Apple, ricavi trimestrali oltre le attese grazie a iPhone. Ma il titolo perde il 2,8% ecco perché

Apple chiude il quarto trimestre fiscale 2026 con risultati superiori alle aspettative sul fronte dei ricavi, sostenuti soprattutto dalle vendite di iPhone. A deludere il mercato sono però le prospettive sulla redditività, con una previsione di margine lordo per il trimestre in corso inferiore al consensus degli analisti. Una combinazione che ha penalizzato il titolo, sceso del 2,8% nelle contrattazioni after-hours a Wall Street.
Ricavi in crescita del 12%, iPhone protagonista
Nel quarto trimestre dell’esercizio fiscale 2026, conclusosi il 26 settembre, il gruppo di Cupertino ha registrato ricavi per 114,5 miliardi di dollari, in aumento del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e oltre le attese del mercato. Il dato evidenzia tuttavia un rallentamento rispetto alla crescita del 16% riportata nel trimestre precedente.
A trainare i risultati è stato soprattutto l’iPhone, che ha generato ricavi per 57,6 miliardi di dollari, in crescita del 17% su base annua e superiori ai 56,5 miliardi stimati dagli analisti. Più deboli, invece, le performance di iPad, del mercato cinese e del comparto dei dispositivi indossabili.
Il margine lordo si è attestato al 47,9%, beneficiando per circa un punto percentuale dell’impatto positivo dei rimborsi tariffari. L’utile diluito per azione ha raggiunto 2,10 dollari, in crescita del 14% su base annua, includendo un contributo positivo di 0,05 dollari legato ai rimborsi dei dazi.
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Previsioni positive sui ricavi, ma aumentano i costi
Per il trimestre di dicembre, tradizionalmente strategico per la stagionalità degli acquisti, Apple prevede una crescita del fatturato compresa tra il 7% e il 10%, superiore al +6,1% atteso dagli analisti. Se confermata, la previsione porterebbe la società a registrare il trimestre con i maggiori ricavi della propria storia.
Meno brillanti le indicazioni sul comparto dei Servizi
Apple stima infatti un rallentamento della crescita dei ricavi all’8-9%, rispetto al 9,8% registrato nel trimestre di settembre, quando il fatturato della divisione aveva raggiunto il record di 31,6 miliardi di dollari. Tra i fattori che potrebbero incidere sull’andamento del segmento figurano le pressioni legate alle licenze di terze parti e le oscillazioni dei tassi di cambio.
A preoccupare maggiormente gli investitori sono tuttavia le prospettive sulla marginalità. L’azienda prevede per il trimestre di dicembre un margine lordo compreso tra il 45% e il 46%, al di sotto del 46,3% indicato dal consensus. A pesare saranno soprattutto l’aumento dei costi dei chip di memoria e le spese legate al lancio di Siri AI.
Dividendo confermato a 0,27 dollari per azione
Sul fronte della remunerazione degli azionisti, il consiglio di amministrazione ha approvato la distribuzione di un dividendo cash pari a 0,27 dollari per azione ordinaria. Il pagamento è previsto per il 16 novembre.
Il management guarda alla stagione natalizia
Nel commentare i risultati, John Ternus, CEO di Apple, ha sottolineato la solidità della performance trimestrale e il raggiungimento di nuovi record.
«Oggi Apple è orgogliosa di annunciare un fatturato record di 114,5 miliardi di dollari per il trimestre di settembre, in crescita del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con iPhone che ha raggiunto un record per il trimestre di settembre e i Servizi che hanno toccato il massimo storico, coronando il nostro miglior anno fiscale di sempre», ha dichiarato Ternus.
Il vertice del gruppo ha inoltre evidenziato la portata delle novità introdotte nella gamma di prodotti, citando iPhone Duo, iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max, insieme alla nuova generazione di dispositivi per la casa e all’arrivo di Touch su Mac.
«Insieme alla nuovissima Siri AI, si tratta di una gamma incredibile che ci accompagnerà verso le festività natalizie», ha concluso il CEO.
Il quadro che emerge è dunque quello di un gruppo ancora capace di superare le aspettative sul fatturato, grazie soprattutto alla forza dell’iPhone, ma chiamato a confrontarsi con costi crescenti e margini sotto pressione. Proprio questo squilibrio tra crescita commerciale e redditività rappresenta il principale elemento di cautela per il mercato.
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