Materie prime critiche, l’Ue al palo. A rischio la transizione energetica

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La strada per raggiungere l’autonomia strategica nell’approvvigionamento di terre rare, necessarie per la transizione energetica è ancora molto lunga e l’obiettivo del 2030 sembra un miraggio. A rivelarlo è il rapporto diffuso dalla Corte dei conti europea in cui si sottolinea che la diversificazione dei fornitori “non sta producendo risultati tangibili”, le “strozzature” ostacolano la produzione interna e il riciclaggio “è ancora agli albori”. Un miraggio anche gli obiettivi climatici e il rilancio della competitività.

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Terra rare in Cina, Turchia e Cile

La transizione dell’UE verso le energie rinnovabili dipende in larga misura da batterie, turbine eoliche e pannelli solari, che richiedono tutte materie prime essenziali quali litio, nichel, cobalto, rame e altre terre rare. La maggior parte di questi materiali è attualmente concentrata in uno o pochi Paesi terzi: Cina, ma anche la Turchia e il Cile. Bruxelles ha identificato 26 minerali ‘critici’, fondamentali per la doppia transizione verde e digitale, il cui approvvigionamento ha come deadline il 2030.

“Senza materie prime critiche non ci sarà transizione energetica, né competitività, né autonomia strategica. Purtroppo, attualmente dipendiamo in modo pericoloso da una manciata di paesi al di fuori dell’UE per l’approvvigionamento di questi materiali”, ha sottolineato Keit Pentus-Rosimannus, membro della Corte dei conti europea responsabile dell’audit. Esistono sostanzialmente tre strade per raggiungere la sicurezza dell’approvvigionamento: la diversificazione delle importazioni, l’aumento della produzione interna e il riciclaggio.

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L’Ue ha firmato 14 partenariati strategici

Per ridurre la sua dipendenza dalla Cina, che lo scorso anno ha imposto divieti di esportazione su alcune terre rare, l’UE ha firmato negli ultimi cinque anni 14 partenariati strategici sulle materie prime critiche. Secondo il rapporto della Corte dei conti, tali sforzi “non hanno ancora prodotto risultati tangibili”: tra il 2020 e il 2024, le importazioni da questi Paesi partner – tra cui Canada, Cile, Namibia, Zambia, Ucraina, Argentina, Australia, Sudafrica, Norvegia, Kazakistan, Uzbekistan – sono addirittura diminuite per la metà delle materie prime critiche.

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La legge UE prevede inoltre che entro il 2030 almeno il 25 per cento delle materie prime critiche provenga da fonti riciclate. Anche qui, “le prospettive non sono promettenti”: secondo i dati raccolti dalla Corte, che si riferiscono alla fine del 2024, 7 dei 26 materiali strategici individuati dall’UE hanno tassi di riciclaggio compresi tra l’1 e il 5 per cento, mentre 10 non vengono riciclati affatto. Per di più, evidenzia il rapporto, la maggior parte degli obiettivi di riciclaggio sono generali, non specifici per le singole materie prime, e dunque non incentivano il riciclaggio dei materiali più difficili da estrarre e con costi di lavorazione più elevati.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

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Paolo Brambilla, Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è direttore responsabile de "La Mia Finanza" e di "Trendiest Media Agenzia di stampa". Laureato a pieni voti in Economia e Commercio alla Bocconi (qualche decennio fa) con un breve Master a Harvard e un corso di copywriting a Berkeley, è membro attivo di numerosi club, fra i quali il "Rotary Club Milano Porta Vercellina" e il "Cambridge University Yacht Club". Rappresenta l'Italia a Bruxelles nell'associazione "Better Finance" a tutela di investitori e risparmiatori.
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Gli articoli pubblicati su questa testata rispettano la normativa europea (AI Act) e i principi deontologici dell’Ordine dei Giornalisti. L’utilizzo costante dell’intelligenza artificiale permette la corretta verifica delle fonti e la creazione di una traccia che tenga conto dei temi più significativi. Nessun articolo può essere pubblicato autonomamente dall’intelligenza artificiale: ogni autore interviene personalmente non solo nella fase della scrittura dell’articolo, ma anche nella verifica della veridicità di notizie e dati riportati.

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