Uk, chi è il nuovo premier Andy Burnham. Il nuovo modello economico e politico

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Una squadra in gran parte rinnovata, guidata da Andy Burnham, si prepara a imprimere una svolta rispetto alla linea del predecessore Keir Starmer. Almeno nelle intenzioni, secondo anticipazioni e aspettative, in attesa della prova dei fatti che si preannuncia complessa e ricca di ostacoli.

Burnham, 56enne ex sindaco di Manchester

Il 56enne ex sindaco di Manchester — designato venerdì con un ampio consenso alla guida di un Partito laburista in calo nei sondaggi — si appresta a sostituire il 63enne Starmer anche a Downing Street, assumendo l’incarico di primo ministro.

Andy è stato eletto membro del Parlamento per Leigh nel giugno 2001. Ha ricoperto il ruolo di Segretario Capo al Tesoro, Segretario di Stato per la Cultura, Media e Sport, e Segretario di Stato per la Salute.

All’opposizione, ha ricoperto i ruoli di Segretario di Stato ombra per la Salute, Segretario ombra di Stato per l’Istruzione e Ministro ombra per l’Interno.

Andy è stato eletto sindaco della Greater Manchester nel maggio 2017 e rieletto nel 2021 e nel 2024. Come sindaco, riportò la rete di autobus sotto il controllo pubblico e supervisionò la trasformazione di Manchester nella regione cittadina in più rapida crescita nel Regno Unito.

È tornato in Parlamento come membro del Parlamento per Makerfield nel giugno 2026 ed è stato eletto Leader del Partito Laburista il 16 luglio 2026. Andy è sposato e ha tre figli.

Il discoro del nuovo premier

Il nuovo premier britannico Andy Burnham ha promesso di imprimere una netta svolta al Regno Unito, presentandosi come un “interruttore” capace di interrompere un decennio di instabilita’ politica. Nel suo primo discorso pronunciato davanti al numero 10 di Downing Street, Burnham ha ricordato di essere il sesto primo ministro in dieci anni e ha ammesso che la politica britannica “non e’ stata all’altezza”.

Il nuovo modello economico e politico

Il nuovo premier ha annunciato un diverso modello economico e politico, fondato sul trasferimento di poteri da Londra alle autonomie locali e sull’impiego degli appalti pubblici per sostenere l’industria britannica. Burnham ha promesso di presentare entro la fine dell’anno un piano decennale per il Paese, mentre gia’ domani dovrebbe annunciare le prime misure contro il caro vita. Ha inoltre promesso un intervento immediato per porre fine al fenomeno dei senzatetto e per favorire l’occupazione giovanile. “Aiuteremo un maggior numero di giovani a entrare nel mondo del lavoro, cambiando il sistema educativo e offrendo loro maggiore sostegno, un maggiore supporto per la salute mentale, e costruiremo piu’ alloggi popolari – ha detto il neo primo ministro -. E’ questo il modo equo e sostenibile per ridurre la spesa per il welfare, rispettare le nostre regole di bilancio e onorare gli impegni assunti in materia di difesa con i nostri partner internazionali. Aiuteremo le persone a vivere bene, costruendo uno Stato maggiormente orientato alla prevenzione e investendo nel successo delle persone anziche’ pagare per i fallimenti. E questo lavoro comincia ora.

Tra poco varchero’ la porta alle mie spalle e impartiro’ la mia prima disposizione: porre fine al fenomeno delle persone senza fissa dimora nel nostro Paese. Si tratta di mettere i valori e i principi giusti al centro dell’azione di governo”.

“Mettero’ la cura delle persone al centro di tutto cio’ che faro’ – ha detto Burnham in conclusione del suo discorso -. Daro’ tutto me stesso e chiedo a tutti voi di lavorare insieme a me.

Costruiamo un nuovo senso nazionale di unita’, di intenti comuni e di positivita’. Facciamo in modo che questo sia il momento in cui la Gran Bretagna ricomincia a credere, il momento in cui riportiamo la speranza”. Il predecessore Keir Starmer, annunciando le dimissioni, ha affermato di lasciare un Regno Unito “piu’ forte e piu’ giusto” rispetto a due anni fa e ha augurato successo a Burnham. Il nuovo premier si prepara ora a un profondo rimpasto di governo. L’attuale ministra dell’Interno Shabana Mahmood e’ indicata come possibile cancelliera dello Scacchiere, mentre il ministro dell’Energia Ed Miliband potrebbe passare agli Esteri. Nel governo dovrebbero inoltre rientrare Angela Rayner, Lucy Powell e Louise Haigh, rispettivamente ex vicepremier, ex leader della Camera dei Comuni ed ex ministra dei Trasporti.

La squadra in parte rinnovata

La composizione dell’esecutivo appare ormai definita nei ruoli chiave. Secondo i media, Lucy Powell sarebbe destinata a diventare vicepremier e ministra dell’Istruzione. Alleata di Burnham nell’area della soft left e attuale vice leader del partito, Powell si era distinta lo scorso anno per le critiche alla leadership di Starmer.

Per le posizioni più strategiche, quelle di cancelliere dello Scacchiere e ministro degli Esteri, emergono invece due profili differenti: da un lato Shabana Mahmood, 45 anni, ministra dell’Interno uscente, considerata una figura di linea dura su immigrazione e sicurezza e apprezzata dall’ala più moderata del partito, indicata per l’Economia; dall’altro Ed Miliband, esponente storico dell’area progressista e attuale ministro dell’Energia, accreditato per la guida del Foreign Office.

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