Attacchi hacker ai frigoriferi, Europa sotto scacco. Nel mirino anche l’Italia, che cosa si sa

La notizia in sintesi
- Attacchi informatici alla refrigerazione anche in Italia: indagini su episodi in Sicilia ed Emilia Romagna.
- Palazzo Chigi riferisce un impatto limitato e nessun rischio sanitario emerso riconducibile allo scongelamento.
- Gli accessi abusivi colpiscono le centraline che gestiscono gli impianti, modificandone i parametri da remoto.
- L’Acn chiede protezioni immediate; autori e possibile coordinamento degli attacchi non sono accertati.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Attacchi alla catena del freddo, in Italia impatto limitato
La Polizia Postale indaga sugli attacchi informatici ai sistemi di refrigerazione in Italia, con episodi in Sicilia ed Emilia Romagna, nel quadro delle intrusioni europee iniziate il 12 ottobre in Francia. Gli accessi abusivi prendono di mira i controlli degli impianti, consentendo di alterare le temperature e compromettere la conservazione alimentare. Dopo una riunione con il sottosegretario Alfredo Mantovano, il ministro Francesco Lollobrigida, intelligence e Agenzia per la cybersicurezza nazionale, Palazzo Chigi ha riferito un impatto limitato.
Non sono emersi rischi per la salute riconducibili allo scongelamento: le anomalie vengono segnalate ai Nas dei Carabinieri per consentire interventi tempestivi, mentre prosegue il monitoraggio della filiera alimentare.
Centraline esposte e responsabilità ancora da accertare
Il bersaglio sono le centraline di telegestione: interfacce accessibili da Internet possono permettere modifiche a temperature, cicli di sbrinamento e altri parametri. Secondo il governo, le poche unità commerciali interessate in Italia presentavano soprattutto protezioni obsolete e carenze nell’autenticazione; gran parte della distribuzione dispone invece di difese aggiornate. Umberto Rapetto, generale della riserva della Guardia di finanza, spiega che queste intrusioni non richiedono necessariamente competenze particolarmente sofisticate.
Non esistono un’attribuzione ufficiale o rivendicazioni degli attacchi recenti, né prove che tutti gli episodi rispondano a un’unica regia. Lo studio di Forescout documenta precedenti rivendicati da gruppi filorussi, senza attribuire loro questa sequenza: Rafe Pilling, di Sophos, considera plausibili sia un’operazione sostenuta da uno Stato sia l’azione individuale, mentre Tom Hegel, di SentinelOne, evidenzia la difficoltà di identificare gli autori dalle tracce disponibili. Sul piano politico, Giovanni Donzelli, vicepresidente del Copasir, richiama la guerra ibrida e gli investimenti nella sicurezza; Matteo Salvini rimanda le valutazioni sulla pista russa ai servizi, mentre la commissaria europea Hadja Lahbib invita alla vigilanza contro minacce che investono anche infrastrutture quotidiane come i supermercati, oltre ai sistemi di comunicazione e agli ospedali.
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Le misure richieste alle aziende della filiera alimentare
La risposta dell’Acn riguarda distribuzione, logistica alimentare, refrigerazione industriale e manutentori: verificare i sistemi esposti su Internet e separarli dalle reti aziendali ordinarie. Per gli accessi remoti indica VPN protette con autenticazione a più fattori, controllo degli account privilegiati e aggiornamento o sostituzione dei dispositivi non più supportati. Chiede inoltre di confrontare le configurazioni con quelle autorizzate e segnalare tempestivamente gli incidenti al Csirt Italia.
Per gli interventi più lunghi, le imprese devono formalizzare un piano di adeguamento delle protezioni.
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