Mps, Intesa: banche in rosso a Piazza Affari. Riflettori sul risiko bancario, ultime mosse

Seduta negativa per il comparto bancario a Piazza Affari, dove prevalgono le vendite sui principali titoli del settore. MPS cede l’1,17%, Intesa Sanpaolo perde l’1,09%, Banco BPM arretra dell’1,2%, così come Mediobanca. In flessione anche Banca Generali (-0,5%) e BPER (-0,9%).
A catalizzare l’attenzione degli investitori è soprattutto l’evoluzione del risiko bancario, dopo la decisione dell’assemblea di Banca Monte dei Paschi di Siena di respingere le offerte pubbliche di scambio (OPS) su Banco BPM e Banca Generali, oltre alla proposta di riduzione volontaria del capitale sociale. Una bocciatura che fa venir meno la strategia difensiva messa a punto da MPS per contrastare l’operazione promossa da Intesa Sanpaolo.
Intesa Sanpaolo conferma l’OPAS su MPS
Intesa Sanpaolo ha ribadito la volontà di proseguire con l’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria (OPAS) sulla totalità delle azioni ordinarie di MPS. L’istituto ha inoltre precisato che, in caso di perfezionamento dell’operazione e qualora sussistano i relativi presupposti, promuoverà un’offerta pubblica obbligatoria sulle azioni ordinarie di Mediobanca non detenute né da MPS né dalla stessa Intesa Sanpaolo.
Messina: «Entro novembre attesa la risposta dell’Antitrust»
Sul fronte regolamentare, l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, si attende che l’iter antitrust possa concludersi entro la fine di novembre. «Mi aspetto che ragionevolmente entro la fine di novembre si completi il percorso dell’Antitrust», ha dichiarato a margine della 102ª Giornata mondiale del risparmio.
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Il manager ha tuttavia precisato che le tempistiche dipenderanno dalle valutazioni dell’Autorità, nei confronti della quale ha ribadito «piena fiducia».
Messina ha espresso soddisfazione per l’esito dell’assemblea straordinaria di MPS, sottolineando la netta bocciatura delle proposte alternative all’offerta di Intesa. «È una risposta chiara e con proporzioni veramente molto significative», ha commentato, ricordando che le aspettative iniziali indicavano una maggioranza contraria intorno al 30%, mentre il voto ha registrato un consenso superiore al 90% a favore della prosecuzione dell’operazione di Intesa.
Meno scontato, secondo l’amministratore delegato, è stato invece il voto contrario alla fusione con Mediobanca, anch’essa prevista nei piani di Montepaschi.
Nessun rilancio sull’offerta
Messina ha inoltre escluso categoricamente la possibilità che Intesa Sanpaolo possa migliorare i termini economici dell’offerta su MPS. A chi gli chiedeva se fosse previsto un rilancio, il numero uno della banca ha risposto con un netto: «Assolutamente no».
L’attenzione resta ora concentrata sul pronunciamento dell’Antitrust e sui prossimi passaggi necessari per il completamento dell’operazione.
Messina: «Garanzie sull’occupazione e investimenti sul territorio»
Sul tema delle ricadute occupazionali, Messina ha voluto rassicurare dipendenti e territori coinvolti, sostenendo che il progetto di Intesa Sanpaolo prevede «una totale garanzia di occupazione» e l’impegno ad assumere giovani.
«Credo che sia la migliore garanzia per il territorio, per le persone», ha affermato, rivendicando la particolare attenzione dell’istituto verso il capitale umano. L’amministratore delegato ha infine annunciato importanti investimenti sul territorio, invitando a valutare le proposte di Intesa con serenità, ora che, dopo il voto dell’assemblea di MPS, sono venute meno le strategie difensive alternative.
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