Affitti brevi, lo studio Aigab: stop in molte città con le regole Ue

La notizia in sintesi
- Aigab stima possibili stop agli affitti brevi con i parametri europei.
- Il rapporto prezzo-reddito supera la soglia in numerose mete turistiche.
- Cortina registra il valore più alto rilevato nello studio.
- Marco Celani critica l’applicabilità dell’indicatore al sistema italiano.
Riassunto generato con AI AGENTICA di Datamoney.ch
Affitti brevi, l’allarme di Aigab sulla norma europea
Lo studio di Aigab, Associazione italiana gestori affitti brevi, prospetta restrizioni alle locazioni turistiche e alle vendite immobiliari in Italia se la Commissione europea applicasse il regolamento Affordable Housing Act secondo il parametro dello stress abitativo. Il dossier, visionato da Adnkronos e pubblicato l’11 settembre 2026, individua località turistiche e grandi città nelle quali il rapporto tra valori delle case e redditi dichiarati supererebbe la soglia di 8. Aigab contesta l’aderenza dell’indicatore alla struttura fiscale italiana e avverte che decisioni locali fondate su quel dato potrebbero incidere su affitti brevi, acquirenti non residenti, mercato e proprietari nelle aree interessate, con effetti rilevanti.
I dati su Cortina, Amalfi e grandi città
Il caso più estremo è Cortina: lo studio stima abitazioni a 1,4 milioni di euro in media, un reddito Irpef medio di 37.961 euro e un rapporto prezzo-reddito di 38,31. Seguono Amalfi, con rapporto di 21,55, e Courmayeur, a 16,48; a Monterosso l’indicatore arriva a 11,92, mentre Polignano a Mare raggiunge 12,58. Taormina risulta appena oltre la soglia, con un rapporto di 8,08, calcolato su case dal valore medio di 206.599 euro e reddito medio di 25.554 euro.
Tra le grandi città analizzate, la soglia sarebbe superata in cinque casi su sette: Roma, Milano, Napoli, Bari e Venezia; Torino e Genova resterebbero invece sotto, soprattutto per valori immobiliari inferiori. Il punto centrale non è quindi soltanto la regolazione degli affitti brevi, ma la scelta del parametro che renderebbe possibili limitazioni territoriali. Per il presidente di Aigab Marco Celani, il reddito Irpef non coincide con un reddito medio pro capite effettivamente comparabile.
“Il reddito medio pro capite è un concetto che in Italia non esiste, perché noi abbiamo il reddito Irpef dal quale però va sottratta la tassazione e va poi diviso per il numero di residenti”, sostiene Celani. L’associazione evidenzia inoltre che i dichiaranti non coincidono con l’intera popolazione residente, elemento che può alterare il rapporto usato per misurare la pressione abitativa. Lo studio propone così una lettura critica dell’eventuale trasferimento automatico del criterio europeo al contesto nazionale.
Le ricadute possibili sulle compravendite
L’impatto ipotizzato da Aigab potrebbe estendersi oltre le locazioni turistiche. Secondo Marco Celani, un sindaco potrebbe limitare anche la vendita a chi non trasferisca la residenza, riducendo la platea degli acquirenti per gli immobili coinvolti. L’associazione ritiene che questa prospettiva possa diminuire la domanda e incidere sul valore delle compravendite, trasformando un indice di accessibilità abitativa in uno strumento con effetti più ampi sul mercato locale.
FAQ
Che cos’è lo stress abitativo indicato dallo studio?
Il parametro confronta il valore medio delle abitazioni con i redditi e, oltre quota 8, potrebbe attivare limitazioni territoriali.
Quale località registra il rapporto più elevato?
Cortina raggiunge 38,31, calcolato su abitazioni dal valore medio di 1,4 milioni e reddito Irpef medio di 37.961 euro.
Quali grandi città supererebbero la soglia?
Roma, Milano, Napoli, Bari e Venezia supererebbero ampiamente il limite, secondo l’analisi dell’associazione dei gestori.
Perché Aigab contesta il reddito Irpef?
Marco Celani osserva che il reddito Irpef riguarda chi dichiara, richiede considerazioni fiscali e non rappresenta tutti i residenti.
Quali fonti sono state utilizzate?
L’articolo deriva dall’analisi redazionale, con supervisione umana, di fonti stampa ufficiali e qualificate, incluse Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
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