Laurea, il vantaggio salariale sui diplomati si riduce nel tempo

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La notizia in sintesi

  • JobPricing rileva un vantaggio retributivo medio del 37% per i laureati.
  • Il differenziale iniziale tra 15 e 24 anni è limitato al 9%.
  • Dopo i 35 anni l’esperienza non compensa più il ritardo d’ingresso dei laureati.
  • Il premio della laurea si è ridotto nelle fasce di età centrali.

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La laurea aumenta gli stipendi nel lungo periodo

L’Osservatorio JobPricing, attraverso lo University Report 2026, rileva che il possesso di una laurea continua ad associarsi a retribuzioni annue lorde più alte lungo l’intera carriera, pur con differenze marcate per età. Il confronto riguarda lavoratori laureati e non laureati e misura l’evoluzione dalla fase di ingresso fino alla maturità professionale. Il dato centrale emerge dal divario tra l’aumento di RAL a inizio e fine percorso: 26.869 euro per chi ha un titolo universitario, 6.424 euro per chi non lo possiede.

La ricerca evidenzia però che il vantaggio iniziale è limitato, perché chi interrompe prima gli studi accumula esperienza lavorativa. Dopo i 35 anni le traiettorie retributive si riequilibrano e il differenziale a favore dei laureati cresce. L’analisi distingue così fra il ritorno immediato dell’istruzione e quello che matura con gli anni di carriera.

Retribuzioni, età ed esperienza nel rapporto

Il rapporto quantifica la retribuzione annua lorda media dei laureati in 42.378 euro, contro 30.999 euro per chi non ha la laurea: una differenza del 37%. Questo scarto non coincide però con la dinamica rilevata nelle diverse età professionali. Tra i 45 e i 54 anni, il vantaggio retributivo dei laureati è sceso dal 68% del 2020 al 49% indicato dal rapporto.

Anche nella fascia tra 35 e 44 anni il premio si è ridotto, passando dal 45% al 35%. All’avvio della carriera, tra 15 e 24 anni, la distanza è invece del 9%, quindi quasi nulla. Per l’Osservatorio JobPricing, la ragione risiede nell’esperienza lavorativa accumulata da chi termina prima il proprio percorso di studi.

Chi non prosegue fino alla laurea entra infatti prima nel mercato del lavoro e dispone già di anni di attività professionale rispetto a un neolaureato. Il pareggio si registra dopo i 35 anni, quando il valore retributivo del titolo universitario tende ad ampliarsi. Il quadro segnala quindi che la laurea non elimina il vantaggio iniziale dell’esperienza, ma incide soprattutto sulla progressione nel tempo.

Il ritorno economico si concentra nella carriera

Il dato più rilevante riguarda la distanza fra accesso al lavoro e fine della carriera. Per i laureati l’incremento della retribuzione annua lorda raggiunge 26.869 euro, mentre per i non laureati si ferma a 6.424 euro. La differenza suggerisce che il rendimento del titolo non si misura soltanto dalla busta paga iniziale, ma dalla capacità di sostenere avanzamenti retributivi nelle fasi professionali successive.

Il ridimensionamento percentuale del premio nelle fasce centrali, rispetto al 2020, non cancella comunque il vantaggio medio rilevato dal rapporto.

FAQ

Qual è la RAL media dei laureati?

La retribuzione annua lorda media dei laureati è pari a 42.378 euro, secondo i dati dello University Report 2026.

Quanto guadagnano mediamente i non laureati?

La RAL media di chi non possiede una laurea è indicata in 30.999 euro, inferiore di 11.379 euro rispetto ai laureati.

Quanto pesa la laurea all’inizio della carriera?

Tra 15 e 24 anni il vantaggio retributivo dei laureati è del 9%, una distanza definita quasi nulla dal confronto.

Quando cresce il vantaggio retributivo dei laureati?

Dopo i 35 anni il differenziale tende ad allargarsi, quando l’esperienza inizialmente accumulata dai non laureati viene riequilibrata.

Quali fonti sono state utilizzate?

Le informazioni sono rielaborate dalla Redazione con supervisione umana, attraverso analisi di fonti ufficiali e qualificate, incluse Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.

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Caterina Chiarelli

Content Editor Bachelor’s Degree, Master’s Degree,Postgraduate Master

Caterina Chiarelli, professionista della comunicazione e dell'editoria con una formazione accademica che include una Laurea Magistrale in Comunicazione, Informazione ed Editoria e un Master in digitalizzazione, AI e big data. Il suo percorso coniuga rigore metodologico e creatività, maturati attraverso esperienze in ambito editoriale, giornalistico e digitale. Ha collaborato con realtà editoriali e di comunicazione occupandosi di redazione, pianificazione editoriale, social media management e ufficio stampa, lavorando su contenuti sia web sia cartacei. Negli ultimi anni ha approfondito il rapporto tra comunicazione e innovazione tecnologica, sviluppando un approccio orientato all'utilizzo consapevole dell'intelligenza artificiale e degli strumenti digitali a supporto della qualità dei contenuti. Si distingue per una curiosità profonda verso le persone, le idee e i linguaggi attraverso cui la realtà prende forma, con la convinzione che il dialogo, quando è guidato da ascolto, spirito critico ed empatia, sia capace di generare valore e connessione reale.

Areas of Expertise: editoria e comunicazione digitale, scrittura e revisione editoriale, giornalismo economico-finanziario, progettazione editoriale, pianificazione e coordinamento dei contenuti, social media e marketing digitale, intelligenza artificiale applicata alla comunicazione, strategie digitali, analisi dei contenuti e storytelling, comunicazione istituzionale e ufficio stampa
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Caterina Chiarelli, professionista della comunicazione e dell'editoria con una formazione accademica che include una Laurea Magistrale in Comunicazione, Informazione ed Editoria e un Master in digitalizzazione, AI e big data. Il suo percorso coniuga rigore metodologico e creatività, maturati attraverso esperienze in ambito editoriale, giornalistico e digitale. Ha collaborato con realtà editoriali e di comunicazione occupandosi di redazione, pianificazione editoriale, social media management e ufficio stampa, lavorando su contenuti sia web sia cartacei. Negli ultimi anni ha approfondito il rapporto tra comunicazione e innovazione tecnologica, sviluppando un approccio orientato all'utilizzo consapevole dell'intelligenza artificiale e degli strumenti digitali a supporto della qualità dei contenuti. Si distingue per una curiosità profonda verso le persone, le idee e i linguaggi attraverso cui la realtà prende forma, con la convinzione che il dialogo, quando è guidato da ascolto, spirito critico ed empatia, sia capace di generare valore e connessione reale.