Manovra 2027, tasse più basse sugli aumenti di stipendio per i giovani: l’ipotesi del governo

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Tra le misure che potrebbero entrare nel dibattito sulla Manovra 2027 prende forma anche un intervento per favorire la crescita degli stipendi dei giovani lavoratori. L’ipotesi è stata illustrata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e prevede un possibile trattamento fiscale agevolato sulla parte di retribuzione derivante da un aumento salariale.

L’idea è quella di costruire un meccanismo condiviso con le imprese: le aziende che decidessero di aumentare lo stipendio dei dipendenti più giovani potrebbero beneficiare, per la quota aggiuntiva riconosciuta al lavoratore, di una tassazione sostitutiva più favorevole rispetto alle ordinarie aliquote Irpef.

Lugano Finance Forum, 24 novembre 2026, Palazzo dei Congressi, Lugano - media partner Lamiafinanza.it

L’obiettivo è intervenire sui livelli retributivi dei giovani che si affacciano al mercato del lavoro, spesso alle prese con stipendi considerati insufficienti rispetto al costo della vita e alle prospettive di carriera. Secondo Giorgetti, la leva fiscale potrebbe accompagnare e incentivare la disponibilità delle imprese a riconoscere aumenti salariali.

Il precedente della Manovra 2026

La proposta guarda anche a un meccanismo già sperimentato con la precedente Legge di Bilancio. La Manovra 2026 aveva introdotto una tassazione agevolata al 5% su determinate somme corrisposte ai lavoratori in seguito al rinnovo dei contratti collettivi nazionali.

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Il modello potrebbe essere ripreso, ma con una finalità diversa. Invece di applicarsi alle somme legate ai rinnovi contrattuali, l’agevolazione sarebbe infatti collegata agli aumenti di stipendio concessi direttamente dalle imprese ai giovani dipendenti.

Nel confronto sulla prossima Manovra resta inoltre aperto il tema della flat tax per le partite Iva. Giorgetti ha riaperto la possibilità di innalzare dagli attuali 85 mila a 100 mila euro la soglia di reddito per l’accesso al regime forfettario, ipotesi sostenuta da tempo dalla Lega. L’operazione, tuttavia, richiederebbe un intervento sui vincoli europei che regolano il regime agevolato.

Come potrebbe funzionare l’agevolazione

Il meccanismo ipotizzato sarebbe relativamente semplice. Un’azienda riconosce a un giovane dipendente un aumento della retribuzione e, sulla sola quota aggiuntiva, viene applicata un’aliquota fissa e più bassa rispetto alla tassazione Irpef ordinaria.

Lo sconto fiscale, quindi, non riguarderebbe l’intero stipendio, ma esclusivamente l’incremento riconosciuto dall’impresa. Il vantaggio sarebbe così direttamente legato alla scelta dell’azienda di aumentare la retribuzione del dipendente.

Restano però ancora da definire gli elementi centrali della misura. Non sono stati indicati né l’eventuale aliquota agevolata né un tetto di reddito per poter accedere al beneficio. Dovranno inoltre essere stabilite le caratteristiche degli aumenti salariali ammessi alla tassazione ridotta.

Chi potrebbe beneficiarne

Anche la platea dei destinatari è ancora da definire. Il riferimento ai giovani lavoratori non è stato accompagnato da un limite anagrafico preciso e non è chiaro se l’agevolazione sarà legata anche al livello di reddito.

Una delle ipotesi potrebbe prevedere il beneficio per tutti i dipendenti al di sotto di una determinata età. Un’altra possibilità è invece quella di concentrarsi sui lavoratori assunti da pochi anni, individuando così una platea più circoscritta.

Non è escluso, inoltre, l’inserimento di una soglia reddituale, eventualmente combinata con un requisito anagrafico o legato all’anzianità lavorativa.

Da chiarire anche quali aumenti potranno rientrare nel regime agevolato. La misura potrebbe essere limitata agli incrementi decisi autonomamente dalle aziende oppure comprendere anche alcune componenti salariali derivanti dalla contrattazione collettiva.

L’obiettivo: aumentare gli stipendi e trattenere i giovani

L’eventuale intervento si inserirebbe nel più ampio obiettivo di sostenere il potere d’acquisto e rendere più attrattive le retribuzioni, soprattutto nelle prime fasi della carriera.

La leva fiscale potrebbe inoltre essere utilizzata per contrastare la fuga dei giovani qualificati, incentivando le imprese a offrire condizioni economiche migliori e prospettive professionali più competitive.

Per Giorgetti, il tema si lega anche alla necessità di creare un contesto favorevole al ritorno dei giovani all’imprenditorialità. La strategia indicata dal ministro punta quindi a utilizzare la fiscalità come strumento per sostenere sia la capacità delle aziende di remunerare il lavoro sia la creazione di nuove opportunità professionali.

Per ora, tuttavia, la tassazione agevolata sugli aumenti di stipendio per i giovani resta un’ipotesi allo studio. Saranno il confronto con le imprese e il percorso della prossima Legge di Bilancio a stabilire se la proposta diventerà una misura concreta e, soprattutto, quali saranno i requisiti, i limiti e l’effettivo vantaggio fiscale.

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