Cessione del quinto della pensione: dal 1° luglio nuove soglie INPS fino a settembre
Dal 1° luglio 2026 sono in vigore i nuovi tassi di riferimento per la cessione del quinto della pensione. L’aggiornamento, valido fino al 30 settembre, è stato recepito dall’INPS con il messaggio n. 2145 del 30 giugno 2026, in seguito al decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 31747 del 23 giugno 2026.

La revisione riguarda i prestiti concessi da banche e intermediari finanziari convenzionati e stabilisce sia i tassi medi di mercato sia le soglie TAEG che non possono essere superate nei finanziamenti destinati ai pensionati.
Come funziona la cessione del quinto
La cessione del quinto è una forma di prestito personale in cui la rata viene trattenuta direttamente dall’assegno pensionistico. La trattenuta non può superare il 20% della pensione netta e viene versata dall’INPS all’istituto finanziatore per tutta la durata del prestito. Per tutelare i pensionati, l’Istituto verifica preventivamente che il costo complessivo del finanziamento rispetti i limiti fissati dalla normativa, impedendo l’applicazione di condizioni economiche superiori alle soglie consentite.
I nuovi tassi validi dal 1° luglio al 30 settembre 2026
Per il terzo trimestre 2026 il Ministero dell’Economia ha fissato i Tassi Effettivi Globali Medi (TEGM) rilevati dalla Banca d’Italia: per i prestiti fino a 15.000 euro il tasso medio è del 13,8700%, con soglia antiusura al 21,3375%; per i prestiti superiori a 15.000 euro il tasso medio è del 9,5700%, con soglia antiusura al 15,9625%. Su questa base l’INPS ha aggiornato anche i limiti TAEG applicabili ai prestiti con cessione del quinto concessi ai pensionati in regime di convenzionamento.
Le soglie cambiano in base all’età
Il costo massimo del finanziamento varia in funzione dell’età che il pensionato avrà alla conclusione del piano di rimborso. Per i prestiti fino a 15.000 euro il TAEG massimo è pari al 10,04% fino a 59 anni, sale al 10,84% tra 60 e 64 anni, all’11,64% tra 65 e 69 anni, al 12,34% tra 70 e 74 anni e raggiunge il 13,14% tra 75 e 79 anni. Per i finanziamenti superiori a 15.000 euro i limiti sono pari al 7,81% fino a 59 anni, all’8,61% tra 60 e 64 anni, al 9,41% tra 65 e 69 anni, al 10,11% tra 70 e 74 anni e al 10,91% tra 75 e 79 anni. Per i pensionati oltre i 79 anni, i limiti coincidono con le soglie antiusura: 21,3375% per i prestiti fino a 15.000 euro e 15,9625% per quelli di importo superiore.
Il controllo automatico dell’INPS
Le verifiche vengono effettuate attraverso la procedura informatica Quote Quinto. Quando una banca o una finanziaria trasmette un piano di ammortamento, il sistema confronta automaticamente il TAEG applicato con il limite previsto per la fascia di età del pensionato e per l’importo richiesto. Se il tasso supera la soglia consentita, il piano non viene accettato e non può essere notificato all’INPS, impedendo che venga avviata una trattenuta non conforme sul cedolino pensionistico.
Cosa verificare prima di firmare
Per chi sta valutando una cessione del quinto, il parametro più importante da controllare è il TAEG e non soltanto il tasso di interesse nominale. Il TAEG comprende infatti spese di istruttoria, commissioni, costi assicurativi e tutti gli altri oneri collegati al finanziamento, offrendo un’indicazione del costo complessivo del prestito. Le soglie aggiornate resteranno in vigore fino al 30 settembre 2026: dal 1° ottobre entreranno in vigore i nuovi valori trimestrali, determinati dal Ministero dell’Economia sulla base delle rilevazioni della Banca d’Italia e recepiti dall’INPS.





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