EssilorLuxottica e Prosus possono salire del 50%: cosa dicono gli analisti

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Le due azioni quotano molto al di sotto dei prezzi obiettivo indicati dagli analisti. Questo divario può segnalare un’opportunità, ma non garantisce un futuro rialzo: il mercato potrebbe aver già individuato rischi non ancora riflessi nelle stime.

Quando un’azione perde molto terreno e il suo prezzo diventa nettamente inferiore alle valutazioni degli analisti, può sembrare automaticamente conveniente. In realtà, una quotazione bassa può avere due spiegazioni molto diverse.

La prima è che gli investitori abbiano reagito in modo eccessivamente negativo, facendo scendere il titolo più del necessario. La seconda è che il mercato stia anticipando difficoltà aziendali che gli analisti non hanno ancora inserito completamente nelle proprie previsioni.

Per comprendere meglio la situazione bisogna quindi confrontare l’andamento del titolo in Borsa con i giudizi e i prezzi obiettivo pubblicati dagli analisti. Questo confronto risulta particolarmente interessante per EssilorLuxottica e Prosus, due società che presentano un potenziale rialzo teorico superiore al 50% rispetto ai target medi.

Che cosa significa “potenziale rialzo superiore al 50%”

Prima di esaminare le due aziende è necessario chiarire un punto importante.

Il 20 agosto EssilorLuxottica quotava 161,20 euro, mentre il prezzo obiettivo medio degli analisti era pari a 243,30 euro. Per raggiungere quel valore, l’azione dovrebbe aumentare del 50,9%.

Prosus valeva invece 37,615 euro, contro un target medio di circa 62,52 euro. In questo caso il rialzo necessario sarebbe del 66,2%.

Queste percentuali non rappresentano però lo “sconto” rispetto al target. EssilorLuxottica quota, infatti, il 33,7% sotto il prezzo obiettivo medio, mentre Prosus si trova il 39,8% più in basso. Il 50,9% e il 66,2% indicano quanto i due titoli dovrebbero recuperare partendo dai prezzi attuali.

La differenza non è soltanto formale. Il target price non è un valore certo, ma una previsione basata su ipotesi riguardanti ricavi, utili, margini e crescita futura. Se queste ipotesi cambiano, anche il target può essere rivisto.

EssilorLuxottica: il titolo rimane in una fase difficile

Il quadro tecnico di EssilorLuxottica continua a essere negativo. Il titolo si trova vicino alla parte più bassa dell’intervallo di prezzo registrato nelle ultime 52 settimane e quota sotto quasi tutte le principali medie mobili.

Le medie mobili servono a rappresentare il prezzo medio di un’azione in un determinato periodo. Quando la quotazione rimane sotto quelle di breve, medio e lungo termine, significa generalmente che la pressione dei venditori continua a prevalere.

A 161,20 euro, EssilorLuxottica si trova sotto le medie a 10 settimane, collocate intorno a 168 euro, e sotto quelle a 20 settimane, comprese tra circa 175 e 180 euro. La distanza diventa ancora più ampia rispetto alle medie di lungo periodo, situate sopra i 200 euro.

Anche l’ADX, un indicatore utilizzato per misurare la forza di una tendenza, offre un’informazione importante. Il suo valore, vicino a 30, indica che il movimento ribassista possiede una discreta intensità. Non si tratta quindi soltanto di una fase laterale o di una normale oscillazione dei prezzi.

Esistono comunque alcuni primi segnali di possibile stabilizzazione. L’RSI, che aiuta a capire se un titolo sia stato comprato o venduto in modo eccessivo, è sceso vicino alla zona di “ipervenduto”. Altri oscillatori trasmettono indicazioni simili e il MACD mostra un primo segnale positivo.

Questi elementi, tuttavia, non dimostrano che sia stato raggiunto il minimo. Un titolo molto venduto può continuare a perdere valore.

Per mostrare un miglioramento più credibile, EssilorLuxottica dovrebbe prima superare la zona compresa tra 167,5 e 168,5 euro. Un ritorno stabile sopra 175-180 euro renderebbe più solida l’ipotesi di recupero.

Gli analisti restano positivi, ma hanno ridotto le aspettative

Il comportamento degli analisti aiuta a comprendere perché la situazione di EssilorLuxottica richieda cautela.

