Mbappé, bufera in Cina per una battuta su Mao in un video: che cosa ha detto. Gli sponsor interrompono le collaborazioni
Il fuoriclasse francese del Real Madrid si scusa dopo la diffusione di un video sui social
Diverse aziende cinesi hanno annunciato la fine dei rapporti commerciali, mentre la polemica si allarga anche al mondo del calcio spagnolo.
Una battuta su Mao Zedong, fondatore della Repubblica popolare cinese, scatena una bufera attorno a Kylian Mbappé. L’attaccante del Real Madrid e capitano della nazionale francese è finito al centro delle polemiche dopo la diffusione online di un video nel quale sembra ironizzare sul leader cinese. La vicenda ha provocato una forte reazione sui social e spinto diversi importanti marchi del Paese asiatico a interrompere le collaborazioni commerciali con il calciatore.
Di fronte all’ondata di critiche, Mbappé ha chiesto scusa, riconoscendo l’inappropriatezza delle proprie parole e ammettendo di aver ferito la sensibilità di molte persone in Cina e nelle comunità cinesi nel mondo.
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Il video finito al centro della polemica
All’origine della controversia c’è una clip in cui il campione francese racconta quale sia il meme più divertente visto su di sé. «Credo un dittatore cinese», afferma, riferendosi a un fotomontaggio nel quale il suo volto è sovrapposto a quello di un leader politico. Il riferimento apparente è a Mao Zedong, figura storica particolarmente sensibile nella memoria collettiva cinese.
La diffusione del filmato ha rapidamente alimentato le reazioni negative. In Cina, infatti, le battute considerate irrispettose nei confronti di Mao possono suscitare forti polemiche, soprattutto quando coinvolgono personaggi pubblici di grande visibilità internazionale.
Dongpeng e Mengniu chiudono i rapporti commerciali
Tra le prime aziende a prendere posizione c’è Dongpeng, colosso cinese delle bevande energetiche e sportive, che ha annunciato l’interruzione immediata di ogni collaborazione con Mbappé.
«La nostra azienda si oppone fermamente e adotta una politica di tolleranza zero nei confronti di qualsiasi comportamento che offenda i sentimenti nazionali», ha dichiarato il gruppo.
La decisione assume un peso particolare alla luce della visibilità conquistata dal calciatore sul mercato cinese. Durante i Mondiali di quest’anno, gli spot di Dongpeng trasmessi nel Paese avevano utilizzato immagini di Mbappé, 27 anni, generate con l’intelligenza artificiale, mentre beveva una bevanda sportiva del marchio.
Anche Mengniu, uno dei principali produttori lattiero-caseari cinesi, ha annunciato la fine del rapporto commerciale con il giocatore, dichiarando di opporsi a parole e comportamenti che feriscano i sentimenti del popolo cinese.
Secondo quanto riferito da Reuters, anche Eastroc Beverage e Shanghai Milkground, azienda attiva nel settore dei formaggi, avrebbero interrotto le collaborazioni con il fuoriclasse francese.
La reazione dei social e dei media cinesi
La vicenda è rapidamente diventata uno degli argomenti più discussi su Weibo, una delle principali piattaforme social cinesi. L’hashtag dedicato alla decisione di Dongpeng di interrompere la collaborazione con Mbappé ha raggiunto la vetta delle tendenze.
Diversi utenti hanno giudicato le parole attribuite al calciatore una violazione di una linea rossa, chiedendo anche che la sua immagine venisse rimossa dalle confezioni dei prodotti sponsorizzati.
Critiche sono arrivate inoltre da Dongqiudi, uno dei principali portali cinesi dedicati al calcio, che ha definito le dichiarazioni offensive nei confronti della Cina, dei suoi cittadini e dei tifosi.
Secondo quanto riportato dai media cinesi, anche la televisione di Stato avrebbe sospeso la trasmissione delle partite della Liga spagnola e rimosso le pubblicità legate al giocatore. Informazioni che, se confermate, potrebbero ampliare ulteriormente le conseguenze della vicenda, coinvolgendo non soltanto gli accordi commerciali personali di Mbappé, ma anche la presenza del campionato spagnolo sul mercato cinese.
Fino allo scoppio della polemica, il francese godeva di una notevole popolarità nel Paese asiatico, dove era seguito da milioni di utenti sui social. Tra i tifosi cinesi è conosciuto anche con il soprannome di «Guigui», traducibile come «tartaruga», nato da un meme online che lo associa ai personaggi delle Tartarughe Ninja.
Le scuse del calciatore e la posizione della Liga
Dopo le reazioni suscitate dal video, Mbappé ha riconosciuto la gravità dell’impatto delle proprie parole e ha rivolto le proprie scuse al pubblico cinese.
«Il mio commento è stato inappropriato e ora capisco che ha ferito molte persone in Cina e nelle comunità cinesi in tutto il mondo. Chiedo scusa a tutti coloro che sono stati turbati dalle mie parole», ha dichiarato.
Anche la Liga, il massimo campionato spagnolo, ha espresso rammarico per l’offesa arrecata ai tifosi cinesi, precisando che le dichiarazioni sono state rilasciate a titolo personale e non rappresentano la posizione dell’organizzazione.
La presa di distanza della Liga evidenzia la portata della controversia, che rischia di andare oltre la sfera personale del campione francese. Le interruzioni delle sponsorizzazioni e le reazioni del pubblico cinese mettono infatti in luce il peso della reputazione degli atleti internazionali nei mercati globali, dove una dichiarazione può avere conseguenze immediate non soltanto sull’immagine di un singolo sportivo, ma anche sui rapporti commerciali che ruotano attorno alla sua notorietà.
La Cina rivede la sua posizione su Kylian Mbappè
“Prendiamo sul serio le scuse presentate dalla persona in questione”, ha affermato il portavoce del Ministero degli Affari Esteri, Guo Jiakun, durante un regolare briefing con la stampa, in merito al caso diplomatico nato per le dichiarazioni del campione francese del Real Madrid sull’ex leader cinese Mao Zedong.
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