La Fed alza i tassi Usa al 3,75-4%: primo rialzo dal luglio 2023

La notizia in sintesi
- Federal Reserve alza i tassi di 25 punti base al 3,75%-4%.
- Il voto del Fomc è unanime: 12 favorevoli e nessun contrario.
- Kevin Warsh punta a ricondurre l’inflazione verso il target del 2%.
- Donald Trump contesta la decisione e invoca tassi all’1% o inferiori.
Riassunto generato da Redazione AI AGENTICA di Datamoney.ch
Fed alza i tassi e sfida Trump
La Federal Reserve ha alzato il 16 settembre 2026 il tasso sui fondi federali di 25 punti base, portandolo nella fascia tra il 3,75% e il 4%, con una decisione unanime del Fomc a Washington. È il primo rialzo dal luglio 2023 e segna la prima mossa restrittiva rilevante del presidente Kevin Warsh, nominato da Donald Trump. La banca centrale interviene perché l’inflazione resta distante dall’obiettivo del 2%, nonostante un’economia descritta come solida, consumi resilienti, investimenti robusti e mercato del lavoro stabile.
La scelta apre un confronto istituzionale con la Casa Bianca, che aveva chiesto una rapida riduzione del costo del denaro per sostenere credito, imprese e famiglie.
Inflazione, mercati e autonomia della banca centrale
Nel comunicato, il Fomc ha indicato che l’attività economica statunitense continua a espandersi a un ritmo sostenuto, mentre produttività e investimenti di capitale mantengono una dinamica forte. Tuttavia, secondo il Comitato, l’inflazione elevata richiede una politica monetaria più restrittiva per favorire un ritorno più tempestivo al target del 2%. Kevin Warsh ha sintetizzato la priorità della Fed con parole nette: “L’inflazione è troppo alta e lo è da troppo tempo”, richiamando il doppio mandato di stabilità dei prezzi e piena occupazione.
Il rialzo rende più costosi nuovi mutui, carte di credito, prestiti personali e finanziamenti per auto, mentre può migliorare la remunerazione dei risparmi. Sui mercati, i rendimenti dei Treasury sono saliti e Wall Street ha chiuso in calo, segnalando attenzione ai possibili effetti del credito più caro su consumi e investimenti. Le proiezioni della Fed lasciano inoltre aperta la possibilità di un altro incremento entro fine anno, con i tassi attesi tra il 4% e il 4,25%.
La reazione di Donald Trump è stata opposta: il presidente ha chiesto tassi all’1% o inferiori, mentre la Casa Bianca ha definito la decisione priva di motivazioni economiche convincenti. Warsh ha difeso l’autonomia dell’istituto, ribadendo che la decisione dipende dalle valutazioni della Fed e dal suo mandato.
Il prossimo test sarà la traiettoria dei prezzi
Il dato più rilevante non è soltanto il quarto di punto deciso dalla Federal Reserve, ma il ritorno di una linea restrittiva dopo una lunga pausa. Le previsioni indicano un’inflazione ancora al 3,7% nel 2026 e un rientro al 2% soltanto nel 2029, secondo le stime diffuse dalla banca centrale.
Per Kevin Warsh, la credibilità della Fed dipenderà dalla capacità di contrastare le pressioni sui prezzi senza compromettere crescita e occupazione, malgrado le pressioni politiche della Casa Bianca.
FAQ
Quanto sono saliti i tassi della Fed?
Il tasso sui fondi federali è aumentato di 25 punti base, passando dalla fascia 3,50%-3,75% a quella 3,75%-4%.
Quando era avvenuto l’ultimo rialzo?
L’ultimo aumento risaliva al luglio 2023, quando la Federal Reserve aveva portato il tasso di riferimento tra il 5,25% e il 5,50%.
Perché la Fed ha aumentato il costo del denaro?
L’inflazione resta elevata e la misura punta a riportarla più rapidamente verso l’obiettivo del 2% fissato dal Fomc.
Ci saranno altri rialzi dei tassi americani?
Le proiezioni della Federal Reserve indicano la possibilità di un ulteriore aumento entro fine anno, con tassi attesi fino al 4,25%.
Quali fonti sono state analizzate?
La Redazione ha rielaborato con supervisione umana fonti ufficiali e giornalistiche, confrontando in particolare analisi e dati di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
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