La maggior parte degli intermediari continua a esprimere giudizi favorevoli, ma negli ultimi mesi molti hanno abbassato sensibilmente i propri prezzi obiettivo.

Bank of America, per esempio, ha confermato il giudizio Buy ma ha ridotto il target da 330 a 237 euro. Jefferies lo ha portato da 300 a 250 euro, mentre HSBC è passata da 340 a 200 euro.

Anche Goldman Sachs ha progressivamente assunto una posizione più prudente: dopo aver abbassato il target da 260 a 230 euro, ha modificato la raccomandazione da Buy a Neutral e indicato un nuovo obiettivo di 200 euro.

Le ragioni principali riguardano la crescente concorrenza nel settore degli occhiali intelligenti, i tempi necessari per trasformare gli smart glasses con intelligenza artificiale in una fonte significativa di ricavi, i possibili rischi per i margini e aspettative più moderate sulla crescita nella seconda parte dell’anno.

Non tutti condividono questa cautela. Alcune banche mantengono target nettamente superiori, come JPMorgan a 305 euro e UBS a 282 euro.

Il consensus complessivo resta favorevole, con 19 raccomandazioni Buy, quattro Hold e nessun Sell. Il target medio è pari a 243,30 euro.

Il dato più interessante, però, è probabilmente la distanza tra le singole valutazioni, che vanno da 174 a 361 euro. Una forchetta così ampia mostra quanto sia difficile stimare il valore futuro dell’azienda.

Prosus: debolezza evidente, ma ribasso meno intenso

Anche Prosus presenta numerosi segnali tecnici negativi. Quattordici medie mobili su quindici indicano una prevalenza delle vendite.

Rispetto a EssilorLuxottica, però, esiste una differenza rilevante. L’ADX di Prosus è pari a circa 11, un livello molto basso. Significa che il titolo è debole, ma il movimento ribassista non possiede una direzione particolarmente forte.

L’RSI rimane inoltre in territorio neutrale, mentre MACD e Momentum offrono segnali moderatamente positivi.

A 37,615 euro, Prosus si trova praticamente sullo stesso livello della media mobile a 200 settimane, pari a 37,618 euro. Poco più in basso è presente un’area di sostegno compresa tra 36 e 37 euro.

Un supporto è una fascia di prezzo nella quale, in passato, gli acquisti hanno spesso rallentato o fermato le discese. Non rappresenta una barriera invalicabile, ma può diventare un punto da osservare.

Se Prosus riuscisse a mantenersi sopra 36-37 euro e successivamente a recuperare quota 40 euro, il quadro comincerebbe a migliorare. Un ritorno oltre 42-43 euro fornirebbe una conferma più convincente. La rottura netta dei minimi, invece, indebolirebbe l’ipotesi di stabilizzazione.

Su Prosus gli analisti sono molto divisi

Le valutazioni degli analisti su Prosus mostrano differenze ancora più ampie rispetto a quelle su EssilorLuxottica.

JPMorgan ha confermato un giudizio positivo con un target di 73 euro, quasi il doppio rispetto alla quotazione considerata. UBS ha indicato un obiettivo vicino a 80 euro, mentre Deutsche Bank e HSBC si sono collocate sopra i 70 euro.

Goldman Sachs ha espresso una valutazione completamente diversa. La banca ha mantenuto un giudizio Neutral e abbassato il target fino a 37 euro, un valore leggermente inferiore alla quotazione del 20 agosto.

Alla base della prudenza c’è soprattutto il dubbio che il programma di riacquisto di azioni e la crescita delle attività operative siano sufficienti a ridurre rapidamente lo sconto con cui Prosus viene valutata rispetto al proprio patrimonio.

Prosus possiede infatti una partecipazione molto importante nella società tecnologica cinese Tencent. Per questo il suo valore dipende non soltanto dai risultati delle attività direttamente controllate, ma anche dall’andamento di Tencent, dai mercati asiatici e dai cambi valutari.

Il consensus rimane nel complesso favorevole: 14 giudizi Buy, tre Hold e nessun Sell, con un target medio intorno a 62,5 euro. Le singole valutazioni oscillano però tra circa 39 e 80 euro.

Questa enorme differenza segnala che gli analisti utilizzano ipotesi molto diverse sul valore degli investimenti di Prosus e sulla possibilità che lo sconto rispetto al patrimonio si riduca.

