Prepensionamento dei giornalisti, l’INPS sblocca le domande presentate entro il 27 ottobre
Le pratiche riguardano i professionisti dipendenti da imprese editoriali in crisi. Nuove risorse per 4,6 milioni nel 2026 e 1,7 milioni nel 2027

L’INPS ha dato il via libera alla definizione delle domande di prepensionamento presentate entro il 27 ottobre 2026 dai giornalisti iscritti al Fondo pensioni lavoratori dipendenti e impiegati presso aziende editoriali in stato di crisi. Le strutture territoriali dell’Istituto potranno quindi procedere all’esame e alla conclusione delle pratiche interessate.
Lo sblocco è stato reso possibile dall’approvazione della legge n. 174 del 2026, che ha convertito il decreto-legge n. 144 del 2026. L’articolo 10 del provvedimento ha stanziato risorse aggiuntive pari a 4,6 milioni di euro per il 2026 e a 1,7 milioni per il 2027, consentendo di ampliare la copertura finanziaria dell’intervento.
La misura rappresenta un passaggio importante per i lavoratori del settore editoriale coinvolti in ristrutturazioni, riduzioni degli organici e procedure di crisi. Il trattamento è quello disciplinato dall’articolo 37, comma 1, lettera b), della legge 5 agosto 1981, n. 416, storicamente destinato ad accompagnare l’uscita anticipata dal lavoro dei giornalisti professionisti dipendenti da determinate imprese editoriali.
Chi può accedere al trattamento
Il prepensionamento riguarda i giornalisti professionisti dipendenti da aziende editrici di quotidiani e periodici e da agenzie di stampa a diffusione nazionale, purché ricorrano le condizioni previste dalla normativa e dalla procedura di crisi aziendale.
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Non si tratta quindi di una forma generalizzata di pensionamento anticipato aperta a tutti i giornalisti, ma di uno strumento specifico per determinate categorie di lavoratori subordinati dell’editoria. Restano decisivi la tipologia dell’impresa, l’inquadramento professionale, la presenza di un piano di riorganizzazione e il possesso dei requisiti contributivi richiesti.
La gestione del trattamento è oggi affidata all’INPS. La competenza è passata dall’INPGI all’Istituto nazionale di previdenza in seguito al trasferimento della funzione previdenziale disposto dalla legge di Bilancio 2022.
La collaborazione tra INPS e Ministero del Lavoro
Il direttore centrale Pensioni dell’INPS, Domenico De Fazio, ha sottolineato il ruolo della collaborazione tra l’Istituto e il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. L’obiettivo, ha spiegato, è assicurare il trattamento a tutti gli aventi diritto attraverso l’individuazione delle risorse necessarie, «senza pregiudicare altre categorie di utenti».
L’intervento permette di superare l’incertezza che gravava sulle domande già presentate, ma non equivale a un’accettazione automatica. Ogni pratica dovrà essere verificata dalle strutture territoriali dell’INPS, che accerteranno il possesso dei requisiti e la corretta applicazione delle disposizioni previste per le imprese editoriali in crisi.
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