Google cifra i link nei risultati di ricerca

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Google cifra i link nei risultati di ricerca

La notizia in sintesi

  • Google introduce URL intermedi cifrati nei risultati di ricerca.
  • La modifica riguarda soprattutto utenti non autenticati e strumenti automatici.
  • Browser e utenti raggiungono normalmente le pagine di destinazione.
  • Scraper e rank tracker devono affrontare maggiore complessità tecnica.

DatamoneyRiassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch


Google cifra i link nei risultati di ricerca

Google sta modificando la visualizzazione degli indirizzi nei risultati della propria ricerca, sostituendo in molti casi il collegamento diretto con URL intermedi del tipo google.com/goto contenenti stringhe che celano la destinazione finale. Il test, avviato da luglio 2026 e successivamente confermato dall’azienda, interessa soprattutto le ricerche effettuate da utenti non autenticati. La motivazione ufficiale richiama la protezione di servizi e utenti contro nuove forme di abuso, mentre analisti SEO collegano l’intervento alle difficoltà imposte alla raccolta automatizzata delle SERP. Per chi naviga con un browser l’esperienza resta sostanzialmente invariata, ma cambiano in modo rilevante i processi usati da scraper, rank tracker e API per estrarre risultati strutturati.

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Come funziona il nuovo passaggio tecnico

Le analisi di Suganthan Mohanadasan, di AI SEO Research, indicano che il parametro url associato a google.com/goto non corrisponde a una semplice codifica Base64 dell’indirizzo finale. La struttura può essere letta fino a un formato riconducibile a Protocol Buffers, con dati relativi alla versione, a un identificatore di chiave e al testo cifrato. Mohanadasan ha inoltre rilevato che il ciphertext varia anche ripetendo la medesima ricerca a distanza di pochi secondi, impedendo una tabella statica di corrispondenza tra stringhe e URL.

Il cambiamento coinvolge anche l’attributo ping, che in precedenza poteva esporre in chiaro l’indirizzo di destinazione e ora riporta la medesima informazione cifrata. Una richiesta automatizzata tramite curl può ottenere una risposta HTTP 200, ma senza link direttamente utilizzabili: il codice restituito contiene una struttura JavaScript pensata per il transito attraverso Google. Il browser dell’utente continua invece a raggiungere regolarmente la pagina finale, confermando che la modifica riguarda la consegna tecnica dei dati ai client e non l’accesso ordinario ai contenuti.

Effetti su SEO, API e monitoraggio delle SERP

Un sistema che analizza migliaia di risultati non può più limitarsi a leggere l’attributo href e usare immediatamente il collegamento: deve risolvere il passaggio intermedio o ricostruire i dati presenti nella risposta. Questo richiede più richieste, aumenta la latenza e rende più complessa l’estrazione su larga scala. SerpApi ha confermato di aver adattato la gestione dei risultati, mentre il rollout risulta non uniforme tra dispositivi, account, località e tipologie di ricerca.

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Non emergono evidenze di effetti su ranking, indicizzazione o posizionamento organico dei siti. La novità interviene invece sul modo in cui Google rende disponibili gli URL nella SERP. Gli eventuali workaround pubblici possono essere temporanei, poiché l’azienda può modificare rapidamente formato e percorsi alternativi.

Un ostacolo crescente allo scraping su scala

La misura crea una distinzione più netta tra la consultazione umana della ricerca e l’uso industriale dei suoi risultati. L’utente finale conserva l’accesso al contenuto senza costi operativi aggiuntivi, mentre chi trasforma automaticamente pagine di ricerca in dataset deve sostenere un processo più oneroso. L’evoluzione del rollout rende necessario verificare con continuità differenze tra contesti di accesso e formati delle SERP.

FAQ

Quando è iniziato il test degli URL google.com/goto?

Il test è stato avviato da luglio 2026 e riguarda soprattutto le richieste effettuate da utenti non autenticati.

Gli URL intermedi cambiano il ranking dei siti?

Non esistono evidenze che google.com/goto modifichi indicizzazione, algoritmo di ranking o posizione dei siti nei risultati organici.

Gli utenti possono aprire normalmente i risultati?

Il browser continua a raggiungere la destinazione finale normalmente, senza un impatto operativo rilevante sulla navigazione dell’utente.

Perché scraper e rank tracker incontrano difficoltà?

Gli strumenti automatici devono risolvere passaggi intermedi o ricostruire dati cifrati, aumentando richieste, latenza e complessità di estrazione.

Quali fonti sono state utilizzate?

La Redazione ha rielaborato con verifica e supervisione umana informazioni confrontate tra fonti ufficiali e stampa qualificata.

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Storico esperto di Digital Journalism e creatore di Immediapress la prima Digital Forwarding Agency italiana poi ceduta al Gruppo ADNkronos, evangelista di Internet dai tempi di Mozilla e poi antesignano (ora pentito) dei social media in italia, Bitcoiner Evangelist, portatore sano di Ethereum e Miner di crypto da tempi non sospetti. Sono a dir poco un entusiasta della vita, e già questo non è poco. Intimamente illuminato dalla Cultura Life-Hacking, nonchè per sempre ed indissolubilmente Geek, giocosamente Runner e olisticamente golfista. #senzatimore è da decenni il mio hashtag e significa il coraggio di affrontare l'ignoto. Senza Timore. Appunto

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