Ferrari, stime 2026 alzate e ordini fino al 2028: perché il titolo è salito del 4,47% in Borsa
Ferrari ha chiuso la seduta di martedì 3 novembre con un rialzo del 4,47%, tra i migliori di Piazza Affari, in una giornata in cui il listino milanese è rimasto quasi fermo e Stellantis ha perso il 3,88%. Il gruppo di Maranello ha pubblicato i conti del terzo trimestre, con margini superiori alle attese, e ha alzato per la seconda volta le stime sull’intero 2026.

I numeri del terzo trimestre
Tra luglio e settembre i ricavi sono stati pari a 1,896 miliardi di euro, in crescita del 7% e del 10% a cambi costanti. L’Ebitda è salito del 12% a 753 milioni, con un margine del 39,7% contro il 37,9% di un anno prima, mentre l’Ebit è arrivato a 563 milioni, sempre con un aumento del 12%. L’utile netto è cresciuto del 13% a 431 milioni, pari a 2,44 euro per azione diluita contro 2,14 euro.
Il confronto con il consenso riportato da Milano Finanza mostra ricavi appena sotto gli 1,905 miliardi attesi e un utile in linea con i 432 milioni previsti, ma Ebitda ed Ebit sopra le stime, ferme a 746 e 554 milioni. Le consegne si sono fermate a 3.368 vetture, circa l’1% in meno, un dato in linea con le attese. Nell’area di Cina continentale, Hong Kong e Taiwan le auto consegnate sono state 143 contro 248, mentre sono cresciute le aree Emea, Americhe e resto dell’Asia-Pacifico.
Le nuove stime per il 2026
La società prevede ora ricavi per circa 7,65 miliardi, dai 7,60 indicati in precedenza, un Ebitda adjusted di almeno 3 miliardi, da 2,97, e un Ebit adjusted di almeno 2,285 miliardi, da 2,26. L’utile diluito per azione adjusted è atteso ad almeno 9,85 euro, da 9,68, e il free cash flow industriale fino a 1,65 miliardi, dagli almeno 1,55 miliardi di prima.
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Alla base della revisione ci sono personalizzazioni più forti del previsto, cambi meno sfavorevoli al netto delle coperture e l’ipotesi di un secondo posto nel campionato di Formula 1. Il peso delle personalizzazioni spiega anche perché i profitti siano cresciuti con un numero di auto leggermente inferiore.
Perché il titolo è sceso e poi è risalito
Subito dopo la pubblicazione dei conti le azioni hanno perso terreno, per poi recuperare e chiudere nettamente in rialzo. La società non ha dato spiegazioni su questo movimento, ma i dati che possono aver convinto il mercato riguardano la cassa e gli ordini. Il free cash flow industriale del trimestre è salito del 43% a 567 milioni, e a fine settembre il gruppo aveva una cassa industriale netta di 219 milioni, contro un debito netto di 131 milioni a fine giugno, dopo aver riacquistato azioni proprie per 173 milioni. L’amministratore delegato Benedetto Vigna ha indicato che il portafoglio ordini arriva ormai al 2028 e che entro la fine dell’anno sono previsti altri due lanci.
Cosa guardare adesso
Prima dei conti il titolo valeva 358,95 euro, secondo Money.it, che indica in 377,50 euro il massimo delle ultime 52 settimane. Nei prossimi mesi contano soprattutto i due nuovi modelli e l’andamento della Cina, l’unica area in calo nelle consegne del trimestre. Il marchio resta uno dei più osservati anche fuori dalla Borsa, come mostra la classifica dei 100 brand che valgono di più al mondo. Questo articolo ha scopo informativo e non è un consiglio di investimento.
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