Giacomo Canale ex cuoco di Berlusconi: perde in Cassazione: chiedeva oltre 680mila euro

La notizia in sintesi
- La Cassazione respinge il ricorso di Giacomo Canale, ex cuoco di Pier Silvio Berlusconi.
- Le richieste superavano 680mila euro per straordinari, mancati riposi e presunti danni psicofisici.
- Quattro motivi di ricorso sono stati dichiarati inammissibili, il quinto infondato.
- Le somme recuperate per le spese legali saranno destinate ad associazioni di Viareggio, secondo quanto riportato dalle fonti.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Cassazione, respinto il ricorso dell’ex cuoco di Pier Silvio Berlusconi
La Corte di Cassazione ha respinto definitivamente il ricorso di Giacomo Canale, ex cuoco di Pier Silvio Berlusconi, che chiedeva oltre 680mila euro per straordinari, mancati riposi e presunti danni psicofisici legati al rapporto di lavoro. La decisione chiude il contenzioso iniziato nel 2018 e conferma il rigetto delle pretese economiche già pronunciato dalla Corte d’Appello di Genova, sulla base degli elementi emersi sull’organizzazione del servizio e sulle indennità comprese nella retribuzione. Le richieste riguardavano undici anni di attività sulle imbarcazioni della famiglia Berlusconi e nel castello di Paraggi, dove l’imprenditore vive con la compagna Silvia Toffanin e i figli.
Turni, riposi e indennità: gli elementi alla base della decisione
La Suprema Corte ha esaminato cinque motivi di ricorso: quattro sono stati dichiarati inammissibili e uno infondato, lasciando ferma la decisione d’appello che aveva integralmente respinto le domande dell’ex dipendente. Tra gli elementi richiamati figurano le dichiarazioni rese dallo stesso Canale, dalle quali risultava che, per gran parte del rapporto, il servizio si concentrava in quattro giorni settimanali, dal giovedì alla domenica. Nei giorni restanti era presente un’altra cuoca: un’organizzazione che i giudici hanno ritenuto compatibile con il regolare godimento dei riposi, diversamente da quanto prospettato nelle richieste economiche.
Un ulteriore elemento riguarda la composizione della paga, che comprendeva già un’indennità forfettaria per straordinari e mancati riposi, anch’essa considerata dai giudici nella valutazione delle pretese avanzate dall’ex cuoco. L’esito del giudizio di legittimità si aggiunge alle precedenti decisioni sfavorevoli nel merito, dal Tribunale alla Corte d’Appello, e a un distinto procedimento per revocazione, conclusosi anch’esso senza successo per Canale. La distinzione tra motivi inammissibili e motivo infondato precisa dunque l’esito processuale: il ricorso non ha modificato il rigetto delle domande, già disposto nei precedenti gradi di giudizio.
Spese legali, annunciata la destinazione benefica a Viareggio
Alla chiusura del contenzioso si accompagna la condanna di Canale al pagamento delle spese legali dell’ultimo giudizio, oltre a esborsi e accessori di legge. Secondo quanto riportato dalle fonti, le somme recuperate per questo pronunciamento e per i precedenti procedimenti saranno interamente devolute ad associazioni del territorio di Viareggio, città in cui risiede l’ex cuoco. La destinazione benefica riguarda quindi gli importi effettivamente recuperati a titolo di spese, non la somma rivendicata nella causa.
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