Manovra da 23,5 miliardi, Giorgetti: «La coperta è corta»

La notizia in sintesi
- La manovra vale 23,5 miliardi: circa 9 restano per le misure diverse da energia e difesa.
- Allo studio agevolazioni fiscali per giovani, assunzioni e madri: nessuna misura è ancora definitiva.
- Il governo cerca maggiore flessibilità europea e un contributo di 5 miliardi dal settore finanziario.
- Secondo Il Messaggero, la Bei ha approvato un prestito da un miliardo per il trasporto sostenibile.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Manovra da 23,5 miliardi, Giorgetti avverte sui margini stretti
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti richiama il governo Meloni alla prudenza sulla legge di bilancio: «La coperta è corta». Il quadro riportato il 24 ottobre 2026 da ANSA, nella ricostruzione di Enrica Piovan, prevede il passaggio in Consiglio dei ministri nella settimana successiva, mentre prosegue il confronto con Bruxelles. La manovra vale 23,5 miliardi, ma circa 9 restano disponibili al netto della flessibilità destinata a energia e difesa.
Inflazione e tensioni internazionali impongono scelte selettive: le priorità sono giovani, famiglie, sanità e ceto medio. Il vicepremier Antonio Tajani sostiene interventi per ridurre le tasse ai giovani e agevolare i congedi parentali.
Giovani, madri e Irpef: le ipotesi dipendono dalle coperture
Tra le proposte più definite figurano le maxideduzioni per le assunzioni: quella per i giovani salirebbe dal 130% al 140%, quella per le giovani donne madri dal 130% al 180%. Per aumentare gli stipendi giovanili si valutano anche una tassazione agevolata, sconti Irpef o un conguaglio: sono alternative allo studio, non benefici approvati. Forza Italia chiede di estendere il taglio dell’Irpef almeno fino a 55mila euro e sostiene aiuti per le spese sanitarie dei più fragili.
La Lega insiste sull’uscita pensionistica a 64 anni, ma le coperture restano difficili; Noi Moderati propone una cedolare secca al 5% sugli affitti a lungo termine. Il governo attende inoltre chiarimenti europei sull’impiego della flessibilità energetica: da quel confronto dipende parte dello spazio effettivo per gli interventi. Sul finanziamento pesa la richiesta di 5 miliardi al settore finanziario, contestata dal presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, che richiama il rispetto dell’accordo precedente e dei diritti degli azionisti.
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La segretaria della Cisl, Daniela Fumarola, chiede di concentrare le risorse su pochi obiettivi, evitando bonus elettorali distribuiti a pioggia. La selezione delle misure resta quindi subordinata alle risorse effettivamente disponibili.
Trasporti sostenibili, il prestito europeo resta distinto dagli sgravi
Un capitolo distinto riguarda gli investimenti: secondo Il Messaggero, la Banca europea per gli investimenti ha approvato un prestito da un miliardo per metropolitane e treni a emissioni zero. Le risorse coprirebbero metà di un piano del ministero delle Infrastrutture da circa 2 miliardi. L’istituto, che ha come vicepresidente italiana Gelsomina Vigliotti, potrebbe offrire condizioni più convenienti rispetto all’emissione di Btp.
Si tratta però di finanziamenti a debito per progetti specifici, non di risorse liberamente disponibili per ampliare gli sgravi fiscali.
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