Due potenziali occasioni, ma con rischi differenti

EssilorLuxottica e Prosus presentano entrambe una grande distanza tra quotazioni e target price, ma arrivano a questa situazione attraverso percorsi differenti.

EssilorLuxottica si trova in un trend ribassista più forte e definito. Gli analisti continuano a essere prevalentemente positivi, ma i ripetuti tagli ai prezzi obiettivo mostrano che le aspettative sulla crescita sono diventate meno ottimistiche.

Prosus presenta invece un ribasso meno direzionale e si trova vicino a un importante livello tecnico. Nel suo caso, però, le valutazioni degli analisti sono estremamente distanti tra loro, segnalando un’elevata incertezza.

In entrambi i casi, il potenziale rialzo superiore al 50% non deve essere interpretato come una previsione sicura. Rappresenta soltanto la distanza tra il prezzo pagato oggi dal mercato e il valore che gli analisti ritengono possibile sulla base dei propri modelli.

Che cosa bisogna osservare adesso

Per EssilorLuxottica sarà importante verificare se il titolo riuscirà a recuperare prima l’area dei 168 euro e poi quella compresa tra 175 e 180 euro. Bisognerà inoltre capire se gli analisti smetteranno di abbassare i propri target.

Per Prosus, il primo banco di prova sarà la tenuta della fascia 36-38 euro. Un recupero sopra 40 euro, seguito dal superamento di 42-43 euro, renderebbe il quadro tecnico più favorevole.

Saranno decisivi anche i prossimi risultati aziendali. Una crescita dei ricavi e degli utili superiori alle attese potrebbe ridurre la distanza tra mercato e target, mentre dati deludenti potrebbero spingere gli analisti a rivedere nuovamente le proprie valutazioni. Un titolo molto distante dai target price può essere sottovalutato oppure aver semplicemente incorporato rischi che il mercato conosce meglio delle stime: a distinguere le due situazioni saranno i prossimi dati, non la percentuale di rialzo teorico.

Le informazioni contenute nell’articolo hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono una raccomandazione d’investimento.

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Caterina Chiarelli

Content Editor Bachelor’s Degree, Master’s Degree,Postgraduate Master

Caterina Chiarelli, professionista della comunicazione e dell'editoria con una formazione accademica che include una Laurea Magistrale in Comunicazione, Informazione ed Editoria e un Master in digitalizzazione, AI e big data. Il suo percorso coniuga rigore metodologico e creatività, maturati attraverso esperienze in ambito editoriale, giornalistico e digitale. Ha collaborato con realtà editoriali e di comunicazione occupandosi di redazione, pianificazione editoriale, social media management e ufficio stampa, lavorando su contenuti sia web sia cartacei. Negli ultimi anni ha approfondito il rapporto tra comunicazione e innovazione tecnologica, sviluppando un approccio orientato all'utilizzo consapevole dell'intelligenza artificiale e degli strumenti digitali a supporto della qualità dei contenuti. Si distingue per una curiosità profonda verso le persone, le idee e i linguaggi attraverso cui la realtà prende forma, con la convinzione che il dialogo, quando è guidato da ascolto, spirito critico ed empatia, sia capace di generare valore e connessione reale.

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Caterina Chiarelli, professionista della comunicazione e dell'editoria con una formazione accademica che include una Laurea Magistrale in Comunicazione, Informazione ed Editoria e un Master in digitalizzazione, AI e big data. Il suo percorso coniuga rigore metodologico e creatività, maturati attraverso esperienze in ambito editoriale, giornalistico e digitale. Ha collaborato con realtà editoriali e di comunicazione occupandosi di redazione, pianificazione editoriale, social media management e ufficio stampa, lavorando su contenuti sia web sia cartacei. Negli ultimi anni ha approfondito il rapporto tra comunicazione e innovazione tecnologica, sviluppando un approccio orientato all'utilizzo consapevole dell'intelligenza artificiale e degli strumenti digitali a supporto della qualità dei contenuti. Si distingue per una curiosità profonda verso le persone, le idee e i linguaggi attraverso cui la realtà prende forma, con la convinzione che il dialogo, quando è guidato da ascolto, spirito critico ed empatia, sia capace di generare valore e connessione reale.