciso di “lean in” cioè di addentrarsi attivamente nel settore delle crypto e degli asset digitali, in risposta a un ambiente regolatorio statunitense più favorevole e a una domanda crescente da parte di grandi imprese e istituzioni.

Per anni PwC, insieme ai suoi competitor del gruppo dei Big Four (tra cui Deloitte, EY e KPMG), aveva adottato un approccio prudente verso i fornitori di servizi legati alle criptovalute, frenato da insicurezze normative, rischi reputazionali e lacune regolatorie. La combinazione di questi fattori, acuita da eventi come il crollo di FTX nel 2022, aveva reso molte società professionali riluttanti a offrire audit e consulenze nel mondo crypto.

La svolta è arrivata con il recente cambiamento di paradigma negli Stati Uniti, dove l’amministrazione guidata da Donald Trump ha adottato politiche e leggi tese a incoraggiare l’adozione e la regolamentazione degli asset digitali. Una pietra miliare in questo percorso è il Genius Act, approvato dal Congresso e firmato nel luglio 2025, che introduce un quadro giuridico per i stablecoin e consente alle banche di emettere i propri asset digitali. Parallelamente, la nomina di regolatori pro-crypto alla US Securities and Exchange Commission (SEC) ha orientato l’agenzia verso una supervisione più strutturata e meno conflittuale rispetto al passato.

La svolta di PwC non è isolata: Deloitte ha già pubblicato una “digital assets roadmap” per la contabilità dei token, mentre KPMG ha dichiarato che il 2025 rappresenta il “tipping point” per l’adozione delle criptovalute nel business tradizionale, per offrire servizi di compliance e gestione del rischio nel campo degli asset digitali. Anche EY ha ampliato il proprio portafoglio di servizi focalizzandosi su tassazione e consulenza su fusioni e acquisizioni nel comparto crypt.

Questo cambiamento riflette un fenomeno più ampio: mentre la regolamentazione negli Stati Uniti si muove verso maggiore chiarezza e legittimazione, gli aspetti istituzionali sembrano passare da un terreno percepito come troppo rischioso a un segmento con potenziali applicazioni concrete per pagamenti, tokenizzazione di asset e infrastrutture finanziarie digitali. Per PwC, abbracciare il settore delle crypto significa non solo rispondere a una tendenza di mercato, ma posizionarsi come partner strategico per le imprese che intendono integrare tecnologie digitali emergenti nei loro modelli di business.

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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