NS Partners: Cina, dopo il bazooka sfida alla volatilità con strategie long/short

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La seconda economia più grande del mondo sembra intrappolata in una fase di rallentamento strutturale, caratterizzata da una debole domanda interna, una crisi immobiliare e una fiducia dei consumatori e delle imprese in forte calo.
Le recenti misure adottate dalla Banca Popolare Cinese riflettono gli sforzi delle autorità per invertire questa tendenza. In particolare, la PBOC ha ridotto il tasso di riserva obbligatoria (RRR) per le banche di 50 punti base, liberando 1.000 miliardi di yuan – 142 miliardi di dollari – per nuovi prestiti, oltre a tagliare il tasso sui prestiti a medio termine dal 2,3% al 2%, il più grande taglio dal 2016.

Altre manovre cruciali sono mirate al settore immobiliare: una riduzione dell’acconto minimo per l’acquisto di immobili dal 25% al 15% e il limite alla costruzione di nuove case, per ridurre l’eccesso di offerta residenziale. Queste manovre operano in un contesto in cui il prezzo delle nuove case ha subito il peggior calo mensile dal 2014 e le azioni immobiliari cinesi hanno, invece, registrato un rimbalzo.

Da tempo la Cina cerca di dare slancio alla sua economia con delle manovre sul mercato immobiliare, senza purtroppo avere particolare successo. Questa volta, tuttavia, il gigante asiatico sembra veramente intenzionata a far di tutto per raggiungere il suo obiettivo di crescita. Infatti, il governo cinese, durante il Politburo, la riunione dei principali leader cinesi, ha discusso di possibili manovre fiscali che potessero aiutare il Paese a raggiungere il target di crescita annuale del 5%. Secondo Reuters, la Cina sta pianificando di emettere 2 trilioni di yuan (284 miliardi di dollari) di obbligazioni sovrane speciali quest’anno, per cercare di stimolare i consumi e aiutare i governi locali. Secondo alcuni analisti, questo pacchetto dovrebbe stimolare l’economia di 0,2 punti percentuali, aiutando il governo a raggiungere il suo obiettivo di crescita di circa il 5%.

A livello di mercati settimana scorsa l’indice CSI 300 ha guadagnato il 15% da inizio settimana e l’Hang Seng il 13%, mentre sbalordisce la performance dell’indice Hang Seng sull’immobiliare cinese, che ha segnato una crescita del 31%.
I recenti stimoli sembrano poter contenere le preoccupazioni degli analisti in merito al raggiungimento da parte della Cina del target di crescita annuale. Guardando al futuro, la PBOC ha lasciato aperta la possibilità di ulteriori tagli dei tassi e riduzioni del RRR. Dal nostro punto di vista, in un mercato volatile come il territorio cinese, è opportuno adottare una strategia azionaria Long/Short, focalizzata su settori resilienti come IT e Consumer Discretionary, che si è dimostrata efficace da inizio anno.

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