A Torino inaugura il nuovo polo per la transizione energetica

La notizia in sintesi
- Torino Environment Park inaugura un polo nazionale per la transizione energetica.
- Il centro unisce ricerca di base, misurazioni e sperimentazione industriale.
- L’investimento supera 55 milioni, con fondi PNRR e partner privati.
- Idrogeno, CO2, batterie ed elettronica sono le principali aree operative.
Riassunto generato con AI AGENTICA di Datamoney.ch
Torino inaugura il polo per la transizione energetica
L’11 settembre Environment Park di Torino ha inaugurato il nuovo polo per la transizione energetica, hub che riunisce le infrastrutture nazionali iEntrance e CoSyET. Con oltre 5mila metri quadrati di laboratori avanzati, il centro coinvolge comunità scientifica, imprese e istituzioni e punta a sviluppare, testare e trasferire tecnologie capaci di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e rendere sostenibili gli obiettivi europei di neutralità climatica. L’investimento supera 55 milioni di euro: 35 arrivano dal PNRR e altri 20 dai partner industriali privati. La scelta del sito torinese collega ricerca di base, verifica metrologica e impianti pilota, affinché le innovazioni avanzino verso applicazioni industriali nei comparti della decarbonizzazione.
Dalla ricerca sui materiali alla produzione industriale
iEntrance, rete nazionale coordinata dal CNR, è gestita a Torino dal Politecnico di Torino e integra due sedi: Environment Park per nanomateriali, sensori e sistemi energetici, e INRIM per misure, analisi e certificazioni. CoSyET, avviata il 31 dicembre 2022, è guidata dall’IIT e opera tra i livelli TRL sei e otto, dedicati alla verifica e qualificazione di sistemi destinati al mercato. Il nucleo di Environment Park è collegato a impianti situati a Caramagna Piemonte, Chivasso, Genova, Milano e Lecce, dedicati a idrogeno verde, cattura della CO2, accumulo ed elettronica di potenza.
CoSyET Scarl riunisce l’IIT e dieci partner industriali; la presiede Fabrizio Pirri, anche vicerettore del Politecnico di Torino. Nei laboratori, Newcleo studia materiali per reattori, Lamicolor sperimenta la pirolisi degli scarti, G.D produce celle pouch e Hysytech converte CO2. FEV Italia prova elettrolizzatori, mentre Microla Optoelectronics, Alutron, Asseltech, Mista e Cemas Elettra lavorano sulla filiera elettronica. Alla presentazione sono intervenuti Vittorio Morandi, Davide Loiacono, Davide Calonico e Luca Alberto Martino.
Un’infrastruttura per attrarre filiere tecnologiche
Il polo si affianca ai centri già operativi nel parco e rafforza l’asse tra ricerca pubblica e industria. Per Giacomo Portas, l’infrastruttura può attrarre investimenti tecnologici in Piemonte; Matteo Marnati la collega alla strategia regionale sull’idrogeno, mentre Chiara Foglietta richiama il Climate City Contract di Torino. Gianmario Verona, Giorgio Metta e Vincenzo Tedesco indicano nel trasferimento delle conoscenze verso le imprese la conseguenza operativa più rilevante.
FAQ
Quanto vale l’investimento nel polo torinese?
L’investimento complessivo supera 55 milioni di euro, con 35 milioni dal PNRR e 20 milioni erogati da partner industriali privati.
Quali tecnologie sviluppa il centro?
I laboratori lavorano su idrogeno verde, cattura e valorizzazione della CO2, accumulo energetico, batterie, sensori, nanomateriali ed elettronica di potenza.
Che ruolo ha iEntrance a Torino?
iEntrance svolge ricerca su micro e nanotecnologie, sviluppando materiali e sensori presso Environment Park e certificandoli attraverso le competenze dell’INRIM.
Cosa indica il livello TRL di CoSyET?
I livelli TRL sei-otto comprendono sistemi verificati e qualificati, fase che precede l’arrivo di una tecnologia come prodotto utilizzabile dall’industria.
Quali fonti sono state analizzate?
Le informazioni derivano dall’analisi redazionale con supervisione umana di fonti stampa ufficiali e qualificate, incluse Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
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