OFDI Cina 2025: l’Italia tra i primi 10 mercati globali per M&A in Europa
di Lan Pang —
Secondo il 2025 Statistical Bulletin of China’s Outward Foreign Direct Investment, pubblicato dalla China Commerce Press Co., Ltd. nel settembre 2026, i flussi di investimenti diretti esteri in uscita (OFDI) della Cina hanno raggiunto il massimo storico di 213,58 miliardi di dollari nel 2025, registrando un incremento dell’11,1% su base annua.

Questo report fondamentale — redatto congiuntamente dal Ministero del Commercio (MOFCOM), dall’Ufficio Nazionale di Statistica (NBS) e dall’Amministrazione Statale dei Cambi (SAFE) — consolida la posizione di Pechino come seconda fonte mondiale di flussi annui di IDE e terza per stock cumulativo, che ha toccato quota 3.384,07 miliardi di dollari.
Per i mercati globali, le cifre rivelano una netta svolta strutturale: una decisa virata verso gli asset industriali europei, parallela a un’accelerata dominanza del capitale privato cinese rispetto alle imprese statali (SOE).
Quadro globale: il capitale privato sorpassa il finanziamento statale
Il record nell’allocazione annuale dei capitali è stato sostenuto principalmente da una forte impennata dei finanziamenti azionari, con i nuovi investimenti in equity cresciuti del 68% su base annua a 122,74 miliardi di dollari, rappresentando il 57,5% dei flussi annui complessivi. Nel settore non finanziario, le imprese private hanno stanziato 107,42 miliardi di dollari a livello globale (+17,6% YoY), conquistando una quota dominante del 58,7% dei flussi non finanziari annuali. Al contrario, le imprese di Stato (SOE) hanno visto i propri flussi di capitale contrarsi dell’1,8%, attestandosi a 75,69 miliardi di dollari (41,3% di quota), sebbene detengano ancora la maggioranza (64,7%) dello stock globale cumulativo della Cina in virtù dei consistenti asset infrastrutturali in portafoglio.
Architettura finanziaria: la scomposizione del settore finanziario
Dietro queste imponenti acquisizioni industriali si muove una complessa rete di canalizzazione finanziaria. Gli investimenti outbound della Cina nel settore finanziario hanno raggiunto flussi per 30,47 miliardi di dollari (+28,2% YoY), spingendo lo stock finanziario globale cumulativo a 376,44 miliardi di dollari. All’interno dei flussi del 2025, i servizi monetari e bancari hanno assorbito 25,15 miliardi di dollari (+65% YoY), incidendo per l’82,5% su tutti i flussi finanziari in uscita, in linea con la strategia di Pechino volta a ricapitalizzare le filiali estere per il regolamento diretto delle transazioni. Lo stock finanziario accumulato risulta così strutturato: i servizi finanziari monetari detengono il 55,1% (207,30 miliardi di dollari), altri servizi finanziari e veicoli di leasing il 34,5% (129,96 miliardi di dollari), i servizi per il mercato dei capitali il 7,2% (27,15 miliardi di dollari) e il comparto assicurativo il 3,2% (12,03 miliardi di dollari). A supporto di tale rete, le banche commerciali statali cinesi si sono espanse fino a contare 103 filiali e 69 sussidiarie in 51 paesi, impiegando oltre 52.000 lavoratori, con una forte strategia di localizzazione in cui il 92,3% (48.000 dipendenti) è costituito da personale assunto in loco.
Europa: creazione di posti di lavoro e hub strategici
Dopo ripetuti periodi di rallentamento, i flussi di capitale dalla Cina verso l’Unione Europea hanno registrato una decisa inversione di tendenza, rimbalzando del 106,9% su base annua a 12,17 miliardi di dollari (13,05 miliardi se si considera l’intero continentale). Alla fine del 2025, le entità cinesi gestivano più di 3.200 imprese dirette in tutti i 27 stati membri dell’UE, impiegando una forza lavoro internazionale di oltre 215.000 lavoratori europei locali. La Germania si conferma il fulcro industriale, con uno stock cumulativo di 20,23 miliardi di dollari (di cui 2,08 miliardi investiti nel 2025, +67,6%), mentre la Svezia segue a breve distanza con uno stock di 17,71 miliardi di dollari. I flussi finanziari rimangono concentrati nei Paesi Bassi, che si posizionano al primo posto in Europa per stock di investimento cumulativo a quota 42,93 miliardi di dollari (assorbendo 6,20 miliardi di dollari nel 2025), seguiti dal Lussemburgo con uno stock di 29,25 miliardi di dollari
Hub strategici: un modello di distribuzione europeo multilivello
L’allocazione del capitale cinese all’interno dell’Unione Europea segue una strategia fortemente concentrata e specializzata.
Le configurazioni aziendali chiave illustrano questa divisione geografica delle funzioni:
• I gateway finanziari e di canalizzazione: Paesi Bassi (42,93 miliardi di dollari di stock) e Lussemburgo (29,25 miliardi di dollari di stock) fungono da piattaforme primarie per le strutture di holding societarie, la logistica e le operazioni bancarie denominate in euro.
• I motori industriali e gli obiettivi tecnologici: Germania (20,23 miliardi di dollari di stock) e Svezia (17,71 miliardi di dollari di stock) catalizzano i grandi impegni industriali nei settori della manifattura avanzata e dell’industria pesante.
• Il focus sulla componentistica di precisione: L’Italia (~3,50 miliardi di dollari di stock) opera come destinazione strategica mirata all’acquisizione di meccanica di alta gamma e all’integrazione della catena di fornitura.
Focus M&A: l’Italia entra nella Top 10 globale
A causa degli aggiustamenti macroeconomici, le fusioni e acquisizioni (M&A) transfrontaliere in uscita dalla Cina hanno subito un rallentamento globale, flettendo del 40,3% a quota 15,34 miliardi di dollari. Nonostante questa contrazione su scala mondiale, l’Italia ha consolidato la propria posizione di target europeo prioritario per le operazioni strategiche. Nel 2025, il mercato italiano si è posizionato con successo tra le Top 10 destinazioni globali per valore delle transazioni M&A estere cinesi, posizionandosi all’8° posto assoluto. Si è unita alla Germania (5°) e ai Paesi Bassi (6°) come una delle sole tre nazioni dell’Europa continentale a entrare nella fascia di vertice. L’afflusso di capitali nel Paese è guidato da operazioni altamente mirate, volte a rilevare aziende di ingegneria di precisione e produttori di componenti specializzati da integrare all’interno delle catene globali di approvvigionamento manifatturiero.
Fonti: Ministero del Commercio della Repubblica Popolare Cinese
Per approfondire: 商务部、国家统计局和国家外汇局联合发布 《2025年度中国对外直接投资统计公报》
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